Una (mal)sana famiglia italiana al Pim
Sara Trecate - 10.05.2010

Tags: fine famiglia, animanera, pim spazio scenico, recensione
La compagnia Animanera in una farsa tragicomica sulla dissoluzione (?) della famiglia tradizionale. Fine famiglia al Pim dal 6 al 10 maggio.

Papà, mamma, un figlio e una figlia ormai grandi: un tipico nucleo familiare che si appresta a festeggiare il Natale. Ma stavolta il programma è diverso: dopo essersi sopportati per lunghi anni, l'odio reciproco è alle stelle, è ora di separarsi per sempre. E' una scelta consapevole e condivisa, che dimostra il coraggio di rompere con le tradizioni, di mandare a quel paese l'idea dell'indissolubile famiglia italiana.
Ma tra il dire e il fare...
Basta che la mamma metta una torta in forno e la golosità frena il desiderio di fuggire. Con la promessa un'ultima fetta e poi ognuno per la sua strada si aspetta che il dolce sia pronto, e nel frattempo ci si rinfaccia l'un l'altro i rancori di una vita. Con ritmo incalzante salta fuori tutto ciò che non ha funzionato in questa normale famiglia italiana in cui il figlio è sociopatico, la figlia sa solo inventare bugie, il marito tradisce costantemente la moglie, le crudeltà reciproche sono lo sport preferito.
Certo il tema non sarà dei più originali, ma la forza di Fine famiglia è il geniale testo di Magdalena Barile, diretto, amaro, cattivo, ma con tanta tanta ironia. E' la dimostrazione della possibilità di lavorare sugli stereotipi con freschezza e innovazione. Ogni aspetto della messinscena, infatti, rimanda ai luoghi comuni oppure è legato a tipiche esperienze fatte in famiglia: la mamma in grembiule da cucina, il Natale, Carosello, le canzoncine delle pubblicità che parlano di buoni sentimenti. Ma tutto è eccessivo e grottesco, e soprattutto immerso in un'atmosfera che diventa sempre più assurda: tutti dicono di voler andar via, ma nessuno ci riesce. Si aspetta la torta, un dolce Godot che stavolta, dopo accurata cottura, arriva e potrebbe finalmente liberare tutti. Invece no, dopo la torta ci sarà un altro pretesto, un altro imprevisto, e la via d'uscita sarà sempre più lontana. Barile riprende la metafora del non poter uscire, che da Bunuel (L'angelo sterminatore), passando per Emma Dante (mPalermu) è arrivata a rappresentare, dopo l'immobilità della classe borghese rintanata nei suoi riti e nelle sue tradizioni, dopo la sonnolenza del pigro Meridione, le catene della famiglia italiana che ancora oggi, nonostante ci si voglia convincere del contrario, sono impossibili da spezzare.
La semplice, ma efficace messinscena lascia al centro quasi sempre Lei, la figura cardine dello spettacolo, la mamma. Sempre indaffarata, con il suo strumento di potere sotto mano, quel televisore/forno capace di evocare anche il suo grembo in cui vengono intrappolati i vari membri della famiglia. E' lei quella calamita che impedisce ai figli di scappare, al marito di allontanarsi. Sarà la forza magnetica dell'amore, ma a dire il vero assomiglia più ad una forza demoniaca, e la versatile Debora Zuin sa infatti essere angelo e strega alternativamente: cucina pozioni magiche in un'enorme ciotola, lancia incantesimi sulla famiglia con le sue torte fatte di amore e scorzetta d'arancia.
La compagnia milanese Animanera in versione tragicomica, più comica che tragica, regala risate di gusto. Risate amare, per prendersi un po' in giro, osservando un affiatato cast con buoni tempi comici ironizzare sui soliti italiani mammoni.
Dal 6 al 10 maggio 2010
Compagnia Animanera
FINE FAMIGLIA
di Magdalena Barile
regia Aldo Cassano
con Debora Zuin, Natascia Curci, Nicola Stravalaci, Matteo Barbè
assistente alla regia Antonio Spitaleri
costumi Lucia Lapolla
allestimento scenico Petra Trombini
luci Fabio Bozzetta
elab. Audio Luigi Galmozzi
collaborazione Guido Buganza
PIM spazio scenico
via Tertulliano 68
tel. 0254102612
info@pimspazioscenico.it
BIGLIETTI
intero 15
ridotto convenzionati 12
under 25 10
over 60 7
tessera associativa 2
ORARI
Tutti i giorni ore 21



