Le Scimmie Nude indagano le Sconnessioni tra sé e fuori di sé

Silvia Pizzi - 06.05.2012 testo grande testo normale

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Tags: Sconnessioni, Scimmie Nude, Gaddo Bagnoli, Claudia Franceschetti

"Non sento me stesso negli altri. Sono troppi". Il nuovo progetto di ricerca al Teatro della Contraddizione fino al 13 maggio.

Dopo la Trilogia d’Indagine sull’uomo e sulla sua intimità, la compagnia milanese Scimmie Nude torna con “Sconnessioni”, un nuovo progetto di ricerca ancora in fase di sviluppo, che ha debuttato il 3 maggio e sarà in scena al Teatro della Contraddizione fino al 13 maggio 2012.

Partendo proprio dallo studio effettuato negli ultimi quattro anni sull'Uomo come singolo individuo, sui suoi istinti e comportamenti e sulla sua reattività animale, le Scimmie Nude affrontano per la prima volta la tematica del rapporto tra gli individui, tra 'il dentro e il fuori', il singolo e gli altri, con l'obiettivo di indagare i conflitti che scaturiscono da questo contatto tra soggetti ed esplorarne la capacità di adattarsi o meno a quello che la società impone.

Per farlo, Gaddo Bagnoli – direttore artistico della compagnia - sceglie di abbandonare espedienti registici ed “effetti speciali” per sperimentare fino in fondo quello che lui stesso chiama 'il coraggio della semplicità', riducendo tutto all'indispensabile: in primis il testo che, slegato come sempre dalla pretesa di una codifica – logica, drammaturgica e perfino linguistica - sembra scaturire come una necessità solo in momenti ben determinati, mentre il resto è sensazione: corpi che occupano uno spazio creando dinamiche fisiche che restituiscono immagini di situazioni urbane comuni, quotidiane, disumane, grottesche, ma anche divertenti e talvolta commoventi. Perché una delle primarie introduzioni di questo nuovo lavoro delle Scimmie Nude, potremmo dire, è il germe della speranza che nasce grazie alla presenza di un lato bambino che ritorna spesso, simbolo di quell'istintualità primordiale (attorno a cui verte buona parte della ricerca della compagnia) ma isolata, forse per la prima volta, in quella fase della vita in cui non è ancora del tutto corrotta dalle dinamiche delle convenzioni sociali.

La parola chiave è dunque semplicità, che vuol dire anche rinunciare ad oggetti e scenografie, eccezion fatta per una decina di teli bianchi che, fissati al soffitto, scendono fino a terra occupando il fondo del palco come quinte leggere e impalpabili.
Il regista, quindi, consegna tutto nelle mani degli attori che sono quasi sempre in scena, in movimento, a un ritmo che si mantiene costantemente alto, serrato, senza quasi respiri, che lascia in apnea.

Sei corpi che animano il palco, fasciati nei loro vestiti grigio chiaro, che si muovono come guidati da una forza superiore, simili a operai sottomessi, componendo e ricomponendo quadri diversi tra loro e diventando via via i prigionieri di un lager, bimbi che giocano ai quattro cantoni, buffe figure caricaturali di donne geishe (volutamente portate all'eccesso, per delineare una tipologia di rapporto uomo-donna basato su una forma estrema). Sei attori – quelli 'storici' Claudia Franceschetti, Igor Loddo e Andrea Magnelli, affiancati da tre attori nuovi, selezionati dall’Atélier Scimmie Nude - che lavorano con la precisione e, allo stesso tempo, la leggerezza di bambini che disegnano e poi cancellano su una lavagna, ma con l'urgenza di chi sembra non poterne fare a meno.

Ingranaggi di un meccanismo sociale, apparentemente ben oleato, ma nel quale in realtà le sconnessioni si notano ovunque: nel gioco che invece di divertire fa male, quando l'unico obiettivo diventa vincere. Nell'impossibilità di vivere il presente senza appellarsi al passato. Nel rapporto di coppia, che sembra non offrirci mai un reale contatto, ma assomiglia di più a un incontro fra membri di squadre avversarie. Nell'accettazione, che in un attimo può tramutarsi in dissenso, nel repentino passare da chi inganna a chi è ingannato, nel trasformarsi dei punti di vista. Come se tutti corressimo in un cerchio in cui “tu mi amerai e io crederò di amarti”, inseguendo qualcuno che ci insegue, senza neppure più essere in grado di comprendere perché: sono io che scappo dagli altri o gli altri che m'inseguono perché comando io?
Questo studio non si propone di fornire delle risposte. Tuttavia, si conclude con un monologo di tale intensità e con un'immagine così poetica da lasciarci sperare che forse davvero la rivoluzione sia semplicemente vivere e che solo gli altri sono la Vita, adesso.

SCONNESSIONI
Fase preliminare studio per una cantoria metropolitana

TESTO E REGIA Gaddo Bagnoli
PRODUZIONE Scimmie Nude
ATTORI Angelo Bosio, Ermelinda Ҫakalli, Claudia Franceschetti, Igor Loddo, Andrea Magnelli, Laura Rinaldi
DIREZIONE ORGANIZZATIVA e UFFICIO STAMPA Francesca Audisio, con la collaborazione di Clara Galbini
TEATRO DELLA CONTRADDIZIONE
VIA DELLA BRAIDA 6, MILANO
INGRESSO 15 EURO, RIDOTTO 12 EURO
Prenotazioni info@teatrodellacontraddizione.it; 025462155



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