Albero senza ombra: il viaggio nel regno dei morti di César Brie

Federica Solaro - 09.11.2010 testo grande testo normale

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Tags: Albero senza ombra, Teatro Guanella, novembre 2010, Federica Solaro

Albero senza ombra di César Brie è un dolorosa riflessione sulla storia che si ripete, sulla testimonianza e sulla memoria perduta.

Esito del lavoro svolto per la realizzazione di un documentario sul massacro di Porvenir, Morir en Pando, lo spettacolo Albero senza ombra di César Brie è un dolorosa riflessione sulla storia che si ripete in giochi di potere e di abusi sempre identici a se stessi, un’evocazione che intende rendere nuovamente attuale un passato recente, eppure sconosciuto ai più.
Dal 5 al 14 novembre il Teatro Guanella diviene un luogo della memoria in cui gli spettatori hanno l’opportunità di conoscere una pagina nera della storia boliviana: il massacro dei contadini, da parte degli squadristi, avvenuto l’11 settembre 2008 nel Pando. Solo undici le vittime accertate ufficialmente, centinaia invece gli scomparsi di cui non si è più avuta alcuna notizia.

Tanto brutale è stato l’eccidio, quanto è delicato il modo di raccontarlo dell’attore argentino. Brie condivide con il pubblico la sua difficile presa di coscienza e lo invita ad attraversare assieme a lui il “regno dei morti”, muovendosi su una scena sobria. Foglie d’autunno, cadute come le vittime, punteggiano il palcoscenico; fotografie di vittime e di testimoni divengono monumento alla memoria, gli abiti tradizionali dei campesinos sono improvvisamente sineddoche e sostituti dei protagonisti della tragica vicenda, e infine le scodelle piene di castagne boliviane, appese alle corde che pendono dalla graticcia, simboleggiano gli alberi senz’ombra sotto cui gli Indios lavorano per intere giornate.

Con un intenso monologo, l’artista ripercorre dapprima il momento in cui ha ascoltato le parole dei parenti delle vittime e dei carnefici, e successivamente quello in cui si è trovato, suo malgrado, a dover dialogare con i morti.
Le voci delle vittime s’impossessano allora della scena, perseguitano Brie, facendosi sempre più forti e presenti, sino a diventare vere e proprie grida che reclamano giustizia. L’autore deve qualcosa a questi morti, non può comportarsi come tutti gli altri finti giornalisti che non hanno divulgato le testimonianze raccolte. Lui ha sentito, ha sofferto, ha visto il dolore disegnarsi sui volti dei familiari lasciati soli e tenuti deliberatamente all’oscuro di qualsiasi informazione. Lui sa che i medici hanno falsificato le autopsie e che vi è stata “una rete di complicità nel potere giudiziario con elementi del fascismo boliviano”.
È in debito nei loro confronti e questo debito ha deciso di saldarlo dando vita ai pensieri dei morti e rappresentando ancora una volta i fatti di quell’11 settembre.

Con questo spettacolo il regista sudamericano si mostra abilissimo nel ricoprire numerosi ruoli: se stesso, i compagni di teatro che lo mettono in guardia sulla pericolosità di girare un documentario potenzialmente eversivo, i diversi campesinos massacrati durante l’assemblea con cui rivendicavano il loro diritto alla terra, la mamma di un giovane studente e persino uno squadrista che rimane ucciso nello scontro.

Una profonda riflessione sull’importanza della testimonianza e sulla necessità di non dimenticare, un coraggioso esempio di teatro civile che invita a ricordare, pur senza rinunciare a una grande sensibilità poetica.


Dal 5 al 7 e dal 12 al 14 novembre 2010
ALBERO SENZA OMBRA
di César Brie br/> regia di César Brie

TEATRO GUANELLA
Via Dupré, 19



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