"Cinema Cielo": Manfredini fa rivivere al Franco Parenti lo storico cinema meneghino

Federica Solaro - 22.12.2011 testo grande testo normale

Commenta questo articolo


Tags: cinema cielo, teatro franco parenti, stagione 2011-2012, federica solaro

Al Teatro Franco Parenti Danio Manfredini - con una regia rifinita in ogni dettaglio, che gli è valsa il Premio Ubu 2004 - fa rivivere la sala a luci rosse del "Cinema Cielo" così come tutta la vita che vi ha brulicato negli anni Ottanta..

La settima arte vissuta dal punto di vista degli spettatori, ma non di spettatori qualunque - passivi e concentrati nella visione dello spettacolo -, gli spettatori dello storico Cinema Cielo, un cinema milanese che oggi non esiste più, ma che, negli anni Ottanta, quando fu convertito in sala a luci rosse, è stato crocevia di una grande varietà di tipi, se non addirittura di casi, umani. Danio Manfredini - con la sua regia rifinita in ogni dettaglio, che gli è valsa il Premio Ubu 2004 - fa rivivere questa sala cinematografica così come tutta la vita che vi ha brulicato in quegli anni.

Lo spettacolo, in scena dal 15 al 18 dicembre al Franco Parenti, è ambientato in una sala perfettamente riprodotta: ampie tende, velluti rossi e addirittura una "pizza" che salta, producendo quello sfarfallio luminoso che ormai abbiamo dimenticato. Siamo davanti all'ingresso del cinema e una trans dalle ali vermiglio, una figura sacra e blasfema, incarnata dallo stesso Manfredini, ci accoglie con la sua storia dolente ma sfumata dalla leggerezza con cui affronta e accetta il fluire di una vita disgraziata.

Quando il telone che separa il proscenio dalla scena vera e propria si solleva, siamo proiettati nella sala. Ci osserviamo come in uno specchio che restituisce un'opposto: quanto di qua, in sala, siamo concentrati e asssorbiti dallo spettacolo, tanto di là, sul "palco", i personaggi vengono colti dagli eventi di un istante, mentre in sottofondo i versi di "Nostra signora dei fiori" di Jean Genet si intrecciano e si alternano alle musiche di Marco Olivieri, donando nuove sfumature e forme di significato all'azione che prende vita sulla scena.
Sfilano le vite del trans e del marchettaro, della puttana e dello studente, del marito evaso da casa e dell'esibizionista, e alcuni forse si riscopriranno partecipi del bisogno perverso di contatto e del dolore delle vittime di una avventata e bulimica ricerca d'affetto.
Gli attori sono solo quattro - oltre a un Manfredini perfettamente calato nella parte, Patrizia Aroldi, Vincenzo Del Prete e Giuseppe Semeraro - eppure riescono a dar vita a più d'una decina di personaggi con una disinvoltura e un cambio nell'interpretazione notevoli.

Vari i registri toccati dallo spettacolo: lo squallore di un sesso consumato, rapido e brutale, nella sala del "Cielo" viene accostato all'immagine illuminata di un Cristo sui trampoli, intersecandosi infine con le divertenti scene in cui le strambe cassiere del cinema banalizzano qualsiasi situazione. E' il ritratto di un uomo fragile, con le sue debolezze, certamente, e i suoi vizi, ma anche forte perché, nonostante il dolore e l'accostamento alla morte di "Nostra signora dei fiori", è l'accettazione ciò che ci lascia Manfredini.


Dall'1 al 18 dicembre 2011
CINEMA CIELO
di Danio Manfredini
conPatrizia Aroldi, Vincenzo Del Prete, Danio Manfredini, Giuseppe Semeraro

TEATRO FRANCO PARENTI
Via Pier Lombardo, 14

INFO E PRENOTAZIONI
TEL.02.59995206
biglietteria@teatrofrancoparenti.it




  • "Cinema Cielo": Manfredini fa rivivere al Franco Parenti lo storico cinema meneghino

Link Consigliati

Gli ultimi commenti