La tempesta. L’impetuoso Orsini torna a vestire i panni di Prospero

Federica Solaro - 18.02.2011 testo grande testo normale

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Tags: Elfo Puccini, febbraio 2010, Federica Solaro, La Tempesta

Umberto Orsini torna a esibirsi con La tempesta – di scena all’Elfo Puccini sino al 6 marzo – e lo fa con un vigore e un impeto che continuano a stupire...

Umberto Orsini – attore piemontese che, negli anni Sessanta e Settanta, ha lavorato con registi del calibro di Fellini e Visconti – torna a esibirsi con La tempesta, una produzione del teatro Stabile di Napoli di scena all’Elfo Puccini sino al 6 marzo. E lo fa con un vigore e un impeto che, considerati i suoi 76 anni, continuano a stupire e ad affascinare.

La tempesta, uno degli ultimi drammi portati in scena da Shakespeare, è forse il viaggio più folle e simbolico compiuto dalla fantasia del drammaturgo elisabettiano, un tuffo nel mondo magico dell’“arte” e dei folletti. Folletti che incontriamo anche in Sogno di una notte di mezza estate, solo che questa pièce non celebra la leggerezza e l’effimero della vita e degli amori, bensì la saggezza che sopraggiunge con l’età, la capacità di accettare il mondo e l’uomo per quello che sono, congedandosi definitivamente dallo struggimento e dall’avida sete di vendetta. Passioni che solitamente si posano sui giovani, su adolescenti come Amleto, ma che poco si addicono a un vecchio Prospero.

Le luci si accendono su un palco quasi vuoto: un letto e un sipario altissimo al centro della scena, sabbia e rocce sparse tutte attorno. Prospero, il duca spodestato di Milano interpretato da Orsini, è confinato da anni su un’isola sperduta; vi è giunto, assieme alla figlia Miranda, in seguito alla congiura del fratello Antonio e del re di Napoli. Durante l’esilio, Prospero ha sempre continuato ad affinare la sua “arte” magica grazie all’aiuto di uno spirito, Ariel (un compìto e posato Rino Cassano), che, quando invocato, discende con eleganza lungo il vertiginoso sipario.

Sapendo che i suoi vecchi nemici stanno navigando nelle vicine acque, in direzione di Napoli, il Duca scatena una tempesta per farli naufragare sulla sua isola e vendicarsi, così, del torto subìto.
La sua vendetta, però, non si realizza nel mondo reale, ma sceglie di compiersi nella dimensione dell’illusione. Prospero, con il sostegno di Ariel e della sua magia, allontana gli uni dagli altri i suoi nemici, per poi riavvicinali; separa il re di Napoli dal suo unico figlio, Ferdinando, lasciando infine che una follia genuina e catartica s’impossessi delle anime dei suoi antagonisti. Il sortilegio che ha causato il naufragio diviene allora cura e terapia: le nubi di diradano, la tempesta cede il passo al ciel sereno e ognuno finalmente si vede e si mostra all’altro per quello che è.

E così, sebbene ancora una volta si ritrovi in Shakespeare il tema della vendetta, questa non può essere consumata, perché a mancare è l’ardore che la muove. Il buon vecchio Prospero infatti, ottenuta la fittizia resa dei conti, rinuncia pubblicamente alla sua “arte”, un richiamo alla rappresentazione che attraversa tutto il testo, facendone un esempio di meta-teatro, e nel quale molti teorici hanno ravvisato l’addio del drammaturgo inglese alle scene.
La puntuale regia, curata da Andrea De Rosa, la scenografia di Ciammarughi, scarna e alienante, e gli effetti sonori di Westkemper, avvolgenti e pervasivi, rendono giustizia a La Tempesta, arricchendola di inedite sfumature, di atmosfere cupe e inquietanti. Il sipario rosso e altissimo ricorda la loggia nera di Twin Peaks, mentre la presenza inquietante e assillante di Calibano – un bravo Rolando Ravello che, con la sua prova, riesce a mettere a disagio gli spettatori – evoca tipi umani che ricorrono nella poetica di Lynch.
L’interpretazione di Orsini, poi, la naturalezza con cui sa calarsi nel ruolo del vecchio e zoppicante Prospero, vero deus ex machina dell’intera vicenda, potenzia la resa della pièce, restituendo al pubblico una composizione studiata nel dettaglio.


Dall’15 febbraio al 6 marzo2011
LA TEMPESTA
di William Shakespeare
regia di Andrea De Rosa
scene e costumi Alessandro Ciammarughi
con Umberto Orsini, Flavio Bonacci, Rino Cassano, Francesco Feletti, Carmine Paternoster, Rolando Ravello, Enzo Salomone, Federica Sandrini, Francesco Silvestri, Salvatore Striano

TEATRO ELFO PUCCINI
Sala Shakespeare
Corso Buenos Aires, 33

INFO E PRENOTAZIONI
TEL. 02. 00660606



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