Universo Excelsior, il trionfo della Luce alla Scala

Valentina Castellano Chiodo - 23.01.2012 testo grande testo normale

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Tags: excelsior, scala, balletto, classico

Nel tempio italiano della danza, la Scala di Milano la stagione tersicorea di quest'anno si apre con Excelsior, in programma dal 20 gennaio al 9 febbraio 2012, dopo il debutto di successo ottenuto al Teatro Bol'šoj di Mosca.

Ci sono molti buoni motivi per cui acquistare un biglietto per una serata di balletto alla Scala di Milano. Perché la Scala è un tempio della danza, un caposaldo storico di pregiata qualità artistica, una macchina creativa che negli anni ripresenta grandi classici riportando tanto la tradizione quanto la modernità sulla scena, e negli occhi degli spettatori ritorna la luce e il gusto del balletto. La stagione tersicorea di quest'anno si apre con Excelsior, in programma dal 20 gennaio al 9 febbraio 2012, dopo il debutto di successo ottenuto al Teatro Bol'šoj di Mosca.
Il libretto e la coreografia sono del positivista Luigi Manzotti, le musiche di Romualdo Marenco, eseguite dall'Orchestra diretta da David Coleman (l'8 febbraio sarà diretta da Alessandro Ferrari). E' un balletto trionfale, spettacolare nelle scene, nei temi e nei costumi, un viaggio nel passato in tutti i sensi: già alla Scala nel 1881 il sipario si apriva su questa opera definita "azione coreografica, storica, allegorica e fantastica in 6 parti e 11 quadri", un racconto per simboli danzati, che rappresenta popoli, avvenimenti e scoperte della scienza, con un filo conduttore: esaltare la scienza e il progresso e celebrare il trionfo della Luce e della Civiltà sulla Morte e l'Oscurantismo. Ritornano così in scena il battello a vapore, la pila di Volta, il telegrafo, il canale di Suez, il traforo del Moncenisio, cioè alcune di quelle conquiste che hanno fatto il progresso e la condivisione e fratellanza dei popoli. Scenografia e costumi sono confezionati con cura e preziosi, spettacolari sia per i numerosi cambi di scene, sia per la varietà e il pregio dei tessuti e modelli. L'ensemble numeroso del corpo di ballo del teatro è un vero colpo d'occhio, ma anche i piccoli allievi della Scala sono deliziosamente allineati e graziosamente inseriti ora come piccoli suonatori della Mora Indiana, ora come messaggeri di pace. La nuova versione firmata nel 1967 da Crivelli, Dell'Ara, Carpi, Coltellacci (alla Scala dal 1974) è più leggera e scorrevole perché è ridotta l'orchestrazione, la pantomima e l'organico dell'originale: le comparse erano prima erano più di 500, ma oggi si mantiene intatto (con oltre 100 interpreti sul palco) l'estro dell'opera manzottiana.
Un altro buon motivo per non dimenticare questo palcoscenico è la maestria di Roberto Bolle, quintessenza del ballerino classico, che nei panni dello schiavo si mostra in tutta la sua bellezza estetica (vista la mise di scena minimalista) e artistica, accompagnando la ballerina ospite Alina Somova (sono in scena il 20, il 22 e il 25 gennaio): una coppia brillante che non risparmia grazia e tecnica magistrale, se parliamo di fouettés en tournant con doppio giro di lei e dei giri alla seconda di lui. Bolle commenta infatti: Quello dello schiavo è un ruolo 'pirotecnico' che richiede grande abilità tecnica e potenza fisica. Di solito prediligo ruoli più interpretativi, ma Excelsior è un balletto che affronto volentieri perché è divertente, piace molto al pubblico ed è una produzione indissolubilmente legata al balletto italiano e alla sua storia. Per questo sono felice che venga riproposto in Scala, dove lo ballerò per la prima volta al fianco di Alina Somova, al suo debutto nel ruolo della Civiltà.
Le recite del 20, 22 e 25 gennaio vedranno negli altri ruoli principali Marta Romagna (la Luce), Massimo Garon (l'Oscurantismo), Petra Conti (La Folgore), Chiara Fiandra (La Folgore, solo il 22) e Sabrina Brazzo (la Mora Indiana). Nelle successive recite, a febbraio, nel ruolo della Luce saranno Francesca Podini (2 sera, 8 e 9 febbraio) e Sofia Rosolini (2 pomeriggio e 4); l'Oscurantismo sarà Riccardo Massimi (2 sera, 8 e 9) e Christian Fagetti (2 pomeriggio e 4); lo Schiavo Eris Nezha (2 sera e 8), Antonino Sutera (4 e 9) e Federico Fresi (2 pomeriggio); nel ruolo di Civiltà Antonella Albano (2 pomeriggio, 4 e 9) e Petra Conti (2 sera e 8), in quello della Folgore Chiara Fiandra e in quello della Mora indiana Sofia Rosolini ( 2 sera, 8 e 9) e Beatrice Carbone (il 2 pomeriggio e il 4 febbraio).
Nel 1974 Filippo Crivelli dichiarava: "A momenti d'espressività si alternano i grandi balli d'assieme e i "passi a due" e gli "assolo" dove Dell'Ara rispetta sempre gli atteggiamenti del tempo (le braccia morbide, il busto eretto in avanti, la flessuosità "liberty") e tanto meno dimentica i disegni coreografici dei quali Luigi Manzotti aveva lasciato traccia in documenti precisi: tutto si assottiglia, si stilizza, si tramuta in grandi sintesi visive dove però il pensiero dell'autore è rispettato, e a volte rivisitato con sottile ironia. Dissacrare uno spettacolo disarmante per il suo prorompente entusiasmo come Excelsior sarebbe un'avventura facilissima, ma Excelsior è troppo indifeso nella sua struttura originale: è cioè un meccanismo perfetto, un congegno a orologeria dove ogni coup de théâtre è calcolato al momento giusto, dove tutto è prestabilito rigorosamente, con il trionfo al "fortissimo", lo sconforto al "pianissimo", la speranza al "crescendo", e via di seguito. E il pubblico segue con il fiato sospeso questo meccanismo e ne resta miracolosamente coinvolto. Oggi Crivelli, ancora alla regia, scrive: Ritorna dunque, nel terzo Millennio, Excelsior, azione coreografica, storica, allegorica, fantastica, e il pubblico, intontito o frastornato in questi ultimi anni dal martellamento televisivo e dalla volgarità imperante, forse potrà cancellare per un attimo l'oggi, per respirare l'atmosfera e il profumo di ieri, di un mondo svanito ma ancora struggentemente vivo.
Gran finale con le diagonali incrociate di giri in passé, il palco gremito di personaggi come fosse una grande festa del balletto, si innalza orgogliosa la Civiltà, e prima del calarsi del sipario ecco ricomparire i piccoli allievi con le bandierine che suggeriscono "pax", pace. Il pubblico non si risparmia in calore e applausi soddisfatti e gli interpreti scandiscono con numerosi inchini il gradimento generale.


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