Un magistrale Massimo Murru chiude le recite di Marguerite&Armand

Alessia Guadalupi - 22.05.2012 testo grande testo normale

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Tags: Marguerite and Armand, Teatro alla Scala, Emanuela Montanari, Massimo Murru

Giungono al termine le recite scaligere del dittico Marguerite&Armand/Concerto DSCH, con la splendida interpretazione di Massimo Murru ed Emanuela Montanari.

Le ultime recite del balletto di Ashton alla Scala hanno offerto l’opportunità (ormai rara, nonostante ci si trovi nel “suo” teatro) di godersi un ballerino tra i più apprezzabili della scena mondiale degli ultimi anni, Massimo Murru, in uno dei ruoli a lui più congeniali. Stella anti-mondana, favorito di Roland Petit (che per lui creò due ruoli e che lo definì, quand’era appena ventiquattrenne, “il più grande ballerino del mondo”) e partner privilegiato di Sylvie Guillem in ruoli romantici e contemporanei, schivo e riservato, poco amante del jet set e delle copertine patinate e per nulla divo al di fuori del palcoscenico, Murru è un danzatore squisitamente moderno, un interprete sensibile e raffinato che ha il raro dono di riuscire a trasfigurarsi in scena.
Nonostante i primi segni di un inevitabile declino fisico, nella recita del 18 maggio la sua danza vigorosa e dalla tecnica comunque solida ha sostenuto lo stupendo ritratto di un Armand “raccontato” in tutte le sfumature della sua passione: corteggiamento, amore, rabbia, rimpianto e dolore. Murru riempie la scena, cattura lo sguardo e il cuore; è un ritorno, per lui, l’Armand di Ashton, ruolo che già danzò magistralmente con Sylvie Guillem alla Scala nel 2004.
E più d’uno, ben consapevole che queste sono le ultime occasioni, avrebbe voluto rivedere sulla scena scaligera quella coppia, soprattutto dopo la loro trionfale Manon del 2011.
La partnership con Emanuela Montanari, sua partner interna al teatro, funziona comunque alla perfezione, arrivando a toccare punte di vertiginosa intensità; da parte sua, la ballerina scaligera è riuscita a ritrarre una Marguerite struggente, senza mai scadere in banali drammatizzazioni.
La sua interpretazione è posata, quasi lieve, eppure intensa come poche; Montanari non eccede nel descrivere la malattia di Marguerite, non si concede a estremizzazioni mimiche; semplicemente vive il personaggio, e ce lo racconta sulla scena, trascinata da un intensissimo Murru e da un ottimo Andrea Volpitesta nel ruolo del padre, nel modo più profondo e convincente.

L’emozione raggiunge l’apice dell’intensità nelle scene del “rifiuto” e della “morte della signora delle camelie”; il sipario cala lasciando la commozione sospesa nell’aria, come un impalpabile sospiro, che si scioglie con l’ovazione del pubblico.

Nel cast di Concerto DSCH sono da segnalare un ottimo Claudio Coviello, preciso e musicale, e una Petra Conti sempre più “prima ballerina”.


Foto: Massimo Murru ed Emanuela Montanari in Marguerite & Armand; Maurizio Licitra, Claudio Coviello, Petra Conti, Eris Nezha e il corpo di ballo in Concerto DSCH. Foto Brescia-Amisano, courtesy Teatro alla Scala.

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