Essere clandestino in Italia: cinque storie di quotidiana sofferenza. Servi al Teatro della cooperativa dal 3 al 14 marzo.
Saverio La Ruina in un emozionante monologo sulla condizione della donna nel Meridione. La borto al Crt dal 9 al 21 marzo.
Si respira un'aria pregna di affettuosa nostalgia in questo spettacolo che profuma di Dopoguerra, di pizze e di scugnizzi, di superstizione e furberie.
Lo spettacolo con cui Giuseppe Battiston si è aggiudicato, meritatamente, il premio Ubu come miglior attore protagonista, dal 23 marzo in scena al Teatro Puccini....
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Continua il progetto del Piccolo Teatro dedicato alla drammaturgia contemporanea: Dettagli di Lars Norén al Teatro Studio. Dal 7 al 24 febbraio.
Il Teatroi presenta dal 4 al 9 Febbraio due spettacoli di Daniele Timpano, talentuoso e controverso attore della cosiddetta “non-scuola” romana...
“Festa di famiglia”, in scena al Franco Parenti dal 2 al 14 febbraio, è un piccolo grande capolavoro che rivisita diverse opere di Pirandello…
Esiste un’infinità di modi per suicidarsi senza morire. Tanti quanti sono i segreti della gente - Chuck Palahniuk
commento di: MICHELE
che belle queste foto!!!
complimenti all'autore...
michele RIF.:(190)
commento di: Nritya
Sono, purtroppo, d'accordo con Rosaria. E mai avrei creduto di poterlo essere. Ammiro e seguo Emma da sempre, fin dai suoi primi, preziosi, necessari lavori. Ho fatto anche un seminario con lei, tanto tempo fa, che mi ha segnata profondamente. La mia reazione di regista e drammaturga esordiente, alla fine di ogni suo spettacolo, era sempre la stessa: "Forse dovrei lasciar perdere il teatro, non sarò mai alla sua altezza". Ma con Le Pulle, visto ieri sera sobbarcandomi apposta un lungo viaggio, questo non è accaduto. E poichè sono certa di non essere professionalmente cresciuta, in pochissimi anni, a tal punto, allora dev'esser vero, ahimè, ciò che dice Rosaria.
Quanta ripetitività, e non solo all'interno dello spettacolo stesso, ma anche di scene, temi e linguaggi ripresi con varianti minime dal repertorio precedente.
Ma come possono le critiche parlare ancora di "scandalizzare, provocare" con riferimento a proposte del genere? Lo spettacolo annoia, invece: annoia perchè questo tema Emma ce l'aveva già mirabilmente raccontato; annoia perchè del suo stile non ci sono che ripetizioni, mentre il resto sembra preso in prestito da Delbono (anche lui, talora, negli ultimi anni, un po' troppo accondiscendente a presentarsi come l'icona di se stesso); annoia perchè non aggiunge niente che non ci avesse già regalato. E riuscire ad annoiare in un'ora di spettacolo e con nove attori in scena è grave, a mio avviso.
Intendiamoci, lo spettacolo non è brutto: con quello che si trova in giro per questa povera Italia, che ha castrato l'arte giovane in tutti i modi possibili ed immaginabili, Emma Dante va vista sempre e comunque; e chi vi si approccia per la prima volta non resta di certo a bocca asciutta.
Ma io ad una del suo calibro chiedo di più, che accontentarmi di essermi ripagata il biglietto con l'emozione di averla vista in scena per la prima volta, nella inedita veste di cantante...
Forse è il destino dei grandi: a loro si chiede di essere sempre all'altezza, gli si perdona meno che a "quegli altri", ai quali un applauso magari lo si regala anche per molto meno.
O forse no; forse questo Paese ha talmente bisogno di esprimere una sana indignazione da aggrapparsi a qualsiasi voce fuori dal coro gli permetta questo "lusso" catartico; o forse, più semplicemente, questo spettacolo funziona meno dei precedenti ma la critica ormai non guarda nemmeno più, quando può accontentarsi di leggere un nome...
In qualsiasi caso, Emma, io attendo un tuo nuovo gioiello, pronta a trattenere il fiato per l'emozione! RIF.:(415)