NUOVE DIPENDENZE NELL’ERA DIGITALE Naufraghi o marinai?

Redazione - 14.03.2013 testo grande testo normale

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Tags: teatro leonard, quelli di grock, incontri per adolescenti, tematiche sociali

Quelli di Grock presenta KOME UN KIODO NELLA TESTA uno spettacolo sulle dipendenze di Valeria Cavalli.

ADOLESCENZA: FASE DI DECOLLO
Il Teatro che fa spiccare il volo


Con il patrocinio di Provincia di Milano, Comune di Milano
quarto appuntamento
Quelli di Grock
presenta

NUOVE DIPENDENZE NELL’ERA DIGITALE
Naufraghi o marinai?

Quando si parla di dipendenza si pensa a una grave situazione patologica di sottomissione a sostanze o a comportamenti illegali come la droga e il gioco d’azzardo. In realtà il concetto di dipendenza è complesso e variegato come attestano le ricerche negli ultimi decenni nelle quali sono state prese in considerazione svariate forme patologiche in relazione a comportamenti, relazioni disfunzionali e problematiche riferite a oggetti, attività, stili di vita, gestione del tempo, consumi, autopercezione, stili di attaccamento, vulnerabilità, difficoltà relazionali, rapporto con la realtà e con il mondo esterno. Si parla in tal caso di “nuove dipendenze” o di “ dipendenze senza sostanze”. La definizione IAD (Internet Addiction Disorder) è stata data per la prima volta nel 1995 dal dottor Ivan Goldberg per indicare una dipendenza patologica che rivela un disagio dell’individuo e ha conseguenze estremamente dannose. La dipendenza da internet può essere considerata una vera e propria malattia causata da un pensiero ossessivo e da un comportamento compulsivo e dalla perdita di controllo. Molti giovani, nel periodo di affermazione della propria libertà ed espressione della propria individualità, rischiano di rimanere imprigionati in comportamenti pericolosi, rinchiusi in una realtà virtuale, nella solitudine di “vite parallele”, come uno dei personaggi dello spettacolo Kome un kiodo nella testa ben evidenzia con la sua storia. Lo spettacolo è una fotografia sul mondo dei tre adolescenti protagonisti e grazie al racconto delle loro vite evidenzia il valore della scelta, la capacità di esercitare la propria coscienza critica, di affermare la propria indipendenza, come massima espressione di libertà e crescita.

Domenica 17 marzo 2013 al Teatro Leonardo da Vinci di Milano si terrà una giornata di approfondimento e confronto sul tema “Nuove dipendenze nell’era digitale”. Dopo la visione di “Kome un kiodo nella testa”, spettacolo che la Compagnia Quelli di Grock dedica a questo argomento, si aprirà un momento di confronto tra pubblico, mondo scientifico, Associazioni ed Istituzioni che si occupano del tema, dal titolo “Naufraghi o marinai”.

PRIMA PARTE: visione dello spettacolo

KOME UN KIODO NELLA TESTA uno spettacolo sulle dipendenze
di Valeria Cavalli

con Andrea Robbiano, Simone Severgnini, Clara Terranova
scene e luci Claudio Intropido
costumi Anna Bertolotti
musiche originali Gipo Gurrado
consulenza scientifica Nicola Iannaccone
materiale didattico a cura di Simonetta Muzio e Nicola Iannaccone
regia Valeria Cavalli, Claudio Intropido


Kome un kiodo nella testa è una storia narrata a tre voci, un viaggio nel mondo adolescenziale con tutte le sue luci e ombre, in cui il gioco attorale, fisico e verbale diventa un veicolo per raccontare le tentazioni e gli inganni. Kome un kiodo nella testa affronta un tema ampio e attuale, senza rinunciare allo stile narrativo proprio della Compagnia che procede per immagini, per metafore, attraverso la fusione del linguaggio corporeo e del linguaggio verbale. La storia di Letizia, Tommaso e Riccardo mette in luce alcune di quelle che vengono chiamate “nuove dipendenze”: la dipendenza da internet che genera una schiavitù informatica e uno stravolgimento delle relazioni umane, la dipendenza da immagine e dall’emulazione di modelli inarrivabili di bellezza e successo, l’aspirazione alla sovraesposizione mediatica. Nuove ossessioni, spesso caratterizzate da comportamenti apparentemente normali, che rischiano di compromettere la libertà di scelta dell’individuo. Lo spettacolo utilizza due linguaggi: uno più legato alla vita quotidiana, nel quale il pubblico, in particolare quello più giovane, si riconosce, e uno poetico, in cui l'azione teatrale diventa metafora. E attraverso il teatro, che ha la capacità di colpire nel profondo e suscitare domande e dubbi, anche i soggetti apparentemente meno sensibili sono coinvolti ed emozionati.
Kome un kiodo nella testa, attraverso le storie dei tre ragazzi, evidenzia il valore della scelta, la capacità di esercitare la propria coscienza critica, di affermare la propria indipendenza, come massima espressione di libertà e crescita.

SECONDA PARTE: approfondimento – Naufraghi o marinai? Dopo la visione dello spettacolo, la giornalista Sky Chiara Ribichini conduce la fase di approfondimento in cui esperti e figure di rilievo nel mondo scientifico sono chiamate a confrontarsi con il pubblico sui temi trattati.

Interverranno:
Pierfrancesco Majorino – Assessore Politiche Sociali Comune di MIlano.
Dott. Nicola Iannaccone – Psicologo e consulente scientifico dello spettacolo
Dott.ssa Rosa Mininno – Psicologa, Presidente Rete Nuove Dipendenze e Ce.S.I.G. (Centro Studi e Interventi sulla Genitorialità) Valeria Cavalli, Claudio Intropido – Direzione Artistica Quelli di Grock e registi dello spettacolo Io me ne frego!
Sarà inoltre presente un rappresentante della Polizia Postale di Milano

Sportello informativo a disposizione del pubblico a cura di Rete Nuove Dipendenze e Associazione L’Amico Charly Onlus

INFORMAZIONI:
DOMENICA 17 MARZO 2013, ORE 16,00
Presso TEATRO LEONARDO DA VINCI
- via Ampère 1, ang. piazza Leonardo da Vinci – 20131 Milano

Prezzi biglietti:
Intero € 15.00 / Gruppi € 9.00 (minimo 15 pax)
Abbonamento 2 spettacoli per famiglie * (per le proposte inserite nel PROGETTO ADOLESCENZA)
Famiglia 2 - 4 biglietti utilizzabili a 2 a 2 € 52.00
Famiglia 3 - 6 biglietti utilizzabili a 3 a 3 € 69.00
Famiglia 4 - 8 biglietti utilizzabili a 4 a 4 € 80.00


ANNA DOTTI COMUNICAZIONE - QUELLI DI GROCK - TEATRO LEONARDO DA VINCI
tel. 02 66.98.89.93 – 334 81.37.817 – comunicazione@quellidigrock.it

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