Bruto: la tentazione del totalitarismo al Teatroi
Lucia Mieli - 16.04.2010

Tags: bruto, teatro i, mor, quattro
Alessandro Mor interpreta un spettacolo che condensa l'essenza del Giulio Cesare shakespeariano in un'ora di grande teatro.

Alessandro Mor interpreta un spettacolo che condensa l'essenza del Giulio Cesare shakespeariano in un'ora di grande teatro.
Lo splendido Bruto della Residenza Idra/Teatro Inverso colpisce innanzitutto per l'icasticità ed essenzialità condivise dalla drammaturgia e dalla messa in scena: senza altro ausilio che un tavolo d'acciaio, un lenzuolo, un fondale bianco e poche luci usate in modo efficacemente espressivo Alessandro Mor e Alessandro Quattro riescono a restituire, in una sorta di sintetico ma fedele schizzo, tutta la complessità sia concettuale che emotiva della celebre tragedia shakespeariana.
L'intera vicenda viene ripercorsa attraverso il filtro della soggettività di Bruto che, forse già morto, ricorda in preda a una specie di lucido delirio il drammatico svolgersi degli eventi.
Il monologo inizia attraverso il tessuto di un lenzuolo che ricopre il corpo di Bruto disteso sopra un tavolo rettangolare, al centro di una scatola scenica totalmente bianca, che, per il suo igienico nitore, evoca un obitorio, o sala autoptica: e non a caso proprio in quest'ambiente il protagonista, attraverso la rievocazione delle vicende, cercherà di dissezionare gli eventi alla ricerca di un senso.
La recitazione è estremamente scorrevole, naturale ma non cinematografica,logica rispetto all'evolversi dei pensieri e delle intenzioni del personaggio, anche grazie ad un tessuto accuratissimo di micro-azioni sceniche che supportano il fluire delle parole, scandendone i toni, il ritmo e le pause.
Non mancano momenti di intensità drammatica e simbolica, segnati dall'uso magistrale ed essenziale della luce(di Stefano Mazzanti): basta, ad esempio, il semplice riverbero di un faro ambrato sulla superficie d'acciaio del tavolo a trasformare Bruto, durante il celebre discorso ai cittadini romani, in una maschera inquietante e malsicura (in gergo monster light, molto usata nel cinema noir anni '30).
Antonio compare solo come un'ombra mostruosa proiettata sul fondale, che inizialmente specchia e si confonde con quella di Bruto dall'altra parte del velo, a suggerire che i due personaggi non siano altro che le due facce della stessa medaglia.
I temi della democrazia, della tentazione della dittatura, delle regole sociali, della lotta tra idee che può approdare alla violenza o terrorismo vengono trattati in questo spettacolo di estrema attualità attraverso l'uso, rispettoso ma privo di infruttuosa pudicizia, di un grande testo classico, troppo spesso annicchilito da messinscene filologiche e noiose; Giulio Cesare, nelle mani di questi due giovani e brillanti attori, viene al contrario chiamato a rivivere pienamente, in tutta la sua immortale portata comunicativa.
Nota finale di gossip teatral-giornalistico: tutte le segnalazioni di questo spettacolo uscite sui maggiori quotidiani e giornali milanesi parlavano di una trasposizione televisiva della vicenda shakespeariana. Avendo visto lo spettacolo sono costretta a smentire: la tv non c'entra niente, a meno che non si intenda la trattazione dei temi della propaganda, della capacità persuasiva della retorica politica e del lavaggio del cervello, questioni, per altro, già ampiamente presenti nel testo originario.
12_15 aprile 10[ 9 pm ]
Alessandro Quattro / Alessandro Mor
BRUTO
di e con Alessandro Mor e Alessandro Quattro
luci Stefano Mazzanti
suoni Carlo DallAsta
in coproduzione con Residenza Idra Teatro Inverso
in collaborazione con Teatro i
TEATRO i
Via Gaudenzio Ferrari, 11
20123 Milano
www.teatroi.org
informazioni e prenotazioni info@teatroi.org tel. 02.8323156

