I “Giorni felici” di Beckett secondo Bob Wilson

Federica Solaro - 12.11.2010 testo grande testo normale

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Tags: Giorni felici, Piccolo Teatro, Piccolo Teatro Strehler, novembre 2010

Giorni felici di Samuel Beckett è di scena allo Strehler sino al 14 novembre. Bob Wilson ne cura la regia, scegliendo una scenografia minimale e un’eccezionale interprete come Adriana Asti...

Bob Wilson porta sulle scene del Piccolo Teatro Strehler, dal 9 al 14 novembre, una delle opere più controverse di Samuel Beckett, Giorni felici, e lo fa optando per una regia curatissima, attenta ad ogni piccolo dettaglio, per una scenografia minimale, costruita su forme e linee ben definite e su un sapiente utilizzo delle luci, e scegliendo un’interprete straordinaria come Adriana Asti.

L’opera del drammaturgo irlandese altro non è che una vera e propria demolizione del dispositivo drammatico. La relazione tra i personaggi in scena, marito e moglie, si fa impossibile. Lei, Winnie – sepolta fino alla vita (e nel secondo atto fino al collo) in un cumulo di asfalto, e dunque priva di qualsiasi possibilità di movimento – trascorre le sue giornate frugando in una borsa piena di piccoli oggetti di uso quotidiano (una lima, uno specchio, uno spazzolino, un rossetto), le uniche risorse che l’aiutino ad affrontare l’ennesimo “giorno (in)felice”, e chiacchierando in continuazione con un marito che non l’ascolta e che le risponde a monosillabi. Durante le ore più cocenti, si ripara sotto il suo parasole e, di tanto in tanto, accarezza amorevolmente una pistola, allusione a un suicidio solo inconsciamente desiderato.

Willie vive invece in un buco ai piedi del cumulo, quasi fosse un verme. Diversamente da Winnie ha libertà di movimento, sebbene le sue possibilità di deambulazione si limitino a un lento strisciare che non conduce ad alcun contatto fisico o visivo tra i due protagonisti, ma – altrettanto diversamente dalla moglie – non parla, legge solamente brandelli di notizie estrapolati da titoli di giornali.

Assieme alla parola, che diviene ipertrofica e allo stesso tempo afasica, anche l’azione teatrale si sfalda. Cessa infatti di produrre avanzamenti per ripetersi, ogni giorno, sempre uguale a se stessa, scandita unicamente da un assordante campanello, a dettare i tempi del sonno e quelli della veglia. Winnie, da buona piccolo borghese, preoccupata di apparire felice e soddisfatta della propria vita, si vanta di vivere ogni giorno un “giorno felice”, in contrasto con qualsiasi evidenza: l’impossibilità di muoversi, un marito che non risponde ai suoi appelli, i giorni che si susseguono in una monotonia snervante, la totale assenza di una qualsiasi autenticità.

La regia di Wilson è come una direzione d’orchestra in cui ogni singolo dettaglio è stato previsto e studiato: dai movimenti delle mani della bravissima Asti, o del corpo di Giovanni Battista Storti (Willie), alla simultaneità di suoni, luci, gesti ed espressioni degli interpreti.

La scenografia si distingue per il predominio di forme nette e colori decisi. La protagonista si trova all’interno di una struttura piramidale dai contorni frastagliati, l’improvviso tuono che pervade la scena è accompagnato dalla discesa di un lampo costituito da un neon azzurro e, infine, i colori che donano un lievissimo dinamismo alla scena variano dall’arancione a un bianco accecante sino a un celeste intenso.

Un classico del teatro moderno da non perdere, che oscilla tra gli estremi del ridicolo e di una malinconia divenuta palpabile proprio perché ostinatamente rifuggita. Nella sua messinscena Bob Wilson non delude le aspettative, ma dona all’opera di Beckett – è proprio il caso di dirlo – una nuova e inedita “luce”.


Dal 9 al 14 novembre 2010
GIORNI FELICI
di Samuel Beckett
regia di Bob Wilson
con Adriana Asti (Winnie) e Giovanni Battista Storti (Willie)

PICCOLO TEATRO STREHLER
Largo Greppi
MM2 Lanza

PREZZI
Platea:
Intero € 40,00
Ridotto card Gio/Anz € 23,00
Balconata:
Intero € 32,00
Ridotto card Gio/Anz € 20,00



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