tingiamoci di rosa: Piume di struzzo al Teatro Blu!
Giovanni Bertuccio - 19.05.2010

Tags: teatro blu, piume di struzzo, giovanni bertuccio, skenè company
Simpatico, esilarante il riadattamento dell'affascinante regista Claudia Negri de ''la cage aux folles'' di Jean Poiret..
Simpatico, esilarante il riadattamento dell'affascinante regista Claudia Negri de "La cage aux folles" di Jean Poiret. Piece teatrale che dal 1973, anno della sua composizione, ha conosciuto notevole successo testimoniato e confermato dai numerosi riadattamenti nel corso degli anni. Da "Il vizietto" di Edouard Molinaro nel 1978, all'omonimo musical del 1983 di Jerry Herman, per arrivare al remake cinematografico del 1996 di Mike Nichols col titolo 'Piume di struzzo', per concludere con una sorta di sintesi delle parti con l'edizione proposta dalla Skenè Company al Teatro Blu dal 15 al 19 maggio. Con il variare dei ri-adattameti l'opera non ha perso la sua freschezza rimanendo per le tematiche trattate estremamente attuale e contemporanea. A variare sono i contesti nei quali la storia si svolge: da Saint Tropez, città originaria nell'opera di Poiret, alla Florida del remake, fino a giungere negli affari nostrani e privati di una famiglia lombarda sui generis.
La storia ormai la conosciamo è quella di George e Albin, una coppia di omosessuali e proprietari della "Cage Aux Folles" (che in francese gioca sul doppio senso 'casa di pazze'/'casa di checche'), un locale di drag queen in cui Albin ha la parte di Satin, la prima donna. I due si amano e convivono da circa 15 anni.
Insieme hanno allevato il figlio di George, nato da una fugace notte di follie con Simone, madre assente e impegnata a fare 'carriera' fra le alte sfere e quindi poco incline al mestiere di mamma. La routine fatta di pagliette e spettacoli, di rosa e lustrini viene interrotta quando d'improvviso,di ritorno da un viaggio, il figlio di George gli annuncia la volontà di sposarsi.
Questa rivelazione comprometterà l'equilibrio domestico della strana coppia quando il figlio confesserà di temere il giudizio del futuro suocero sullo stile di vita del padre chiedendogli di recitare la parte di una famiglia etero chiedendo l'allontanamento di Albin e chiamando sua madre per dare una parvenza di normalità. Da qui si scatenano tutta una sorta di equivoci che vertono sulla figura di Albin prima donna sul palco cosi come nella vita inscenando un melodramma comico misto fra la sindrome di abbandono e la voglia di affermare se stesso. Non tralasciano di suscitare tenerezza sia nel pubblico maschile che femminile.
Lo spettacolo si rivela una commedia ben riuscita con attori (Michele Bottini, Luca Criscuoli, Anna di Maio, Claudio Gherardi, Elio Aldrighetti, Manuela Cattaneo, Sabra del Mare, Camillo Rossi Barattini, Francesco Meola, Vincenzo Maria) tutti inseriti bene dentro i personaggi, con una recitazione serrata ed incalzante dando prova delle loro doti di interpreti versatili e completi. Ogni gesto è stato attentamente studiato, per non parlare dell'attualizzazione in chiave lombarda con delle trovate comiche e ambigue come la provenienza natia di Giacob, l'estroso cuoco, sita a Vergate sul Membro!!
Ma cosa rende attuale quest'opera da decidere di farne una riedizione?
La trovata originaria è stata quella di vedere l'opera da un diverso punto di vista: quello omosessuale in contrapposizione al mondo minoritario eterosessuale, barboso ed incolore, privo di fantasia. Un capovolgimento di valori per poi affermare sempre gli stessi.
La gente prova ad ostentare una natura diversa, ma purtroppo o per fortuna, questa, per istinto, fuoriesce ugualmente qualunque sia la maschera che si indossa. Possono nascondersi genitori, i genitori posso vergognarsi dei figli ma di base resta il fatto che sia gli che gli altri, se si amano, tendono a desiderare la felicità di entrambi. Sia etero, sia gay, sia qualunque cosa, sperano nella stessa misura di abbia una sessualità 'ben definita' di trovare una persona che li ami per quello che sono senza bisogno di mentire o recitare una parte.
Una commedia con una traccia nascosta consistente, come d'altronde sono importati tutti i testi che la Negrin ha deciso di mettere in scena dal 2008, anno di fondazione della compagnia. Da vespasiano a Shakespeare, da Erasmo da Rotterdam a E. de Filippo.


