Macademia nut brittle: il grido disperato dell’adolescenza liquida in un gelato al caramello
Federica Solaro - 15.04.2011

Tags: Macadamia nut brittle, aprile 2010, Federica Solaro, Teatro Elfo Puccini
Dietro al dolce sapore di un gelato si cela l’amaro retrogusto della riflessione di Ricci/Forte sugli adolescenti d’oggi e sulla tragica perdita di senso endemica della cultura contemporanea

Torna sulle scene milanesi, per il secondo anno consecutivo, Macademia nut brittle, destabilizzante spettacolo dell’audace duo Ricci/Forte, che sarà in scena all’Elfo Puccini sino al 17 aprile.
Oltre ad identificare il noto gelato della Häagen-Dazs, il titolo della pièce contiene anche i nomi dei tre protagonisti maschili: Macadamia, Nut e Brittle, tre ragazzi dai diversi orientamenti sessuali che, prima ancora dell’inizio dello spettacolo, istruiscono gli spettatori su come allacciare le cinture di sicurezza e sistemarsi la maschera per l’ossigeno. Si sta per partire, per gettarsi in caduta libera nel mondo e nei sentimenti degli adolescenti del 2000, non sarà un viaggio indolore. “Tenetevi forte…” sembrano dirci.
In effetti, dietro al dolce e suadente sapore di un gelato al caramello e alle noccioline si cela l’amaro retrogusto di una profonda riflessione sugli adolescenti d’oggi e sulla tragica perdita di senso, endemica della cultura contemporanea. Una perdita che, sebbene resa inconsapevole dall’effetto analgesico dei miti postmoderni, è un grido, un urlo da soffocare nella bulimia con cui si trangugiano esperienze, con cui si ingoiano emozioni e oggetti, junk food e serie TV, conversazioni e rapporti sessuali.
Davanti a un Häagen-Dazs i tre personaggi, incalzati da una wonder woman interpretata da una straordinaria Anna Gualdo, iniziano a raccontarsi. Sulla scena, i richiami al background culturale che li ha nutriti – film cult come Titanic, i reality show, le discoteche, gli sms e il nuovo linguaggio che hanno plasmato – cedono il passo a una feroce messa a nudo di tutte le illusioni adolescenziali e infantili che faticano a lasciare il posto all’età adulta. D’altronde, come ci spiegano gli stessi protagonisti, “domani è la scorciatoia per il buio” perché l’importante è rimanere sempre in movimento, non lasciarsi scappare nessuna opportunità. Che senso ha pensare al domani, se si rischia di sollevare interrogativi per i quali si non possiedono risposte? E se, guardando al futuro, si dovesse constatare che non si è più capaci di smettere di giocare e che non si è in grado di costruire nulla (un amore, un’amicizia, un’intera vita)? Meglio allora consumare tutto e subito, qui, oggi, restando sempre giovani e spigliati e abbandonando una volta per tutte il concetto di Erfahrung – l’esperienza accumulata, quel bagaglio che è anche consapevolezza e strumento di definizione del sé – per sostituirlo con la pratica dell’ Erlebnis, la vita vissuta, “sentita” nel suo fluire incontrollabile e violento.
E così, sul palco, orge cruente si alternano a dolenti storie di abbandono e ad aspre scene di violenza, che devono il loro realismo all’incredibile prova attoriale dei bravissimi performer, impegnati per due intere ore in intensi sforzi fisici ed esercizi da laboratorio, come ad esempio la scena in cui i ragazzi si raccontano, un momento in cui il passaggio di parola da un personaggio all’altro è deciso dall’accendersi di una luce rossa.
Per qualcuno, però, arriva prematuramente il momento di uscire dal gioco, da questo grande reality in cui la vita si è trasformata. Nut è stato nominato, straziante la scena in cui racconta del crollo di tutte le illusioni avvenuto con la morte della madre. Di questa vita ci si ingozza con una foga che non conosce né pause né prese di coscienza. Da questa indigestione non se ne può uscire arricchiti, si può solo vomitare in faccia al mondo tutto il proprio odio e dolore. Ed è così che Nut, prima di uscire di scena, si esibisce in un monologo in cui le parole “io detesto” divengono l’incipit di ogni singola frase.
In Macadamia nut brittle, riflessione e provocazione, azione e concettualizzazione, eccesso e gioco si tengono per mano, colpendoci e risvegliando il senso critico dall’anestesia iniettataci tutti i giorni dai mass media. Uno spettacolo imperdibile che, con le sue tinte cupe e con un linguaggio del corpo spinto all’estremo, sa calare in una nuova forma il tema inflazionato degli adolescenti liquidi, regalandoci così un nuovo strumento per renderlo nostro.
Dal 10 al 17 aprile 2011
MACADEMIA NUT BRITTLE
di Ricci/Forte
con Anna Gualdo, Andrea Pizzalis, Giuseppe Sartori e Mario Toccafondi
TIEFFE TEATRO MENOTTI
Sala Fassbinder
Corso Buenos Aires, 33
INFO E PRENOTAZIONI
TEL. 02. 00660606





