I beati anni del castigo

Sara Trecate - 21.10.2010 testo grande testo normale

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Tags: beati anni del castigo, piccolo, studio, luca ronconi

Un monologo sulla profonda amicizia tra due educande in un collegio svizzero. Elena Ghiaurov regala una valida interpretazione, ma lo spettacolo non convince.

Una ragazza, il cui nome non conosceremo, racconta della sua adolescenza passata in un collegio svizzero. Accenna alle abitudini, alla disciplina, ai passatempi di quegli anni, ma ama soprattutto soffermarsi a parlare di una persona, una ragazza che ha conosciuto e che le ha cambiato la vita.
Si chiamava Frédérique, aveva 15 anni all'epoca del suo arrivo in collegio; era molto bella, intelligente, dallo sguardo fiero e il suo fascino colpì immediatamente la protagonista, da quel momento sempre più intrigata e ossessionata dalla nuova arrivata, desiderosa di farsi conoscere, apprezzare, amare da lei.
L'appassionata e profonda amicizia che si instaura fra le due educande offusca pian piano i ricordi della voce narrante, e i risvolti drammatici della vicenda saranno soltanto lasciati intendere, ma mai ben delineati.

Continuando il pregevole percorso nella letteratura contemporanea, Luca Ronconi mette in scena I beati anni del castigo, romanzo di Fleur Jaeggy, scrittrice svizzera classe 1940, adattandolo per la scena. Da sempre incuriosito dalla possibilità di tradurre per il teatro testi non drammaturgici, Ronconi si cimenta con un romanzo coinvolgente e duro, parzialmente autobiografico, trasformandolo in un monologo affidato a Elena Ghiaurov, fresca vincitrice del Premio Eleonora Duse 2010, attrice elegante e sensibile.

Ma di quella storia così intensa, nella messinscena ronconiana, restano poche tracce, lampi di emozione che lasciano spazio a lunghi momenti di perplessità. E la colpa non è certo della protagonista, che regala una valida interpretazione, emotiva e allo stesso tempo ben inquadrata nello spettacolo.
E' il tentativo di distaccare la vicenda dallo spettatore, che impedisce di addentrarsi nei risvolti del testo: non basta che l'attrice reciti un monologo di ricordi allontanando la vicenda nel tempo; anche lo spazio, una pedana bianca circoscritta da un basso cancelletto e delimitata sul fondo da un'infinita parete della stessa tinta, è reso indefinito.
Un'ambientazione simile, che paragona già dall'inizio il collegio ad un ospedale psichiatrico, preannuncia il tema della follia, da lì in poi sempre più insistente, ma la natura anti-spettacolare della regia rischia di impedire l'immersione nella profondità della storia.
Complice in tutto questo è poi la banalità di certi passaggi del testo, prevedibili e didascalici, quali l'insistenza su una velata omosessualità della protagonista.

Per saperne di più, giovedì 21 ottobre alle h 18 è in programma un incontro, dedicato a I beati anni del castigo, nel chiostro del Piccolo Teatro Grassi in via Rovello. Interverranno Luca Ronconi, Fleur Jaeggy, Leo Naholm e Maurizio Porro.


Dal 20 al 31 ottobre 2010
I beati anni del castigo
(Ed. Adelphi)
di Fleur Jaeggy
regia Luca Ronconi
luci Claudio De Pace
con Elena Ghiaurov
e con Federica Rosellini
e Maria La Falce
regista assistente Riccardo Massai
produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa
in collaborazione con Santacristina Centro Teatrale

Foto di scena Attilio Marasco

Durata: 1h 30 circa

PICCOLO TEATRO STUDIO EXPO
via Rivoli, 6
MM2 Lanza
Biglietteria telefonica: 848.800.304

BIGLIETTI
Platea:
Intero € 25,00
Ridotto card Gio/Anz € 20,00
Balconata:
Intero € 22,00
Ridotto card Gio/Anz € 17,00




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