Edipo dallo psicanalista

Sara Trecate - 14.04.2010 testo grande testo normale

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Tags: edipo re, calenda, branciaroli, sofocle

La coppia Calenda/Branciaroli nuovamente alle prese con un classico intramontabile del teatro: dopo il Vita di Galileo di tre anni fa, è la volta di Edipo Re, al Teatro Strehler dal 13 al 30 aprile.

Un uomo seduto di spalle che non proferisce parola, accanto a lui un lettino su cui giace Edipo. I segnali sono inequivocabili, siamo nello studio di uno psicanalista. Edipo e la psicanalisi: vi dice qualcosa? Anche troppo... Eccessivamente semplicistica appare la chiave interpretativa del regista Antonio Calenda, intento a psicanalizzare Edipo dopo che molti altri l'hanno già fatto in passato.
Ai fini della messinscena, tuttavia, questa scelta porta risultati interessanti: Edipo si trova a raccontare ad una terza persona la sua storia, che è già accaduta, e che aspetta solo di essere rievocata. I singoli episodi e incontri sono ricordi della mente di Edipo, alcuni ormai sbiaditi, altri falsati, altri forse solo immaginati. Per questo il suggestivo impianto scenico di Bisleri permette ai personaggi secondari e al coro di apparire e sparire dietro veli neri semitrasparenti, rendendoli presenze lontane e intangibili.
Ma c'è un'altra curiosa conseguenza di questo racconto fatto a posteriori: si può credere che Edipo, già ad inizio spettacolo, presagisca le sue sventure e abbia paura di scoprire che è egli stesso la causa del suo male. L'interpretazione di Branciaroli va infatti in questa direzione: è un Edipo delirante, irascibile e impaziente, al contrario del coro di tebani, che si esprime con una recitazione sostenuta e solenne. Se ciò non bastasse, Calenda decide di far interpretare all'attore milanese anche le parti di Tiresia e Giocasta, “a dimostrare che nella sua carne si convogliano tutte le radici della colpa. Le radici dell'incesto, del parricidio”.

Con dei repentini cambi di scena e degli attacchi musicali spiazzanti lo spettacolo purtroppo procede a scatti: sarebbe auspicabile una leggera oliatura del meccanismo per rendere più fluida la successione degli eventi.
La scelta musicale di Germano Mazzocchetti, fra parentesi, ci sembra curiosamente evocare Psyco: riferimento voluto o no, c'è da dire che entrambi sono dei bei pastiche psicanalitici.
La messinscena è pressoché monocromatica, come quella del Galileo: mentre tre anni fa era il blu a dominare, oggi si gioca tutto sul nero. Ma l'effetto risultante, ringraziando le luci e le scene di Saccomandi e Bisleri in entrambi i casi, è opposto: Vita di Galileo aveva un respiro maggiore, era un'apertura alla conoscenza e al futuro; Edipo Re porta con sé l'efficace immagine dell'oppressione e della disgrazia imminente.

Al di là della storia, questo Edipo è di fatto un one man show in cui Branciaroli, che per altro se lo può permettere, regge lo spettacolo e manipola a piacimento la sua voce e i personaggi che interpreta. La sua passione per le imitazioni, che evidentemente non si era esaurita con il precedente Don Chisciotte, torna anche qui, ma in maniera (fortunatamente, verrebbe da dire) più discreta.


Dal 13 al 30 aprile 2010
EDIPO RE
di Sofocle
regia Antonio Calenda
traduzione Raul Montanari
con Franco Branciaroli
e Giancarlo Cortesi, Emanuele Fortunati, Gianfranco Quero, Alfonso Veneroso, Livio Bisignano, Tino Calabrò, Angelo Campolo, Filippo De Toro, Luca Fiorino, Luigi Rizzo
scene Pier Paolo Bisleri
costumi Stefano Nicolao
musiche Germano Mazzochetti
luci Gigi Saccomandi
coproduzione Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Teatro de Gli Incamminati e Teatro di Messina

Durata 1h 30 min

PICCOLO TEATRO STREHLER
Largo Greppi, 1
MM2 Lanza
Informazioni: info@piccoloteatro.org

ORARI
mar e sab: h 19.30
mer, gio, ven: h 20.30
dom: h 16

BIGLIETTI
Platea:
Intero € 32,00
Ridotto card Gio/Anz € 20,00
Balconata:
Intero € 25,50
Ridotto card Gio/Anz € 17,00
Biglietteria telefonica: 848.800.304

(foto di scena di Tommaso Le Pera)



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