Un tè bianco con le Moire al LACHESILAB

Maddalena Peluso - 10.10.2011 testo grande testo normale

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Tags: Teatro delle Moire, Lachesilab, Renato Gabrielli, IT'S ALWAYS TEA-TIME

Il Teatro della Moire, gruppo fondato nel 1997 da Alessandra De Santis e Attilio Nicoli Cristiani, presenta "IT'S ALWAYS TEA-TIME", affidandosi al lavoro drammaturgico di Renato Gabrielli.

Lo spazio LACHESILAB è un piccolo ma elegante seminterrato, divenuto da poco più di un anno, atelier creativo del Teatro delle Moire.
In via Porpora, in una strada privata, con tanto di cortiletto addobbato con piantine e oggetti di scena, ha l'aria di un luogo vissuto e amato.
Ed è proprio a LACHESILAB che il Teatro della Moire, gruppo fondato nel 1997 da Alessandra De Santis e Attilio Nicoli Cristiani, ha presentato il suo ultimo lavoro "IT'S ALWAYS TEA-TIME", affidandosi al lavoro drammaturgico di Renato Gabriellie e ad un impeccabile e sorprendente gusto estetico.

La scena è di un bianco accecante: una raffinata e immacolata tovaglia è accuratamente sistemata sul tavolo alla ricerca di "un'eleganza che - come si legge nelle note di regia - non è estetica ma un moto dell'anima, un'attenzione alle piccole cose".
Ben presto questa continua ricerca di perfezione estetica svela la morbosità del vivere quotidiano, in una drammaturgia senza parole, fatta di gesti quotidiani, riti sociali, profondamente attenta alla fisicità in scena e alla centralità degli attori/performer.
"Non si tratta della deformazione del mondo - spiega l'autore - ma della costruzione di un mondo più o meno simile a quello in cui viviamo e il cui alfabeto sgorga da quell’oscura regione delle primordiali fantasie infantili".

Suggestioni infantili e fiabesche in uno spazio che si riempie e si svuota continuamente ma senza affanno, con flemma glaciale, quasi insenbilità.
Nulla di quanto accade sembra scomporre quel rigoroso tè immaginario, quel pasto quasi regale, accompagnato da canzonette alla radio e familiari canzoni di festa, una compostezza che se inizialmente trasmette serenità e quiete, in breve si trasforma in un senso di angosciosa nulla esistenziale in cui lo stesso corpo dell'attore diventa pranzo e sul suo cadavere si allestisce il banchetto, fino ad un urlo finale, unico suono umano in uno spettacolo profondamente umano.

Progetto e regia: Alessandra De Santis, Attilio Nicoli Cristiani
Creazione e interpretazione: Gianluca De Col, Alessandra De Santis, Attilio Nicoli Cristiani, Emanuele Sonzini
Dramaturg: Renato Gabrielli
Assistenza al progetto: Celeste Sergianno
Luci e suono: Paolo Casati
Organizzazione: Anna Bollini
Coproduzione: PROGETTO ÊTRE/Fondazione Cariplo
Con il contributo di: Comune di Milano - Cultura


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