La Ciociara secondo Ruccello, al Teatro Manzoni

Silvia Pizzi - 10.02.2011 testo grande testo normale

Commenta questo articolo


Tags: La Ciociara, Annibale Ruccello, Alberto Moravia, Roberta Torre

Un salto nel futuro delle protagoniste del romanzo di Moravia, oltre l'ultima inquadratura del film di De Sica: quando tutto è ricostruito, almeno in apparenza.

Ha debuttato l'8 febbraio al Teatro Manzoni “La Ciociara” di Annibale Ruccello, opera del 1985 ispirata al celebre romanzo di Moravia, la cui trasposizione cinematografica - diretta da Vittorio De Sica - valse a Sofia Loren l'oscar come migliore attrice protagonista.

Più che una rivisitazione, la versione di Ruccello è una sorta di flash-forward, un salto nel futuro delle due protagoniste, dopo l'ultima pagina di Moravia e oltre l'inquadratura finale del film di De Sica; fuori dalla guerra, lontano dalla morte e dalla disperazione, quando tutto è ricostruito. Almeno in apparenza. Perché nella Ciociara di Ruccello a dominare sono i fantasmi: le ombre di quello che non c'è più e di ciò che si desidera possedere. Ed è proprio così che inizia questo spettacolo, diretto dalla regista cinematografica Roberta Torre, per la prima volta alle prese con un allestimento teatrale.

“Ho immaginato una scatola nera circondata da un tulle trasparente in cui il tempo va avanti e indietro attraverso i flash-back. Dentro ci sono gli attori, i pochi oggetti di scena, i video e le foto” spiega la Torre, che per evocare la violenza della guerra ha preferito discostarsi dal realismo e lasciar parlare suoni, rumori, immagini proiettate.

Per il ruolo della protagonista, la regista ha voluto fortemente Donatella Finocchiaro, da lei definita “attrice d'intensa femminilità e collaudata bravura”, già protagonista di alcuni suoi film, fra cui il recente “I baci mai dati”.
La pièce si apre con la rappresentazione di una situazione comune, quotidiana: una figlia, dall'atteggiamento scostante e un po' arrogante, intrattiene con la madre un dialogo banale basato su desideri futili, che sembra lontano anni luce dalle drammatiche vicende di Cesira e di sua figlia Rosetta, vittime innocenti di una violenza subita senza perché. Una situazione assurda che mostra come la sofferenza e l'ingiustizia spesso si tramutino facilmente in un silenzio subdolo e vigliacco oppure, forse, vengano volutamente nascoste sotto il velo inquietante di una calma apparente.
L’incipit cede, però, prontamente il passo al dramma, ripercorrendolo attraverso i ricordi della fuga in Ciociaria alla ricerca della salvezza, dell'incontro con Michele, intellettuale dall'animo puro, dell'arrivo degli Alleati, delle speranze disilluse e dello stupro di una Rosetta bambina che da quel momento non sarà più la stessa.
E la figura di questa figlia – interpretata da Martina Galletta - dapprima fragile e tremolante e poi improvvisamente dura, trincerata dietro a una corazza che l'allontana dal mondo e perfino dall'amore di sua madre, è la metafora vivente dell’annientamento che la guerra lascia alle sue spalle.

Sul palco molto è affidato al video, protagonista prepotente di questa messa in scena; e sebbene, in alcuni momenti, esso contribuisca positivamente all'amplificazione della drammaticità, alla materializzazione di ambientazioni ed atmosfere e alla rievocazione dei “fantasmi del passato”, s'impone, tuttavia, come una presenza ingombrante, evidenziando in maniera perfino didascalica certi passaggi che, per assurdo, avrebbero acquistato più forza se affidati semplicemente al lavoro attorale e a quelle dinamiche teatrali che risultano prevaricate dal linguaggio cinematografico.
In scena, accanto a Donatella Finocchiaro, recitano Daniele Russo – nel ruolo di Michele - Dalia Frediani – interprete di una surreale Concetta simile alla strega cattiva delle fiabe - e Marcello Romolo, che emerge fra tutti per un'intensa interpretazione del personaggio di Filippo.

Ad assistere alla prima della "Ciociara" al Teatro Manzoni è un pubblico numeroso, che annovera personaggi illustri come lo stilista Valentino, per citarne uno.
L'applauso, ad ogni modo, è piuttosto tiepido.

Dall'8 al 27 febbraio 2011
LA CIOCIARA
Autore: Annibale Ruccello dall'omonimo romanzo di Alberto Moravia
Regia: Roberta Torre
Genere: drammatico
Compagnia/Produzione: Teatro Bellini, Napoli
Cast: Donatella Finocchiaro, Martina Galletta, Daniele Russo, Lorenzo Acquaviva, Dalia Frediani, Rocco Capraro, Rino Di Martino, Marcello Romolo, Liborio Natali.

TEATRO MANZONI
Via Alessandro Manzoni, 42
20121 Milano Tel. 02 76340793
MM3 Montenapoleone, MM1 San Babila, MM1 Palestro
Tram 1, 2
Bus 61, 94

Orari spettacoli
lunedì: riposo
martedì - sabato: ore 20:45
domenica: ore 15:30

PREZZI BIGLIETTI
Intero Poltronissima € 30,00 + 3,00
Intero Poltrona € 20,00 + 2,00
Anziani Poltronissima € 27,00 + 2,00
Anziani Poltrona € 18,00 + 2,00
Ridotto - Giovani fino a 26 anni € 15,00 + 1,50


Link Consigliati

Gli ultimi commenti