Persone naturali e strafottenti al Franco Parenti
Barbara Risi - 24.04.2010

Tags: Vladimir Luxuria, Teatro Franco Parenti, Milano, Produzione Teatro Bellini
Nella Napoli delle tane fumose, il capodanno che nessuno vorrebbe vivere, né vedere...

Fino al 9 maggio al Teatro Franco Parenti, è di scena lo spettacolo Persone naturali e strafottenti, co-produzione di alto rango, Franco Parenti/Bellini.
Trama di forte impatto sociale ed emotivo, per una commedia a denti stretti.
Un trans, Mariacallas, prostituta di professione, diva di indole (impersonata dal popolarissimo ex - parlamentare/stella dello spettacolo Vladimir Luxuria), per organizzare un "incontro di lavoro" da lì a poco, notte di capodanno, si immerge nella tana sporca di Donna Violante (interpretata dalla bravissima Maria Luisa Santella), ex serva di un bordello che abitualmente le affitta il miserabile rifugio nei casi più estremi. Presi gli accordi, introduce nel tugurio due uomini: Byron, scrittore (Timothy Martin), e Fred, studente (Daniele Russo). Mariacallas in realtà, si scopre, ha solo sub-affittato il covo di Donna Violante ai due clienti, che si sono rivolti a lei per trovare un luogo lontano da occhi indiscreti per consumare il loro incontro fortuito, avvenuto tra voglie, alcool e follia, ma la bella trans, attratta dallo scultoreo Byron, nero dAmerica, gonfio di argomenti e di denaro, tenta di sedurlo e di rimanere con i due consumatori finali.
La vicenda si evolve tra quadretti grotteschi e lunghe pause di dure riflessioni, uno stracciato - più che spaccato - di vita, momentanea e contemporanea, dalla condizione intima a quella sociale, un tortuoso sentire del reale, causa di quella fuga nel peggio ancora, per toccare fondi bassi, giù, fino alla fine, oltre il reale.
Storie di prostituzione e di emarginazione dove pur si vive.
Un bel lavoro, questo di Giuseppe Patroni Griffi, diretto da Luciano Melchionna, godibile grazie ad attori efficaci ed alla verve comica ed ironica delle due attrici spumeggianti, ciascuna a modo proprio, Luxuria e Santella.
Denso di argomenti amari, lo spettacolo tra una risata e laltra, trova spazio per brillare tra i denti e fuori da essi, nel fumo della Napoli dei vicoli luridi in cui è ambientato, per mano ridondante dello scenografo Alessandro Marrazzo, argomenti che aprono parentesi immense di riflessioni e dialoghi, forse, a tratti un po poco naturali, ma certo si apprezza la ricchezza pesante, di linguaggio e di temi, se pensante, soprattutto oggi, in questo panorama di produzioni a vuoto, dove regna il nulla di norma, dove lalternativa, troppo spesso, sono chiacchiere mute su scene laccate, affinché di nulla si parli.
Ed è bello uscire da Teatro con lo stimolo di confrontarsi tra persone, perché un riflettore ha portato alla luce qualche sentore di realtà, a tinte forti impressionata, naturalmente, strafottendosene di chi lo preferirebbe spento.



