Ostaggi di Imperium al Palasharp di Milano

Maddalena Peluso - 03.07.2008 testo grande testo normale

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Tags: Fura dels Baus, Palasharp, Milano, Maddalena Peluso

Il nuovo successo internazione della Fura dels Baus, "Imperium" dal 30 giugno al 4 luglio 2008 a Milano , è uno spettacolo che ben si può definire di "linguaggio furero", basato su un'azione teatrale provocatoria ed estrema che si adatta all'architettura dello spazio che la ospita.

A mettere in allarme, divertiti e compiaciuti, sono quelli che alla "Fura" hanno già assistito: vestiti comoda, metti scarpe da ginnastica, lascia a casa bracciali e borse ingombranti.
Tanto drastici da sbigottire. E soprattutto spaventare.
La paura poi non può che assalire alla vista di un cartello dinanzi alla biglietteria del Palasharp di Milano che avverte che la "Fura" non si assume responsabilità per danni causati a cose e persone durante lo spettacolo, che i posti sono tutti in piedi, avvertendo di non appoggiarsi alle strutture di scena.
Ed anche a chi, sino a poco tempo fa, non smetteva mai di "pogare" ai concerti dell'Alcatraz, un pò di tensione sale.
Gli spettatori, massimo 1200 "per motivi di sicurezza", sono invitati ad accomodarsi nell'arena del Palasharp. I posti a sedere sono transennati, l'ambiente è completamente buio e la musica non ha affatto lo scopo di rilassare.
Il nuovo successo internazione della Fura dels Baus, “Imperium” dal 30 giugno al 4 luglio 2008 a Milano , è uno spettacolo che ben si può definire di "linguaggio furero", dove veramente non interessa al gruppo essere "messianici", nè esprimere una sola visione del mondo: quello che è importante è che tutto sia aperto, che il simbolo sia inserito nella scena.
Un concetto di "teatro urbano" che fin dall'inizio ha caratterizzato il lavoro del gruppo catalano, fondato del 1979, basato su un'azione teatrale provocatoria ed estrema che si adatta all'architettura dello spazio che la ospita.
Al centro dello studio questa volta c'è la rappresentazione metaforica dell'imperialismo, diviso in cinque scene, diversi stadi del gioco del potere fra oppressori e oppressi, paura, profezie, dominio fisico e mentale, trasformazione e sterminio.
Ed è così che al concetto primitivo di potere, forza dionisiaca e violenta, il pubblico, provocato con violenza, reagisce d'istinto, scoprendo lati oscuri del proprio carattere: "avete paura" urlano in coro le 16 guerriere senza tempo, tra proiezioni video, una gru di 5 m d'altezza, due torri mobili, e musica debordante. Il senso d'irrequietezza trasforma gli spettatori in una massa inerte, succube totale delle moderna crociata contro gli imperialismi culturali, impegnata a non lasciarsi "intaccare", fisicamente e psicologicamente, dalla cruenta lotta tra secchiate d'acqua, lanci di vapore, argilla, anguria e fughe mozzafiato fino allo sterminio finale. E ciascuno reagisce seguendo la propria natura, senza finzione, senza meditazione: c'è chi protegge la propria donna, chi fugge dal pericolo, chi indietreggia con risatina isterica, chi esce dalle transenne e preferisce guardarlo al sicuro, chi va via stizzito.
Sopratutto in seguito al contatto fisico, durante lo spettacolo. Poichè, spiegano gli attori della Fura: "siamo abituati a vedere lo spettacolo filtrato da uno schermo, quello della televisione in cui si percepisce l'arte lontana dalla esperienza sensoriale. Quello che noi cerchiamo di fare è recuperare questa vicinanza tra l'attore e il pubblico, o tra quello che si vuole esprimere e ciò che il pubblico sente dentro di sé.".
Una presa di coscienza sui modelli di potere, sul valore della diversità e sui rischi della standardizzazione affidata ad una scenografia scarna ma funzionale e ad un'azione geometrica ma capace di improvvisare.

Dal 30 giugno al 4 luglio 2008
PALASHARP
Via Sant'Elia, 33 - Milano
(MM Lampugnano)
La Fura dels Baus in
"Imperium"
ARTISTIC DIRECTION Jürgen Müller (La Fura dels Baus)
DRAMATURGY AND STAGE DIRECTION Jürgen Müller and Lluís Fusté Coetzee
MUSICAL COMPOSITION Martin Zrost
VIDEO Heimo Wallner
LIGHT DESIGN Jaime Llerins
SOUND DESIGN Marc Sarda
VIDEO TECHNICAL DESIGN Joan Rodón
SET DESIGN Alberto Pastor
COSTUME DESIGN Manuel Albarrán
CAST Florencia Galiñanes, Diana Kerbelis, Lola López Luna, Gádor Martín, Laura Ojer, Marta Roca, Montse Vidal


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