La Passione di Laura Curino all'Atir

Silvia Pizzi - 05.11.2010 testo grande testo normale

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Tags: passione, laura curino, atir, gabriele vacis

Un monologo autobiografico scritto sulla strada mentre, viaggiando e percorrendo nuove strade, si riscoprono i luoghi del passato.

Da mercoledì 3 a venerdì 5 novembre l'Atir ospita la “Passione” di Laura Curino, messa in scena attraverso un monologo autobiografico che l'attrice ha scritto sulla strada mentre, viaggiando per l'Europa e percorrendo nuove strade, ha avuto modo di ritrovare quelle vecchie: i luoghi del passato, quelli da cui si fugge ma che, per questo, assumono l'importanza solenne del “punto di partenza” in cui risiedono le radici e la memoria e da cui tutto ciò che è stato dopo ha avuto origine.
Ciò che questo spettacolo ci racconta è “la periferia di una città di periferia” di nome Settimo Torinese, dove il paesaggio è fatto da condomini tutti uguali e dagli scarichi delle industrie; dove si incontrano insegnanti emigrate appena diplomate, nubili e senza figli, che durano 15 giorni prima di essere ritrasferite, oppure donne che lavorano per iscriversi “ai corsi” - non importa di cosa, l'importante è che ci si possa innamorare dell'insegnante e alla fine andare a mangiare la pizza – o una vecchia balia un po' folle che si aggira in un parco raccontando storie in dialetto; dove l'assenza totale di stimoli è terreno fertile per la nascita di quella “passione” che la protagonista racconta e che si chiama “teatro”.

In uno spazio quasi sempre buio, che pare illuminato per lo più solo dalla luce di una candela, la Curino – tutta vestita di nero – avanza nel suo racconto offrendo al pubblico una pittoresca carrellata di personaggi, poeticamente descritti attraverso lo sguardo di una bambina goffa e dagli occhiali spessi, con una genuinità fatta in egual misura di malinconia e comicità.
A farlo è la sua voce, che simula echi per disegnare spazi aperti e poi si fa improvvisamente piccola. Che plasma sempre nuovi personaggi (tutti femminili) inanellando cadenze e dialetti diversi, legati con grande cura a livello drammaturgico e inframezzati dagli ingenui commenti di una Laura bambina che scopre il mondo proprio attraverso questo “itinerario dalla comunità alla solitudine” che è il racconto di una formazione del sé.

Il rischio, che sempre si nasconde nella natura stessa del soliloquio come composizione scenica, è quello della staticità; e infatti, nonostante la bravura dell'attrice nel dipingere storie attraverso le parole, “con un'abilità quasi bozzettistica”, dopo un po' il problema si avverte. Eppure non si fa quasi in tempo a pensarlo che la Curino prende la sua candela e lascia il palco, abbandonandolo nel buio, e si aggira tra il pubblico, lo interpella arrivando fino alle ultime file e fermandosi, poi, a continuare il suo monologa al lato della platea, mentre il suo viso – unico elemento che si può scorgere nell'oscurità, illuminato dalla debole luce della fiamma – diviene calamita da cui è difficile staccarsi.

Così scongiurato, lo stesso rischio si ripresenta però nella parte finale, proprio in corrispondenza della parte di storia che narra di uno spettacolo molto speciale, ossia quello che scatenò nell'autrice-attrice la profonda Passione per il teatro: un monologo conclusivo in cui l'uso del dialetto stretto e una lunghezza forse eccessiva mettono alla prova la concentrazione dello spettatore che, ad ogni modo, finisce però per rimanere ancorato fino alla fine alla storia.
Perché nonostante la staticità della regia, la Curino sa come gestire il suo pubblico, non parlando a lui ma con lui . Perché non ha mai dimenticato, in tutto questo tempo, come raccontare storie “imparate a memoria”: in quel modo speciale che un teatro di periferia seppe insegnarle molti anni fa.

“Passione” è in scena solo fino al 5 novembre, ma Laura Curino tornerà all'Atir dal 10 al 12 novembre con “L'età dell'oro”, per la regia di Serena Sinigaglia, e il 13 e il 14 novembre con Camillo Olivetti, diretto da Gabriele Vacis.

PASSIONE
di Laura Curino, Roberto Tarasco, Gabriele Vacis
regia Roberto Tarasco
con Laura Curino

- mercoledì 3 novembre - ore 20.45
- giovedì 4 novembre - ore 20.45
- venerdì 5 novembre - ore 20.45

Teatro Ringhiera
Via Boifava, 17
20142 Milano

M1 Abbiategrasso
TRAM 3, 15
BUS 79

BIGLIETTERIA
TEL. 02.84892195

INFO E PRENOTAZIONI
TEL. 02.58325578 / 02.87390039
(da lunedì a venerdì dalle 10.00 alle 18.00)


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