L'inganno di Glauco Mauri al Teatro Carcano

Maddalena Peluso - 12.11.2010 testo grande testo normale

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Tags: L'inganno, Glauco Mauri, Roberto Sturno, Teatro Carcano

Fino al 21 novembre, l'affezionato pubblico del Teatro Carcano si potrà divertire con l'ironico dramma L'Inganno, tra colpi di scena e simpatiche invenzioni scenografiche

Un thriller – psicologico tratto da “Sleuth” un fortunatissimo testo, scritto nel 1969 da Anthony Shaffer, già collaboratore di Alfred Hitchcock e adattatore sul grande schermo dei romanzi di Agatha Christie, e messo in scena per gli spettatori del Teatro Carcano da un colosso del teatro italiano come Glauco Mauri.

Fino al 21 novembre, l'affezionato pubblico del Teatro Carcano si potrà divertire con l'ironico dramma L'Inganno, tra colpi di scena e simpatiche invenzioni scenografiche.

Ad essere messo in scena è l’ambiguo rapporto fra il ricco e famoso scrittore di gialli Andrew Wike, un vendicativo, ludico, astuto e maniacale Glauco Mauri e il giovane amante italiano della fedifraga moglie, Milo Tindle, un camaleontico Roberto Sturno: una partita a tennis, dialettica prima che fisica, dove il confronto diventerà un gioco al massacro, all’insegna del gioco e degli inganni, tra continui colpi di scena e rovesciamenti di ruoli, in un ambientazione claustofobica, fra il sofisticato e il grottesco, citando i romanzi gialli alla Agatha Christie e alla Wallace.

«Gustave Flaubert - spiega Glauco Mauri in un'intervista - diceva che gli uomini forse non sono cattivi sono solo stupidi, e questo è ancora più pericoloso. Il nostro spettacolo lo dimostra divertendosi a smascherare il gioco crudele di due esseri umani in lotta con le proprie disperate solitudini».

Scritto nel 1969 e vincitore del prestigioso Tony Award nel 1971 per la migliore commedia dell’anno “Sleuth” letteralmente "segugio", "investigatore" vanta due adattamenti per il grande schermo: nel 1972 Joseph L. Mankiewicz diresse Laurence Olivier e Michael Caine; nel 2007 Kenneth Branagh firmò un remake sceneggiato da Harold Pinter, con Michael Caine e Jude Law protagonisti uscito in Italia con il titolo “Gli insospettabili”.

Mauri e Sturno mantengono la recitazione classica e la suspense dei vecchi sceneggiati italiani con ovvie conseguenze: il sapore del giallo di antica fattura è ben evidente e può irritare lo spettatore che non si adegua allo stile. I silenzi e le ripetizioni che dovrebbero far crescere la suspense finiscono dopo un po' per annoiare chi, ormai avvezzo ai psico-thriller, comprende perfettamente lo svolgersi della trama fin dalle prime battute.

Resta però il fascino dell'opera che i due attori italiani assecondano con dedizione.
Il pubblico del Teatro Carcano sembra apprezzare sopratutto le trovate sceniche di Giuliano Spinelli: la casa-giocattolo con caminetti che girano, pareti che si muovono e cassaforti che esplodono.



Fino al 21 novembre al Teatro Carcano
Compagnia Mauri Sturno
L’INGANNO
di Antony Shaffer
traduzione e adattamento di Glauco Mauri
con Glauco Mauri, Roberto Sturno
scene di Giuliano Spinelli
costumi di Simona Morresi
musiche di Germano Mazzocchetti
regia di Glauco Mauri


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