Il teatro della minaccia a Milano: Lorenzo Loris rifà Il Guardiano...

Maddalena Peluso - 28.11.2010 testo grande testo normale

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Tags: lorenzo loris, mario sala, gigio alberti, alessandro tedeschi

Dopo il successo di "Aspettando Godot" con la coppia Gigio Alberti e Mario Sala, Lorenzo Loris si confronta con un altro testo contemporaneo: Il Guardiano di Harold Pinter.

"Londra 1960 - Milano 2010.C’è una stanza piena di suppellettili ammassate una sopra l’altra. Ci sono 2 fratelli Aston e Mick che la abitano. C’è un estraneo, Davies, che viene da lontano a destabilizzare il loro senso di appartenenza a questo luogo e lotta disperatamente per essere accettato"
dalle note di regia



Dopo il successo di "Aspettando Godot" con la coppia Gigio Alberti e Mario Sala nei panni di Estragone e Vladimiro, un po' clochard e un po' clown, Lorenzo Loris torna a confrontarsi con un altro testo del "teatro dell'assurdo", quello in cui è più evidente proprio l'influenza di Beckett: Il Guardiano di Harold Pinter.

Una delle prime opere del drammaturgo inglese, inserita nel "teatro della minaccia", volta a rapresentare una situazione di precarietà - come quella inglese degli anni della crisi di Suez - governata da egoistici meccanismi di autoconservazione, con personaggi che portano all'acme conflitti e incomunicabilità.

Come la maggior parte delle opere pinteriane, tutto si svolge all'interno, in un luogo angusto e isolato.
Loris trasporta con naturalezza l'intera vicenda a Vimodrone, in un grigio sottotetto, delineato strutturalmente da tubi Innocenti: il classico solaio della periferia milanese - che con un pò di lavoro, come spiega uno dei personaggi, potrebbe diventare uno spendido attico - rigurgitante di cellophane per impacchettare oggetti improbabili raccattati in giro.

E' qui che si svolgerà, in un'atmosfera misteriosa ed evasiva, di pungente ironia, tipica dello stile di Pinter, la guerra al massacro dei tre personaggi, tra frasi che si inseguono e confondono con continue ripetizioni e pause: Gigio Alberti, perfetto "senza tetto", arrogante e saccente, razzista e opportunista, in realtà un vinto che "pretende" di avere ancora rispetto dal mondo, un crepuscolare Mario Sala, "neat buttoned-up young man", gentile e preciso, concentrato sul "fare" il suo capanno e mettere a posto un spina elettrica, e suo fratello Mike, interpretato da Alessandro Tedeschi, un Teddyboy dispettoso e prepotente, il classico "padroncino" convinto di avere un "progetto di vita", tante cose da fare, in realtà senza amici e alcuna stima di sè.

"I personaggi di Pinter - spiega Lorenzo Loris - finiscono per essere degli archetipi e divengono universali perché parlano al cuore degli uomini. Questo dice Pinter riferendosi a loro: penso che non si tratti di un'incapacità a comunicare ma, anzi, di un deliberato voler evadere la comunicazione. Parlarsi mette paura alle persone che allora preferiscono divagare: chiacchieriamo continuamente di altre cose, piuttosto che affrontare ciò che c'è alla base del nostro rapporto".

Così se Vladimiro ed Estragone, nel dopoguerra, erano "testimoni attoniti di un orrore incommensurabile, l'emblema di una società in cui l'uomo vive una dimensione spersonalizzante, raggiungendo il paradosso di sentirsi solo in mezzo alla moltitudine", i personaggi "pinteresque" si rinchiudono in uno sottotetto postindustriale, un microcosmo che è metafora di una società che si sente minacciata dal diverso, dall'altro da sè, e finiscono per impacchettare corpo e anima con quello stesso cellophane usato per gli oggetti, incapaci di uscire da quella condizione di "strani", "estranei" ed "estraniati".
dal 16 novembre al 12 dicembre 2010
da martedi a sabato ore 20.45, la domenica ore 16.00 Teatro Out Off e progetto NEXT - Regione Lombardia, presentano
Prima Nazionale
IL GUARDIANO
di Harold Pinter
traduzione di Alessandra Serra
regia Lorenzo Loris
con Gigio Alberti, Mario Sala, Alessandro Tedeschi
scena Daniela Gardinazzi, costumi Nicoletta Ceccolini
disegno visivo Dimitris Statiris e Fabio Cinicola
luci Luca Siola
foto di scena Agneza Dorkin


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