L'avaro secondo il Teatro delle Albe

Sara Trecate - 23.01.2011 testo grande testo normale

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Tags: l'avaro, molière, teatro delle albe, montanari

All'Elfo Puccini, dal 21 al 30 gennaio, una interessante ed ispirata versione de L'avaro di Molière, rivisitato dal Teatro delle Albe.

E' da sempre così: quando il Teatro delle Albe lavora su un testo della tradizione, non si tratta mai di una messa in scena, ma di una “messa in vita”, concetto inventato dal regista Marco Martinelli che risponde al desiderio della compagnia di restituire ai classici quella carica vitale, prorompente, spesso provocatoria, che possedevano in origine. Non ci deve essere niente di scandaloso nel manipolare testi considerati intoccabili, per restituire loro la capacità di comunicare ad un pubblico che inevitabilmente cambia nel tempo.
Ecco dunque che al Teatro Elfo Puccini, dal 21 al 30 gennaio, va in scena una interessante ed ispirata versione de L'avaro di Molière, rivisitato dal Teatro delle Albe.

Nero e freddo è l'allestimento, così come gli animi di tutti i protagonisti, corrotti da vane passioni e svuotati da sentimenti sinceri. Primo fra tutti Arpagone, l'avaro del titolo, ossessionato dal denaro e dal potere, che tiene in pugno una corte popolata da figurette non meno sgradevoli, interessate a nient'altro, se non a un tornaconto personale.
Molti amori si intrecciano, creano dispute, ma ci si accorge ben presto della loro vacuità, tant'è che l'unico monologo d'amore autentico sarà quello di Arpagone nei confronti della preziosa cassetta di denaro che gli è stata rubata.
Tra chi accumula soldi e chi scialacqua c'è ben poca differenza, poiché sono tutti vittime di un egocentrismo e di una smania di apparire mal celata, esplicitata dalla regia di Martinelli che inserisce riflettori a vista, tecnici al lavoro per dare indicazioni agli attori e per indirizzare i fasci di luce nel modo migliore.
Persino il pubblico è coinvolto nel gioco del mostrarsi - vizio comune nella nostra società – grazie alle luci in sala che si accendono, all'immagine della gradinata proposta su uno schermo e a qualche attore che gironzola fra le poltrone.

La star di questa svelata recita è Arpagone: una impeccabile Ermanna Montanari dai capelli corvini e dai nerissimi abiti maschili. Parla attraverso un inseparabile microfono, scettro del potere che tutti cercano di sottrarle. La sua voce è roca, sotterranea, nasce dall'aridità; è una sorta di afasia fatta suono, come se il protagonista volesse risparmiare anche sull'eloquio. La vocalità di Arpagone riassume in modo stupefacente tutti i tratti della sua personalità: è ripugnante, molesta, ridicola, sinistra.

Lo spettacolo appaga la vista, nonostante l'essenzialità della messinscena, con ricercati contrasti fra buio e luce. Bagliori improvvisi e colpi sordi imprimono un ritmo assillante, incessante, e si corre veloci verso il finale.
Quanto alla recitazione, il Teatro delle Albe si fa tranquillamente beffe di un testo che Molière ha voluto eccessivo e stravagante, lasciando agli attori la libertà di giocare fra un registro naturalistico ed uno caricaturale.
Il pubblico si diverte ed infine ringrazia tributando lunghi applausi ad un gruppo di lavoro che li accoglie emozionato e riconoscente.


Dal 21 al 30 gennaio 2011
L'AVARO
di Molière
traduzione di Cesare Garboli
regia di Marco Martinelli
musiche originali Davide Sacco
costumi Paola Giorgi
con Loredana Antonelli (Felicetta), Alessandro Argnani (Valerio), Luigi Dadina (Mastro Giacomo), Laura Dondoli (Claudia), Luca Fagioli (Mastro Simone), Roberto Magnani (Cleante), Michela Marangoni (Frosina), Marco Martinelli (Anselmo), Ermanna Montanari (Arpagone), Alice Protto (Mariana), Massimiliano Rassu (Saetta e un commissario), Laura Redaelli (Elisa)
luci Francesco Catacchio e Enrico Isola

TEATRO ELFO PUCCINI
c.so Buenos Aires 33
20124 Milano
MM1 Lima
Tram 33
Bus 60, 81
tel. 02 00 66 06 06
fax 02 00 66 06 6

BIGLIETTI
Intero € 30
Martedì € 19
Ridotto under 25: € 15
Ridotto over 65: € 15

ORARI
martedì-sabato: h 21.30
domenica: h 16.30




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