In fila per la coppia da Nobel al Teatro Nuovo

Maddalena Peluso - 07.01.2011 testo grande testo normale

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Tags: Dario Fo, Franca Rame, Teatro Nuovo, Mistero Buffo

A 41 anni dal debutto di Mistero Buffo, Dario Fo e Franca Rame dimostrano che “il ’68 è ritornato”: tutti sul palco, giovani e anziani, ad applaudire...

Tutti in fila, come per visitare il Museo del Novecento.

A 41 anni dal debutto di Mistero Buffo, Dario Fo e Franca Rame dimostrano che “il ’68 è ritornato”: tutti sul palco, giovani e anziani, ad applaudire al sarcasmo irriverente del Premio Nobel e agli affascinanti e sapienti racconti, di cui due fantastici inediti, della Rame.

In scena dal 1969 (allora in un capannone in zona Porta Romana) "Mistero Buffo" ha iniziato una vera e propria rivoluzione culturale nel teatro italiano, contribuendo ad annullare uno stereotipo accademico e dimostrando che esisteva un teatro popolare di grande valore indipendente dalla tradizione erudita.

Lo spettacolo “Monologhi di Dario Fo e Franca Rame” sarà in scena fino al 16 gennaio e sarebbe davvero un peccato perderlo: per l’emozione che si respira sul palco e in platea, per la precisione e tecnica che entrambi mettono nelle giullarate e nei fabliaux raccontati, per la sacralità che accompagna l’intero spettacolo.

Spiega Dario Fo: “Oggi, dopo quasi mezzo secolo, torniamo in scena, di nuovo a Milano, con una selezione di questo nostro spettacolo “dei primordi”. Non ci è stato facile decidere quali testi privilegiare. Siamo sicuri che durante queste due settimane di teatro, nelle varie serate inseriremo qua e là altri testi e soprattutto andremo recitando all’improvviso in modo a dir poco esagerato. Ma dovete capire: per noi recitare non è solo un mestiere, ma è anche e soprattutto un divertimento. Che raggiunge il massimo del piacere quando riusciamo a inventarci nuove situazioni e buttare all’aria convenzioni e regole. Speriamo di comunicarvi questo nostro spasso e di riuscire a sorprendervi, farvi ridere e magari pensare”.

Il risultato è sicuramente raggiunto: Dario riprende con freschezza arrendevole, alcune delle più belle giullarate di Mistero Buffo da “Le nozze di Cana” con il suo inno al vino, a “Bonifacio VIII” corrosivo testo contro l’arroganza e l’ostentazione dei potenti.

Con la passione e la convinzione di sempre, Dario Fo diverte e coinvolge l’intera platea che non riesce a trattenere risate e applausi.

Ma la vera sorpresa sono i testi interpretati con meravigliosa naturalezza ed eleganza da Franca Rame: una deliziosa e irriverente “Lezione d’amore”, l’istruzione di una prostituta e dei trucchi per conquistare potenti calvi e vecchi, scritta pochi giorni prima del debutto da Dario Fo – tanto che Franca, stizzita, spiega di non avere avuto tempo di impararla bene.

Eppure il pubblico ne è entusiasta e la commozione per “Maria e la Croce”, lacerante colloquio in milanese antico fra Maria e il figlio crocifisso, è totale.


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