Gli allievi della Scuola di Ballo della Scala al Piccolo Teatro

Alessia Guadalupi - 26.03.2011 testo grande testo normale

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Tags: Accademia del Teatro alla Scala, Scuola di ballo, Piccolo Teatro

Gli allievi della Scala hanno portato in scena al Piccolo Teatro il tradizionale spettacolo della scuola di ballo.

Si è svolto al Teatro Strehler il tradizionale spettacolo della Scuola di Ballo dell’Accademia del Teatro alla Scala. I giovani e giovanissimi allievi diretti da Frédéric Olivieri hanno stavolta affrontato un programma variegato e impegnativo, che spaziava dal più puro accademismo all’avanguardia del Novecento. Si partiva con La Scuola, “presentazione coreografica” ideata da Olivieri con coreografie degli insegnanti dell’Accademia (Loretta Alexadrescu, Vera Karpenko, Leonid Nikonov, Tatiana Nikonova, Paolo Podini, Bella Racinskaia, Maurizio Vanadia) sul Concerto per pianoforte e orchestra K488 di Mozart, nella quale tutti gli allievi, dai primi agli ultimi corsi, hanno avuto la possibilità di esprimere il loro talento, in un crescendo di difficoltà tecniche. Nella seconda parte i ragazzi più grandi si sono misurati con due capolavori del repertorio neoclassico e contemporaneo, difficilissimi per tecnica, brillantezza ed espressione: The vertiginous thrill of exactitude di William Forsythe e Tema e Variazioni di George Balanchine, intervallati da Larmes Blanches di Angelin Preljocaj (un pezzo del 1985 molto interessante, pur se penalizzato dai brutti costumi).

Una vera e propria palestra per i giovani danzatori, che l’hanno affrontata con maturità artistica sorprendente: soprattutto le due giovanissime coppie interpreti di Larmes Blanches hanno splendidamente figurato, interpretando intensamente le complicate combinazioni di passi che esplorano i meccanismi dei rapporti di coppia e le loro nevrosi. Ma tutta la serata è stata di ottimo livello, e l’impressione era quella di assistere a uno spettacolo di una compagnia professionale piuttosto che di una scuola, se pur la più prestigiosa d’Italia.

Chiusura in bellezza con l’omaggio del 1947 di Balanchine alla grande danza russa imperiale sulla Suite n.3 in Sol maggiore di Ciajkovskij, vera e propria gioia per gli occhi, danzato con energia e precisione.
Rimane da dire soltanto, come piccolo appunto all’organizzazione, che avremmo conosciuto con piacere i nomi dei giovani interpreti.

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