Essere clandestino in Italia: cinque storie di quotidiana sofferenza. Servi al Teatro della cooperativa dal 3 al 14 marzo.
Saverio La Ruina in un emozionante monologo sulla condizione della donna nel Meridione. La borto al Crt dal 9 al 21 marzo.
Un Sogno in cui “non c’è spazio per sospiri o languori”, in cui l’amore non è più sentimento, affinità elettiva o corrispondenza di amorosi sensi ma istintiva causalità...
Due personaggi opposti che per ingannare il tempo finiscono per conoscersi meglio, raccontandosi ciò che “non sono”. La fine di Shavuoth: uno spettacolo intenso che vola via in un soffio.
L’umana dicotomia tra bene e male, suggelata nella celebre opera di Stevenson, sul palco del Caboto con la firma di Frigerio
Tra atmosfere rarefatte e surreali, efficaci e originali trovate teatrali ecco la romantica storia di un moderno Prometeo: è il Frankestein riscritto da Stefano Massini al Teatro Elfo...
La lama di Mac Duff ha appena staccato il corpo dalla testa di Macbeth, ma i pensieri sopravvivono per qualche istante: al Teatro Guanella il Pigiama di Macbeth...
Fino al 7 marzo le Belle Bandiere rivisitano Il grande classico goldoniano, tra Commedia dell'Arte, teatro di figura e pantomima...
Abbati riporta al Carcano un grande classico firmato Frederick Loewe, in cui cantare, sognare, danzare e amare divengono le parole d’ordine.
Pessoa rivela la realtà che sta dietro al velo nero della finzione, in un testo che apre voragini sugli usi, i costumi e i comportamenti di oggi e di sempre.
Oltre 150 mila spettatori, più di mille repliche in tutta Italia per uno spettacolo che racconta in modo nuovo una vecchia storia.
commento di: flaro
Uno degli spettacoli più intensi che mi sia data l'occasione di vedere e rivedere (l'ho seguito a Bolzano, a Milano e a Rubiera la scorsa stagione, e non vedo l'ora di rivederlo domenica 14 al Ringhiera di Milano anche per la bella opportunità offerta dopo lo spettacolo di assistere al disvelamento della tecnica dell'improvvisazione). Un testo, quello di Stefano Masini, di spessore, efficacia e profondità rari nel panorama autoriale d'oggi, dai contenuti autenticamenti universali, restituito con grazia, leggerezza e passione dai giovani ma già esperti attori protagonisti Jacopo-Maria Bicocchi e Mattia Fabris, oltre che dal grande Alvise Battain. Un raffinato lavoro di squadra, condotto con grande sensibilità e creatività dalla regista Cristina Pezzoli con l'ottimo supporto della scenografia, delle luci e della musica. L'entusiastico commento di Silvia Pizzi è l'oggettivazione verbale di ciò che questo spettacolo produce nel pubblico: una condizione che potrebbe essere definita "profonda performance interiore". Davvero un'esperienza a cui sarebbe un peccato rinunciare! Grande teatro. RIF.:(461)
commento di: MICHELE
che belle queste foto!!!
complimenti all'autore...
michele RIF.:(190)