Santamaria si confronta con Koltes al Teatro Elfo Puccini
Maddalena Peluso - 16.04.2010

Tags: claudio santamaria, bernard marie koltes, teatro elfo puccini, milano
Un testo crudele e generoso, lucido e ricco di utopia messo in scena da Claudio Santamaria. Una difficile prova attoriale che si dimostra un'occasione sprecata...

Ci sono due ragioni che spingono il pubblico ad andare a vedere La notte proco prima della foresta al Teatro Elfo Puccini fino a domenica 25 aprile, al di là della fiducia che si ha nei direttori artistici Elio De Capitani e Ferdinando Bruni: ladorazione per il serratissimo e viscerale testo di Bernard-Marie Koltes e quella per il giovane attore, conosciuto ai più per il lavoro cinematografico, Claudio Santamaria.
E i fan dell'attore, alla prima milanese, nonostante farfuglino che il testo era davvero pesante e probabilmente inadatto ad un personaggio come Santamaria, non si dichiarano delusi dalla prova attoriale.
In una scenografia-installazione congelata e tagliente, ottimo lavoro di Loredana Longo, Santamaria si muove con finta sicurezza tra bidoni, impalcature cadenti, reticolati contorti e macerie edili, un scenario post industriale di una qualsiasi abbandonata periferia urbana.
Belle le musiche rock di Giuliano Sangiorgi dei Negramaro e di notevole impatto le luci, capaci di creare un efficace e glaciale contrasto in cui dovrà muoversi lattore, unica figura viva sulla scena, in nero impermeabile e volto pallido.
Il testo è senza dubbio complesso: un rapsodico inno allamplesso e alla latitanza, al fare le valigie, un inno allabolizione degli specchi, alle camminate sul marciapiedi, un inno allamore per ombre materne, per prostitute, per angeli in mezzo al casino, per compagni sotto la pioggia.
Ma già dalle prime battute, si percepisce chiaramente lestraneità di Santamaria, che pur tenta di indossare la maschera di un adolescente di taglia forte pasoliniana, allo spirito visionario e poetico di Koltès, scomparso 20 anni fa e ricordato nellambito della rassegna Face to Face - Parole di Francia.
La recitazione totalmente priva di sprazzi emotivi e cambi di tono che su un testo da interpretare tutto dun fiato, senza pause né punti è decisamente spiazzante - è quello che più colpisce: che sia voluto questa arida monotonia, questa mancanza di ardore e partecipazione che porta in breve tempo lo spettatore alla noia?
Difficile però comprendere la scelta del regista colombiano Juan Diego Puerta Lopez:
"E' un testo meraviglioso ha spiegato Santamaria in unintervista - perché l'interpretazione del suo significato può cambiare ogni sera e interpretarlo è stata una prova attoriale stupenda. Ho accettato subito di farlo perché ha una scrittura contemporanea fortissima, e poi mi ha permesso di sperimentare tantissime corde, sia emotive che fisiche, e di portarle all'estremo".
La prova attoriale delude però gli appassionati di Koltès e quel corpo scenico che si ingobbisce, si piega, soffre, si contrae non è assolutamente percepito: sembra che tuttto sia puntato sull'innegabile avvenenza di Santamaria che sfoggia un corpo perfetto ma che, aihmè, non riesce a utilizzare in alcun modo.
Le fan di Santamaria non si arrendono e a fine spettacolo urlano al capolavoro e ammirano il coraggio del loro idolo per aver portato in scena un testo così difficile da interpretare:
E veramente una scrittura geniale continua Santamaria in unintevista - e poi offre a un attore delle possibilità illimitate di espressione. Nel senso che ti permette di tirare tutte le tue corde allestremo e di usarne tantissime. Di usare veramente il tuo strumento, farlo fino in fondo
In Italia si fa sperimentazione e ricerca e cè tantissimo talento, come negli altri paesi, solo che non viene messo in evidenza. Noi non puntiamo su quello ma sempre sui soliti numeri e sulle cose sicure. Non si rischia per tirare fuori talenti, energie nuove.
Parole sante.
ELFO PUCCINI corso Buenos Aires 33, Milano Informazioni e prenotazioni: tel. 02/00660606 - Inizio spettacolo ore 21.30, domenica ore 17 Prezzi: Intero 25 , ridotto 16 , martedì 15 - www.elfo.org, info@elfo.org


