Laribiancos al Teatro della Cooperativa

Roberta Secchi - 25.02.2011 testo grande testo normale

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Tags: laribiancos, piludu, masala, fresu

La storia dei laribiancos di Arasolé, al Teatro della Cooperativa dal 23 al 27 febbraio.

Arasolé, Sardegna, 1940. Il paese non esiste, è una Macondo inventata dal poeta e scrittore sardo Francesco Masala, scomparso pochi anni fa. I personaggi di Arasolé incarnano – con un pizzico di edulcorazione letteraria - toni e caratteri del popolo sardo dell'entroterra, non ancora sfiorato dalla globalizzazione. Hanno le labbra bianche (laribiancos) perché sono cronicamente denutriti. Non per questo sembrano aver perso lo spirito singolare che li anima e che li distingue uno dall'altro come 'tipi' caratteristici. Ognuno merita quel soprannome unico e personale che non si scrollerà più di dosso: Tric Trac, Mammutone, Anima mea...
Le loro storie si intrecciano nel paese come in un universo a sé, quasi oleografico nella sua ingenuità e purezza, fin quando - inaspettatamente come dev'essere - la Storia bussa alla porta: nove di loro sono chiamati alle armi e devono partire per la Russia. Moriranno nel gelo, tra le bianche betulle, combattendo una guerra di cui non possono sapere né capire niente. Uno dei momenti più alti si raggiunge proprio quando nella neve russa, in un contesto lunare, straniato, completamente alieno alla loro terra madre, i laribiancos di Arasolé vedono comparire come in una visione il signorotto del paese, l'unico compaesano dalle labbra rosee, anche lui spedito laggiù da una logica livellatrice che lo rende uguale a quelli che, a casa, chiamava 'i miei servi'.
Solo uno tra tutti tornerà ad Arasolé: Culubiancu, che ogni anno dalla chiesa del paese suonerà un rintocco di campana per ognuno dei compaesani caduti.

Francesco Masala, 'ultimo guerriero nuragico, vinto ma non convinto', fu 'scoperto' da Giangiacomo Feltrinelli che nel 1962 pubblicò il libro da cui nasce questo spettacolo, e Scheiwiller nell'81 ne pubblicherà le poesie, poi tradotte in mezzo mondo. Combatté davvero la guerra mondiale in Jugoslavia e Russia, e fu ferito in due sensi: a una gamba da un'arma, e nell'animo dalla comprensione dell'assurdità di quanto vedeva. Nel suo racconto l'amore e la conoscenza dei caratteri intrinseci di un popolo e di una lingua mai interamente traducibili e assimilabili si confrontano dolorosamente con la visione intellettuale di chi sa che il mondo è molto più grande dei confini di quello che ci è familiare. Le individualità innocenti di chi non conta nulla risplendono per un attimo di luce amara quando sono chiamate a lasciare il contesto che le definisce per essere catapultate a partecipare alle sorti di un mondo a cui non sapevano neppure di appartenere.

Pierpaolo Piludu, anche autore della riduzione del testo, si muove sobriamente tra i vari personaggi e riesce con delicatezza a coinvolgere lo spettatore in una tenera irrisione dei caratteri che incarna e delle umane debolezze che sostengono i loro legami. Le sonorità dialettali della lingua sarda, nella sua interpretazione, riescono ad apparire e scomparire efficacemente senza interrompere la narrazione. La regia di Giancarlo Biffi è equilibrata ed essenziale. Grande guadagno ha lo spettacolo dalle musiche di Paolo Fresu, che con squisita sensibilità riesce a punteggiare il testo e a dialogare con l'attore non facendo mai né troppo né troppo poco, ma sempre precisamente quello che serve per coinvolgerci nella narrazione.


TEATRO DELLA COOPERATIVA
23-27 febbraio 2011
Laribiancos
Compagnia Cada Die Teatro
dal romanzo Quelli dalle labbra bianche di Francesco Masala
adattamento teatrale e interpretazione Pierpaolo Piludu
musiche originali di Paolo Fresu
regia di Giancarlo Biffi

PREZZI
Intero: 16 euro
Ridotto convenzionati: da 13 a 8 Euro
Under 26, over 60: 8 Euro

ORARI SPETTACOLI
Martedì – sabato ore 20.45
Domenica ore 16.00
Lunedì riposo




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