I sublimi pupazzi di Neville Tranter a IF Festival
Giulia Capodieci - 11.05.2010

Tags: teatro figura, Neville Tranter, Teatro Verdi
I meravigliosi pupazzi di Tranter capaci di scendere nelle profondità dell'animo umano attraverso pochi movimenti al Teatro Verdi...

Stuffed Puppet porta in scena per IF, festival internazionale teatro di immagine e di figura, Schicklgruber alias Adolf Hitler.
In una stanza cupa viene rappresentato lepilogo del dominio nazista: mentre alle porte di Berlino avanzano i soldati russi, allinterno del bunker del Furher in cui i pochi fedeli rimasti cercano di organizzare i festeggiamenti del suo 56simo compleanno. La rappresentazione degli utlimi giorni del bunker, con continui riferimenti a ciò che sta accadendo fuori porta a riflettere sui differenti comportamenti delluomo di fronte a situazioni estreme. Il pubblico spia tra le polveri della memoria, seguendo i protagonisti dellera nazista a cominciare da un Hitler, o Schicklgruber come il cognome del padre, isterico, confuso, disfatto eppure aggrappato con i denti alla sua idea di potere. Una ricerca nellanimo umano mai banale e condotta in modo da rappresentare tutti lati di personaggi molto studiati eppure poco approfonditi.
I pupazzi di Tranter animano la scena dotati di una presenza scenica tale da far impallidire numerosi attori in carne ed ossa. Esteticamente incisivi, curati fin nel dettaglio, con uninteressante mescolanza tra personaggi storici e simbolici, nei pupazzi di Tranter si intrecciano poesia e humour per scavare nei meandri della natura umana, portandone alla luce viscere, paure, incoerenze ma anche i sentimenti più puri da cui non è immune neanche chi commette crimini atroci.
Schicklgruber è anche il racconto della negazione, del tentativo costante di nascondersi la realtà, ricreandone una fittizia per non cedere alla paura o per non doversi chiedere "perchè?".
Neville Tranter non si limita a manovrare e dar voce ai pupazzi ma svolge anche la parte del servitore, presente ma quasi invisibile testimone delle discussioni tra i vari abitanti del bunker. Una soluzione registica estremamente efficace che non vuole solo dare un ruolo al manovratore per giustificarne la presenza in scena ma creare un collante tra i vari personaggi.
Tranter gestisce i compiti tecnici senza mai interrompere la tensione scenica e, sempre impeccabile nei cambi di registro vocale, riesce a restituire alla recitazione unestrema naturalezza lavorando sui più piccoli dettagli e impulsi.
Tra gli spettatori regna unattenzione totale, si alternano momenti di divertimento al silenzio concentrato, in una tensione crescente che piano piano si attacca alla pelle, mettendo in moto pensieri e domande.
Con Schicklgruber, si conclude ledizione 2010 del festival che, anche questanno ha ospitato artisti di grande valore che hanno scelto di misurarsi con larte del teatro di figura con tutta la maestria della tradizione ma alla continua ricerca di soluzioni innovative che raccontino la nostra contemporaneità.




