Ashton e Ratmansky in dittico per la Scala

Alessia Guadalupi - 03.05.2012 testo grande testo normale

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Tags: Marguerite and Armand, Teatro alla Scala, Roberto Bolle, Massimo Murru

In arrivo alla Scala il dittico di balletti Marguerite & Armand di Frederick Ashton e Concerto DSCH di Alexei Ratmansky. Protagonisti le stelle scaligere: Svetlana Zakharova, Roberto Bolle e Massimo Murru. In scena dal 3 al 23 maggio.

Un dittico che spazia dal romanticismo inglese degli anni ’60 alla coreografia russa contemporanea. Dal 3 al 23 maggio tornerà in scena alla Scala Marguerite & Armand, balletto-icona del 1963 creato da Frederick Ashton per la mitica coppia Nureyev-Fonteyn, che lo danzò anche alla Scala, e rimasto intoccato finchè Sylvie Guillem non lo tirò fuori dagli archivi del Royal Ballet per farne uno dei suoi ruoli favoriti (immortalato anche in video). Poche ballerine, da allora, lo hanno affrontato (tra le altre Nina Ananiashvili e Tamara Rojo).
In questa ripresa alla Scala si alterneranno nei ruoli della sfortunata signora delle camelie e del suo amato Armand la coppia di superstar Svetlana Zakharova e Roberto Bolle, poi Marta Romagna e Gabriele Corrado, Petra Conti ed Eris Nezha e in chiusura Emanuela Montanari con l’étoile Massimo Murru. Il direttore del corpo di ballo, Makhar Vaziev, ha commentato: “Ogni cast di questa ripresa è interessante. Naturalmente è molto complicato raggiungere il livello di Nureyev-Fonteyn, ma bisogna rileggere a proprio modo quell’esempio”. Massimo Murru parla così del suo Armand: “è un bellissimo ruolo romantico che ho oggi la fortuna di interpretare di nuovo, in una versione completamente diversa da quella coreografata da John Neumeier.
La storia è concentrata in 40 minuti; è un balletto sobrio, asciutto e moderno, che fa uscire l’interpretazione dei due protagonisti: è concentrato tutto sugli interpreti principali, gli altri personaggi sono solo di contorno. L’eredità di Fonteyn e Nureyev è importante, ma non facciamo troppo riferimento a quello che è stato, ci concentriamo sull’oggi. Il mio Armand è maturato con me, devo ringraziare Sylvie Guillem che mi ha dato l’opportunità di danzarlo per la prima volta a Londra. È lei che mi ha aiutato a capire il linguaggio di Ashton”. Mentre Roberto Bolle ha dichiarato: “Sono molto felice di interpretare questo balletto che per decenni è stato considerato praticamente inaccessibile. Si tratta di un vero capolavoro di Ashton reso poi “mito” dall’impareggiabile interpretazione che ne diedero Nureyev e la Fonteyn per i quali fu coreografato. Una pietra miliare della storia della danza che è giusto che venga restituita al pubblico. E sono felice di danzarlo con Svetlana, partner eccezionale di balletti classici con la quale per la prima volta mi cimenterò in un ruolo interpretativo dalla forte componente emozionale. Con lei non cercheremo di imitare l’inarrivabile interpretazione di Rudy e Margot, ma ci caleremo nei personaggi con tutto il nostro essere e la nostra maturità artistica ed emotiva”.

Tutt’altro clima per Concerto DSCH, una creazione del coreografo russo Alexei Ratmansky sul Concerto no. 2 in Fa maggiore, op. 102 di Dimitri Shostakovich, danzato per la prima volta nel 2008 dal New York City Ballet. Un pezzo brillante, che richiede alla prima ballerina (nelle prime tre date l’étoile Svetlana Zakharova) capacità di allinearsi al corpo di ballo più che di svettare su di esso. Ratmansky, uno dei coreografi più interessanti della scena contemporanea mondiale, fa così il suo debutto alla Scala. Makhar Vaziev ha già dichiarato l’intenzione di commissionargli opere nuove per la Scala, iniziando così una collaborazione duratura. “Quella di portare Concerto DSCH è stata una mia scelta” – dice Vaziev – “lo trovo un lavoro eccezionale e sono felice di aver iniziato la nostra collaborazione con questo balletto”.
Da parte sua Ratmansky ha ringraziato Vaziev per averlo invitato alla Scala, “un teatro storico; ho passato una settimana a Roma e Firenze prima di venire a Milano e posso dire che siete davvero fortunati a vivere in questo paese. Il Concerto n. 2 per piano di Shostakovich è una delle opere più luminose di questo compositore caro a qualsiasi russo; non vorrei che l’esecuzione del balletto fosse astratta; i contenuti devono emergere. Vengo alle prove in Scala con estremo piacere, vedo che i ballerini sono molto attenti e vogliono fare esattamente quello che chiedo loro. Il balletto richiede una tecnica virtuosistica molto solida. Mentre lo scrivevo stavo contemporaneamente lavorando anche alla ricostruzione di Fiamme di Parigi di Vassily Vainonien, la cui qualità coreografica mi aveva sconvolto: volevo trovare qualcosa di simile”. Il balletto di Ratmansky prevede due parti principali femminili: una lirica (interpretata per la prima volta da Wendy Whelan al NYCB e ora da Zakharova) e una più brillante, virtuosistica, un ruolo supertecnico che sarà affrontato nelle varie repliche da Alessandra Vassallo, Antonella Albano e Stefania Ballone.

TEATRO ALLA SCALA
3, 4, 5, 8, 10, 18, 20, 23 maggio 2012

Marguerite and Armand
Coreografia
Frederick Ashton
Ripresa da Grant Coyle

Musica
Franz Liszt
arrangiamento Dudley Simpson

Scene e costumi
Cecil Beaton

Luci
John B. Read

Produzione del Teatro Musicale Accademico “Stanislavskij e Nemirovič-Dančenko” di Mosca

Concerto DSCH
Coreografia
Alexei Ratmansky
Assistente coreografo Tatiana Ratmansky

Musica
Dmitrij Šostakovič

Costumi
Holly Hynes

Luci
Mark Stanley

Nuova produzione Teatro alla Scala

Direttore
David Coleman
Davide Cabassi, pianoforte

Sul sito del Teatro alla Scala, www.teatroallascala.org, cast per data e video


Immagini: Marguerite & Armand e Concerto DSCH in prova. Foto Rudy Amisano, courtesy Teatro alla Scala.  

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