Riflessioni sull'odierno Pustinja al TdC

Maddalena Peluso - 23.10.2010 testo grande testo normale

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Tags: Ister Teater, Teatro della Contraddizione, Marco Maria Linzi, Maria Maddalena Peluso

Fino a domenica 24 il Teatro della Contraddizione mette in scena Pustinja 2010, il ritorno di Ister Teater con una riflessione sull'oggi: Pustinja (Deserto) 2010...

Una storia fatta di odio e di grazia, di confini da difendere... più o meno come quella di tutti i popoli.
dalle note di Pustinja 2010

Il genere è presto detto: globalna metafora.
Perchè a quelli del Teatro della Contraddizione piace cedere, e farsi clamorosamente beffa, delle “classificazioni” tanto care agli intellettuali teatrali.
Del resto, nella maggior parte dei casi, gli spettacoli qui ospitati sono decisamente incatalogabili e, cosa ben più importante, si prestano a numerosi livelli di interpretazione e lettura, divenendo così godibili e apprezzati da più tipologie di pubblico, dal giovane controcorrente alla coppietta conformista al primo appuntamento, dall'anziana professoressa all'appassionata di danze gitane.

Chiunque può così trovare la sua chiave interpretativa e abbandonarsi alle scelte artistiche del direttore artistico Marco Maria Linzi, dettate sempre da viscerale amore per il teatro e per chi lo fa con il cuore.

Perchè al TdC non vedrete mai artisti che non siano “totali”, sperimentatori di linguaggi alternativi e animati da passione e amore per quello che fanno.
Non fa eccezione il gruppo serbo Ister Teater che riporta nel piccolo ma accogliente spazio del TdC, in via della Braida, la versione 2010 di Pustinja, spettacolo che dieci anni fa debuttò al TdC in una delle prime Stagioni Sperimentali e che si proponeva quale metafora dei profondi e rapidi cambiamenti in Jugoslavia.

Una ricerca nata con Journey (Viaggio), profetico titolo per l'inizio di un cammino "non programmato" attraverso gli stravolgimenti dell'Europa Balcanica e proseguito con Damage (Danni), spettacolo nato durante i bombardamenti di Belgrado che, nell'intenzione di Ister Teater, non può essere che una “reazione immediata alla situazione storica e, così come è proprio del teatro, specifico rimando alla vita”.

E da Damage, non si poteva che arrivare a Pustinja (Deserto), fino a questo Pustinja 2010: se dieci anni fa il gruppo utilizzava lo scotch per recintare netti confini civili in un territorio desertificato, oggi lo utilizza per cingere con palloncini “tette e culi” delle tre attrici in scena, goffe e sofferenti in colorati tutù, con un gigantesco monoscopio come sfondo.

Una performance visivamente trascinante, fatta di azione e danza, “una riflessione sull'oggi” che con fisicità le attrici, contenute e solenni, sviluppano sul palco nudo: una corda, stavolta cedevole ed elastica – “un oceano senza vita che scorre via come i granelli di sabbia in una clessidra” - le avviluppa e sospinge mentre sullo schermo stazionano definizioni universali (Parola, Amore, Odio, Grazia, Ricordare).

Si può decidere a quale livello di lettura fermarsi: concentrarsi sulle azioni fisiche e sulla tecnica, individuare tutti i codici per tentare un “approccio semiologico” allo spettacolo, contemplarlo assorti pensando ad altro, come bambini dinanzi ai Teletubbies, abbandonarsi alle musiche – dall'Ambient ai suoni noise o balcanici fino alla cosidetta word music - di Nenad Jelić, coofondare di Ister Teater e già autore delle musiche per “Vollmond” di Pina Bausch e collaboratore di Goran Bregovič.


Dal 21 al 24 ottobre
Ister Teater
PUSTINJA 2010
drammaturgia Damir Vijuk
con Jelena Jovic, Danica Arapovic, Andjelija Todorovic
scene Ljubimir Todorovic
musiche Nenad Jelic
luci Aleksandar Milosavljevic
Teatro della Contraddizione via della Braida, 6 – 20122 Milano Tel. 02 5462155


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