I giovani danzatori dell’Accademia della Scala al Teatro Strehler

Alessia Guadalupi - 10.05.2012 testo grande testo normale

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Tags: Accademia teatro alla Scala, scuola di ballo, teatro strehler

I danzatori di domani si misurano con il balletto romantico, neoclassico e contemporaneo. Lo spettacolo istituzionale dell’Accademia Teatro alla Scala, fino al 13 maggio al Teatro Strehler.

Un programma variegato e impegnativo quello presentato dalla Scuola di ballo dell’Accademia del Teatro alla Scala nel suo spettacolo istituzionale, ospitato dal Teatro Strehler. La celebre Scuola di ballo, fondata nel 1813 e diretta dal 2006 da Frederic Olivieri, conta su un organico di allievi dai 10 ai 18 anni (che si sono recentemente esibiti anche in un gala al Piermarini e in un nuovo Schiaccianoci).
La poliedricità del percorso formativo offerto dall’Accademia, il cui intento è di formare danzatori preparati sia nella danza classico-accademica che in quella moderno-contemporanea, si rispecchia nel programma presentato, che spazia dall’Ottocento romantico con l’Atto delle Ombre da La Bayadère di Marius Petipa (1877) al Novecento di Petit e Kilyan, al contemporaneo con una nuova creazione di Emanuela Tagliavia, coreografa e docente dell’Accademia.
Il sipario si è aperto dunque su La Scuola, un pezzo “panoramico” di Olivieri che, sulla musica di Johann Sebastian Bach, squaderna tutte le capacità tecniche raggiunte dagli allievi dei vari corsi, dal primo all’ottavo, in un crescendo di virtuosismi accademici.

Balthus variations, una nuova creazione di Emanuela Tagliavia per una ventina di allievi del quarto e quinto corso, ha trasportato gli spettatori nel mondo visivo del celebre pittore Balthus (1908-2001), alla cui arte i ballerini hanno dato vita creando una pittura in movimento, “quadri coreografici” che traducono in gesto danzato le posture e le atmosfere dei dipinti.

Le celeberrime Gymnopédies di Erik Satie, suonate dal vivo al pianoforte, hanno accompagnato la coreografia di Roland Petit (genio della coreutica del Novecento, scomparso l’anno scorso) dal titolo omonimo (originariamente parte dello spettacolo Tout Satie). Tre pezzi ironici e lirici al contempo, ottimamente interpretati da una aggraziata ballerina in tutù romantico e guanti neri e due ragazzi in canottiera e calzamaglia.
Evening Songs di Jiri Kiliàn è stato qui interpretato dagli allevi della Scala in prima milanese. Si tratta di un pezzo per tre coppie di danzatori, sulle note di Four Choruses e In Nature’s realm di Antonin Dvorak, in cui Kilian, uno dei protagonisti indiscussi della scena mondiale della danza contemporanea, fonde echi delle danze folcloristiche con la musica del suo celebre connazionale. Le ballerine indossano bei costumi chiari, con lunghe gonne che seguono i movimenti del corpo in modo suggestivo.

Si è scelto, infine, di presentare uno dei banchi di prova di ogni compagnia di balletto classico che si rispetti: l’Atto delle Ombre dal balletto La Bayadère di Marius Petipa, 1877. Scelta coraggiosa, perché la lunga discesa in arabesque penché delle ballerine-ombre in tutù bianco evidenzia impietosamente qualunque imperfezione del corpo di ballo, e perché il livello tecnico dei due protagonisti e delle tre ombre soliste deve essere davvero alto. Gli allievi della Scala non hanno sfigurato, pur con qualche perdonabilissima incertezza.

Gran finale con gli applausi sul palco per i ragazzi, gli insegnanti della Scuola e il direttore Frederic Oliveri: il futuro della danza, all’Accademia, pare luminoso.

TEATRO STREHLER
Spettacolo Istituzionale della Scuola di ballo Accademia Teatro alla Scala

9 maggio 2012, ore 20.30
10 maggio 2012, ore 20.30
11 maggio 2012, ore 20.30
12 maggio 2012, ore 19.30
13 maggio 2012, ore 16.00

Info e prenotazioni: numero unico biglietteria 848.800.304
Platea: intero 25 euro, ridotto card Gio/Anz 20 euro
Balconata: intero 22 euro, ridotto card Gio/Anz 17 euro
www.piccoloteatro.org
www.accademialascala.it

Immagini: gli allievi della Scala in Gimnopédies, Evening Songs, Il regno delle ombre
Fotografie di Marta Rossetti, Alessia Santambrogio, F. Pavoncelli

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