La Scala fa risplendere le gemme di Balanchine

alessia guadalupi - 22.05.2011 testo grande testo normale

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Tags: teatroalla scala, balanchine, jewels, emeralds

Il Teatro alla Scala ha portato in scena la creazione a serata intera di George Balanchine, Jewels.

Il Teatro alla Scala ha portato in scena la creazione a serata intera di George Balanchine, Jewels, celeberrimo balletto astratto in tre parti (Smeraldi, Rubini e Diamanti) ispirato alle pietre preziose.

George Balanchine creò Jewels nel 1967, affascinato dalle scintillanti creazioni del gioielliere Claude Arpels; fuse alla bellezza delle pietre le suggestioni di tre compositori amati (Fauré, Stravinsky – di cui era amico personale – e Ciaikovsky), concependo il balletto come un ideale omaggio a tre momenti della storia della danza: la Francia romantica, l’America del Novecento e la Russia imperiale; cucì il balletto come un vestito addosso alle ballerine predilette, quelle che allora erano le stelle del New York City Ballet: Violette Verdy, Patricia McBride, Patricia Neary e Suzanne Farrell. Il risultato è un capolavoro di eleganza formale, oggi rappresentato dalle migliori compagnie del mondo. La Scala aveva finora messo in scena il solo Rubies; oggi arriva, come si conviene a una compagnia della sua importanza, ad affrontare il balletto completo. Corpo di ballo e solisti del teatro sono stati affiancati dagli ospiti Alina Somova, Guillaume Coté, Leonid Sarafanov e Polina Semionova. L’étoile Roberto Bolle, che avrebbe dovuto danzare il pas de deux di Diamonds al fianco di Somova, ha dovuto rinunciare alle recite a causa di un infortunio ed è stato sostituito da Coté, inizialmente previsto solo nelle recite finali con Semionova. La serata del 18 maggio, pur nel complesso non priva di qualche imperfezione, è stata di grande bellezza e i vari interpreti hanno saputo davvero creare godibilissimi cammei coreutici, come piccole gemme incastonate. In Emeralds, Mariafrancesca Garritano ha saputo essere veramente lirica nei movimenti sempre curati, nel port de bras morbidissimo e nella fluidità dei passi. L’incantevole Petra Conti ha infuso in ogni suo movimento una grazia squisita. Altrettanto bene hanno figurato Mick Zeni e Antonino Sutera. In Rubies Alessandra Vassallo, dopo aver brillantemente recuperato una scivolata nell’ingresso in scena, ha danzato con brio e precisione insieme a un elettrizzante Sarafanov, che qui ha potuto sfoderare tutta la sua verve. Marta Romagna dimostra sempre più di essere una solida garanzia del Teatro: Balanchine le si addice, e le ritmate geometrie di Rubies in modo particolare. In Diamonds, omaggio di Balanchine al classicismo regale di Petipa, soffuso di citazioni dei tre balletti ciaikovskiani (atmosfere del Lago dei Cigni nel passo a due, di Schiaccianoci nelle pose del corpo di ballo femminile e della Bella Addormentata nella “polacca” finale), il passo a due di Alina Somova e Gabriele Corrado ha raggiunto vette di grande bellezza. La caratteristica più peculiare della ballerina russa è un’apertura di gambe da ginnasta, non sempre dosata con saggezza; qui era calibrata e accompagnata da un’eleganza e un legato davvero affascinanti. Più Balanchine per la Scala, verrebbe da dire: l’ottima riuscita di questa produzione dà la misura della capacità degli scaligeri di affrontare i lavori del grande coreografo, anche senza "stelle" ospiti.


Jewels
Milano, Teatro alla Scala
dal 12 al 26 maggio 2011
Coreografia di George Balanchine
Costumi di Karinska
Scene di Peter Harvey
Direttore d’orchestra: David Coleman, Alessandro Ferrari

Emeralds
Musica di Gabriel Fauré
Mariafrancesca Garritano, Antonino Sutera
Petra Conti, Mick Zeni
Gilda Gelati, Alessandro Grillo
Mariafrancesca Garritano, Andrea Volpintesta

Rubies
Musica di Igor Stravinsky
pianoforte Roberto Cominati
Marta Romagna – Sofia Rosolini
Alessandra Vassallo, Leonid Sarafanov
Antonella Albano, Federico Fresi
Alessandra Vassallo, Antonino Sutera

Diamonds
Musica di Petr Ilic Tchaikovsky
Alina Somova, Guillaume Coté
Francesca Podini, Gabriele Corrado
Alina Somova, Gabriele Corrado
Marta Romagna, Eris Nezha
Polina Semionova, Guillaume Coté

Fotografie di Marco Brescia e Rudy Amisano, Teatro alla Scala
copyright The Balanchine Trust




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