I maestosi Demoni di Peter Stein

Sara Trecate - 24.05.2010 testo grande testo normale

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Tags: demoni, peter stein, dosevskij, hangar bicocca

Un capolavoro della letteratura russa, ventisei attori in scena, nove ore nette di spettacolo: una maratona teatrale per ammirare I demoni, l'ultima fatica di Peter Stein...

Ore 11 del mattino, Hangar Bicocca. Il suono di una campanella, agitata dal regista in persona, invita il pubblico a prendere posto in sala; poco dopo, è di nuovo Stein a pronunciare qualche parola di benvenuto, orgoglioso di presentare la propria opera e poi determinato nel chiedere il mantenimento di una certa disciplina per quanto riguarda orari e spostamenti di massa: inizia così la maratona teatrale dedicata alla messinscena de I demoni che si protrarrà sino alle 22.30 circa.

Ormai lontani appaiono i contrasti con lo Stabile torinese per questioni di budget: finalmente in scena per il grande pubblico, dopo le poche repliche dell'anno scorso realizzate in forma incompiuta nella tenuta umbra di Stein, resta solo il desiderio di godersi una indimenticabile giornata a teatro e di assistere alla produzione che già si è aggiudicata il Premio Ubu come miglior spettacolo.

Estesissima e complessa è la materia trattata dal romanzo di Dostoevskij che Stein non ha cercato di sintetizzare nel suo adattamento per la scena. Di fronte ai nostri occhi scorrono le vicende, o meglio le vite, degli abitanti di un'anonima cittadina della provincia russa attorno al 1870. In un Paese alla deriva, lo sconforto e il nichilismo sostituiscono ormai la fede religiosa e generano la proliferazione di demòni che, sotto varie forme, si impossessano di ognuno: si rintanano nell'ozio e nell'autocommiserazione a cui si è abbandonato Stepàn Trofìmovic, anziano letterato; sono nella cecità della “generalessa” Varvara Petrovna, influente aristocratica destinata a rimanere imprigionata tra le logore maglie del codice di comportamento e moralità che le aveva donato potere, ma che sta scomparendo; nell'indifferenza di suo figlio Nikolàj Stavrogin, disposto a sperimentare qualsiasi eccesso senza pensare alle conseguenze, spesso drammatiche; e ancora nella vuota utopia del circolo di rivoluzionari socialisti, guidati da Pëtr Verchovenskij, accecato da un ideale a cui nemmeno lui stesso crede più.

Decine di personaggi e di incontri, da cui scaturiscono discussioni su temi ricorrenti, quali la religione, la morte, l'amore, il futuro della Russia. Sono queste discussioni la forza di un romanzo in cui gli avvenimenti cruciali sono pochi, e Stein lo sa bene: i suoi Demoni sono costruiti con dei ritmi perfetti per lasciare il tempo agli spettatori di seguire i dialoghi e di comprendere le posizioni dei personaggi; ogni scena ha la durata ideale per un'agile comprensione, senza mai risultare tediosa. Il merito, oltre che di un esperto regista sensibile nei confronti delle esigenze degli spettatori, è di un cast eccezionale che restituisce limpidamente, con una recitazione incisiva e concreta, tutta la profondità dei temi cari a Dostoevskij.

Una scarna scenografia, giocata sui toni del bianco e del nero, arricchita da pochi essenziali arredi scenici, risulta poco appagante per la vista, ma lascia intelligentemente che l'attenzione si concentri sulle straordinarie interpretazioni dei ventisei attori, tra cui spiccano l'affascinante e austera generalessa di Maddalena Crippa, il bonario Stepàn di Elia Schilton, lo strisciante Pëtr di Alessandro Averone, la commovente Mar'ja di Pia Lanciotti, il luciferino Stavrogin di Ivan Alovisio, il torvo Kirillov di Fausto Russo Alesi (premio Ubu come miglior attore non protagonista).

Peter Stein, non nuovo a maratone teatrali simili, ha previsto due pause lunghe per i pasti principali più quattro brevi sparse durante la giornata, per non affaticare gli spettatori che infatti sembrano apprezzare le interruzioni, approfittando per rifocillarsi, rilassarsi al sole, osservare la curiosa struttura dell'Hangar Bicocca, scambiare due chiacchiere (principalmente teatrali), nel corso di una giornata che difficilmente dimenticheranno.


22-23 e 29-30 maggio 2010
Tieffe Teatro Milano e Wallenstein Betriebs-GmbH Berlin
in collaborazione con Napoli Teatro Festival
presentano
I DEMONI
da Fëdor Michailovic Dostoevskij
adattamento originale e regia Peter Stein
con Andrea Nicolini, Elia Schilton, Maddalena Crippa, Maria Grazia Mandruzzato, Ivan Alovisio, Alessandro Averone, Rosario Lisma, Fausto Russo Alesi, Irene Vecchio, Franca Penone, Pia Lanciotti, Franco Ravera, Paolo Mazzarelli, Paola Benocci, Graziano Piazza, Giovanni Visentin, Carlo Bellamio, Fulvio Pepe, Luca Iervolino, Riccardo Ripani, Armando de Ceccon, Matteo Romoli, Peter Stein, Nanni Tormen, Federica Stefanelli, Antonia Renzella
al pianoforte Arturo Annecchino, Giovanni Vitaletti, Massimiliano Gagliardi
assistenti alla regia Carlo Bellamio, Markus Stein
sarte Mariella Visalli, Daniela Petumia
musiche di scena Arturo Annecchino
scene Ferdinand Woegerbauer
costumi Anna Maria Heinreich
luci Joachim Barth

(foto di scena Tommaso Le Pera, Andrea Boccalini)

HANGAR BICOCCA
Milano, via Chiese 2.
Tel. 0236592544
info@tieffeteatro.it

BIGLIETTI
Prezzo 60€ (+ 2 di prevendita)

ORARI
Inizio spettacolo ore 11
Durata: 12 ore con sei pause (quattro di 15 minuti, due di un’ora per pranzo e cena)




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