Al Teatro Libero il Vero West è solo per veri attori

Maddalena Peluso - 30.05.2008 testo grande testo normale

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Tags: Vero, West, Sam Shepard, Corrado D'Elia

Impegnativa e determinante prova d'attore per Corrado D'Elia e Jurij Ferrini, diretti da Sergio Maifredi che si confrontano dal 19 maggio al 14 giugno al Teatro Libero di Milano con il testo "Vero West" del commediografo statunitense Sam Shepard, vincitore del premio Pulitzer nel 1979...

Un caposaldo teatrale di Sam Shepard sui territori desertici e selvaggi della mente, l'ineffabilità della condizione umana che, in una notte, può capovolgere le certezze di una vita.
Impegnativa e determinante prova d'attore per Corrado D'Elia e Jurij Ferrini, diretti da Sergio Maifredi che si confrontano dal 19 maggio al 14 giugno al Teatro Libero di Milano con il testo "Vero West" del commediografo statunitense Sam Shepard, vincitore del premio Pulitzer nel 1979 e sceneggiatore di "Paris, Texas" con Wim Wenders e di "Zabriskie Point" con Antonioni.
Un'opera complessa, in cui rivive lo spirito del west e della "road culture", tanto cara a Shepard, sia nelle scelte linguistiche che narrative.
Un'opera che prende vita soltanto se supportata dal giganteggiare dei due attori, anima del dramma: due fratelli, figli della stessa terra ma posizionati su un’opposta idea di vita. L'uno scrittore di successo, sposato con figli al "Nord" (d'America s'intende), preciso e meticoloso nelle scelte personali e lavorative, l'altro disordinato e alcolizzato, da sempre in viaggio tra deserti e praterie, ladro di elettrodomestici che, a suo dire, "non fanno altro che rovinare la vita".
Ed è così che sulla scena, risolta con una zattera, 5X4m di palcoscenico rialzato, sospeso nel vuoto, fanno capolino il sempre preciso Corrado D'Elia, calzino lungo blu e giacca da camera, occhialini rotondi e recitazione un pò isterica e il genovese Jurij Ferrini, occhiali a specchio e pantaloni mimetici, maglia col buco e recitazione parecchio sporca.
Entrambi, per chi ne ha seguito la carriera artistica e professionale, appaiono un pò la caricatura, in senso buono s'intende, di loro stessi.
Il dramma, di beckettiana memoria, si compie quando in scena compare una produttrice cinematografica, rappresentata dalla fisicità un pò scomoda di Roberta Calia, simbolo del destino beffardo, interessata più alla vita vissuta di Ferrini che alle storie di struggente passione di D’Elia. Il suo ingresso nella felice soluzione scenica, in cui i pochi ma rintracciabili oggetti sono tutti funzionali alla narrazione, distrae gli spettatori dal confronto – scontro dei due protagonisti.
E' proprio Maifredi, direttore di Teatri Possibili Liguria, a spiegare che il testo, usato moltissimo per lavorare didatticamente con gli attori, "si costruisce intorno ai due personaggi posti al centro della trama: sia per le parabole inverse che percorrono, sia per una loro aderenza agli eroi classici della tragedia". Da qui appare coraggiosa e comunque affascinante la scelta di contrapporre due attori, entrambi giganti del teatro indipendente italiano, entrambi apprezzati negli ultimi anni per le originali e competenti regie teatrali, tanto diversi nelle scelte stilistiche quanto simili nelle esperienze professionali condivise.
Spiega il regista: "D'Elia e Ferrini sono abituati a costruirsi gli spettacoli intorno, la nostra scommessa è rinunciare "tutti un pò" a essere protagonisti assoluti e condividere sulla scena la forza dei compagni per amplificare la nostra, su un terreno comune d'azione e produzione di tre progetti su tre stagioni". Vero West è il primo lavoro del nuovo e particolare trio che, per ora, meriterebbe di riflettere ulteriormente sulle tecniche attoriali e registiche, per uscire definitivamente da quei clichè a cui ci ha abituato la recitazione televisiva da cabaret e su cui alla 30esima replica iniziano ad inciampare anche i grandi attori.
E se la scarsa corporalità di Ferrini è compensata da un'intensa e accorata recitazione che dà corpo alle parole, riempiendo la scena, D'Elia si lascia deconcentrare dal suo stesso ruolo di "scrittore di successo", fin troppo meticoloso nel seguire la "partitura" ritmica.
Interessanti le musiche originali di Bruno Coli, già collaboratore di Maifredi in "Esopo Opera Rock" che riprende il rumore delle macchine da scrivere per ribadire l'idea di una sceneggiatura scritta e riscritta.
Al termine dello spettacolo i due attori escono in fretta dal teatro: per strada somigliano fin troppo ai personaggi che hanno interpretato…

Vero West
di Sam Shepard
regia di Sergio Maifredi
con Corrado D'Elia e Jurij Ferrini

dal 19 maggio al 14 giugno – ore 21.00
Teatro Libero
Via Savona 10, Milano
Info e prenotazioni : tel. 02.8323126
www.teatripossibili.it
milano@teatripossibili.org


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