Giselle e i giovani della Scala

Alessia Guadalupi - 28.02.2012 testo grande testo normale

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Tags: Giselle, teatro alla scala, Antonella Albano, Claudio Coviello

Le recite pomeridiane di Giselle al Piermarini hanno offerto la possibilità di ammirare i giovani danzatori principali del teatro: Antonella Albano, Petra Conti, Claudio Coviello, Eris Nezha.

Dopo le prime serate con la coppia di étoiles Svetlana Zakharova e Roberto Bolle, attesissimi dal pubblico, si sono alternati nelle recite di Giselle alla Scala i cast interni, in cui i ruoli principali erano sostenuti dai giovani danzatori solisti del teatro. Nelle due recite pomeridiane del 24 e 26 febbraio, con le coppie Antonella Albano-Claudio Coviello e Petra Conti-Eris Nezha come Giselle e Albrecht, non sono mancate le emozioni.
Antonella Albano è spontanea, fresca, ha la leggerezza e il candore della vera Giselle; vive totalmente il personaggio nel primo atto, tanto da renderlo palpitante e meravigliosamente coinvolgente: conduce la sua scena della follia in modo magistrale, con gesti curati fin nelle minime sfumature, che rendono la sua interpretazione commovente. Nel secondo atto è una Giselle molto umana, che non si rassegna alla sua condizione di fantasma, ancora carnalmente coinvolta nell’amore, pieno di tenerezza, per il suo Albrecht, Claudio Coviello, ventenne proveniente dalla scuola del Teatro dell’Opera di Roma e ora ballerino aggiunto alla Scala, che era qui al debutto: di ottima base tecnica, evidente nonostante l’emozione della sua “prima”, Coviello è un Albrecht fanciullesco al punto giusto da risultare credibile nel ruolo di un principino viziato che maturerà suo malgrado nel corso della vicenda. Certo l’interpretazione è ancora da affinare e approfondire, ma quello che si è percepito è stato promettente.
Sofia Rosolini, danzatrice bella ed elegante, non è apparsa totalmente calata nel ruolo di Myrtha: la sua regina delle Willi, ancora troppo morbida, mancava giusto di quel tratto di freddezza e gelida autorità indispensabile al personaggio.
In entrambe le recite il pas de deux dei contadini è stato danzato da Federico Fresi e Daniela Cavalleri: nota di merito per entrambi, in particolare per Fresi che ci ha deliziato con la sua sicurezza tecnica, musicalità e precisione sciorinate nelle due difficili variazioni.
La coppia Petra Conti-Eris Nezha ha offerto, nella pomeridiana del 26, un’interpretazione straordinariamente matura e coinvolgente. La Conti, sempre in crescita, è una Giselle meravigliosa, naturale e sicura nell’interpretazione; nel primo atto è deliziosa, toccante, ogni suo gesto sa come penetrare nel cuore dello spettatore. Nel secondo atto, come willi, ha la lievità di un sospiro, la leggerezza di una visione, i suoi piedi sembrano davvero sfiorare il terreno senza toccarlo; in tutta la sua danza vi è una qualità squisita e un’incredibile grazia che non vengono mai meno. In più di un momento mi ha ricordato una giovane Alessandra Ferri. Nonostante i suoi ventitré anni, poi, ha la sicurezza e la presenza scenica di una vera prima ballerina (titolo che ha ottenuto in dicembre insieme a Nezha sul palco del Bolshoi di Mosca durante la tournée della Scala, al termine di una recita di “Sogno di una notte di mezza estate”).
L’ Albrecht di Eris Nezha è, dal canto suo, autorevole e sicuro, maturo e convincente.
Il feeling evidente della coppia ha condito il tutto rendendo la recita del 26 pomeriggio una delle più belle Giselle viste negli ultimi anni.
La Myrtha di Francesca Podini, già temprata dalle recite accanto alla coppia Bolle-Zakharova (ha sostituito Marta Romagna, fermata da una tendinite), è stata pressoché perfetta; padrona della scena nell’ingresso e nel lungo assolo danzato con sicurezza e autorità, gelido e spietato fantasma assetato di morte quando condanna Albrecht a danzare allo stremo.
Le repliche di Giselle alla Scala continuano fino al 13 marzo: chiuderà le rappresentazioni la coppia di ospiti russi Olesya Novikova e Leonid Sarafanov.

Immagini: Antonella Albano e Claudio Coviello, Petra Conti ed Eris Nezha. Foto Brescia-Amisano, copyright Teatro alla Scala.

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