Raymonda alla Scala: le prime recite al via

Alessia Guadalupi - 13.10.2011 testo grande testo normale

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Tags: Raymonda, Teatro alla Scala, Olesia Novikova, Friedemann Vogel

Olesia Novikova, Friedemann Vogel, Marta Romagna e Eris Nezha nei ruoli principali dell'ultimo grande balletto di Marius Petipa

È dunque arrivata sulle scene scaligere, per la gioia di ballettomani filologi, puristi e appassionati di storia del balletto, la ricostruzione filologica di Raymonda, balletto di Marius Petipa e Alexandr Glazunov, così come fu allestita a Sanpietroburgo nella prima produzione del gennaio 1898.
Lo spettacolo non ha tradito le attese: in ogni particolare si nota la cura con cui è stata condotta la ricerca e ricreato l’allestimento. Splendidi i costumi, coloratissimi secondo il gusto di Vsevolovzkij: gran tripudio di gialli, verdi, rossi, blu, mescolati secondo accostamenti che possono apparire arditi ma che certamente rispondono all’estetica dell’epoca. L’effetto finale è quello di un affresco policromo romantico, che a noi spettatori del XXI secolo richiama visivamente anche un certo sgargiante filone storico del cinema americano anni Cinquanta.

E se alcuni dettagli possono far sorridere lo spettatore moderno (i trombettieri in scena nel finale, le parrucche, la pantomima, la ridondanza delle danze d’insieme), egli deve ricordarsi che sta assistendo a una ricostruzione storica, e in quanto tale rispondente a un gusto e a uno stile oggi desueti. Ricostruzione che è prima di tutto operazione culturale, e quindi dotata di interesse intrinseco, al di là della godibilità del risultato (che in questo caso c’è tutta).

Il soggetto del balletto, da un libretto di Lidia Pashkova basato su una leggenda medievale, è indubbiamente debole, in pratica un mero pretesto per inscenare il Medioevo provenzale secondo il gusto ottocentesco, con gran sfoggio di trovatori, suonatori di liuto, dame del castello e cavalieri crociati, e per mescolarlo con la fascinazione per l’orientale e il pittoresco: l’esotismo di Abderakhman e del suo seguito di danzatori folklorici in cui si fondono fantasiose suggestioni spagnole e moresche, il “colore” ungherese del divertissement del terzo atto. Tutti spunti che Petipa non manca di cogliere appieno, sciorinando il meglio delle sue capacità coreografiche in ensembles, pas d’action, pas de six, variazioni (ben sei per la protagonista), adages, galop, in un’apoteosi di danza accademica, l’ultima prima che l’epoca dei grandi balletti imperiali tramonti definitivamente sotto la spinta del Novecento.
Dopo la prima dell’11 ottobre, con i ruoli principali sostenuti dagli ospiti Novikova e Vogel, nella serata del 12 la coppia protagonista era formata da Marta Romagna e Eris Nezha. La Romagna ha brillato di splendore tecnico, precisione, dolcezza e grazia; a 36 anni, dopo una maternità, ha tratteggiato in scioltezza una Raymonda adolescente, una vera fanciulla promessa sposa, che ricordava l’Aurora sedicenne della Bella Addormentata, soprattutto nelle parti più coreograficamente simili dei due balletti petipiani, come l’entrée con le rose del primo atto.
Ottimo il corpo di ballo femminile, bravissimi i ragazzi della scuola di ballo nelle danze folcloriche, puntuali e precise le amiche di Raymonda, Henriette e Clémence, interpretate da Mariafrancesca Garritano e Francesca Podini.
Le due ballerine, seppur non ben accostate in quanto troppo diverse nelle linee fisiche, hanno mostrato tecnica sciolta e sicura soprattutto nelle rispettive variazioni del pas de six con Abderakhman del secondo atto. Unica nota stonata, il corpo di ballo maschile nel Grand pas classique hongrois del terzo atto, che si è perso in scoordinazioni e fuori tempo.

Lo stesso cast sarà nuovamente in scena sabato 15; le repliche continueranno poi fino al 4 novembre.
Raymonda
Nuova produzione Teatro alla Scala
Dall’11 ottobre al 4 novembre 2011
Coreografia di Marius Petipa, ricostruita da Sergej Vikharev
Musica Alexandr Glazunov
Orchestra del Teatro alla Scala diretta da Michail Jurowski
Scene originali (1898) di Orest Allegri, Petr Lambin, Konstantin Ivanov, ricreate da Elena Kinkulskaja e Boris Kaminski
Costumi originali (1898) di Ivan Vsevolozskij, ricreati da Irene Monti
Artisti ospiti Olesia Novikova e Friedemann Vogel
Fotografie: Marta Romagna nel ruolo di Raymonda; Eris Nezha nel ruolo di Jean de Brienne; Andrea Volpintesta nel ruolo di Abderakhman; Mariafrancesca Garritano e Francesca Podini nei ruoli di Henriette e Clémence.
Foto Brescia-Amisano, copyright Teatro alla Scala.

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