Una polverosa Iliade al Teatro Studio...

Lucia Mieli - 12.04.2010 testo grande testo normale

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Tags: iliade, lo monaco, centanni, grecia

In scena fino al 18 Aprile al Piccolo Teatro Studio un museale monologo sull'Iliade interpretato con affettata impostazione da Sebastiano Lo Monaco.

In scena fino al 18 Aprile al Piccolo Teatro Studio un museale monologo sull'Iliade interpretato con affettata impostazione da Sebastiano Lo Monaco.


Un'ora e dieci minuti per una delle storie più emozionanti ed evocative della letteratura che, al di là di qualche piglio recitativo di indubbio lavoro, sembra ridursi in vocalizzi musicaleggianti, declamata esposizione, dizione accademica e alquanto polverosa, vacua declamazione del mito.
Ad essere raccontata, nella traduzione/versione della grecista (e non drammaturga) Monica Centanni, è una storia che manca di qualità teatrali.

L'Iliade, come tanti dei miti greci, è davvero un testo intramontabile, fuori dal tempo e dallo spazio, sempre in grado di smuovere e commuovere perché legato intimamente alla natura umana, a quei sentimenti e a quelle situazioni che ci rendono uomini. Essa parla di amore, di odio, di vendetta, di ansia di gloria, di amicizia, di famiglia (figli, padri, mogli, fratelli e il loro profondo legame).
L'Iliade narra anche del senso di limitazione che si prova di fronte all'irrompere del divino nelle nostre vite, nelle vesti di fato, provvidenza o mera casualità, a seconda delle interpretazioni. Tutto questo non tramonta, e l'Iliade, grazie al suo carattere archetipico e catartico, è sempre attuale.


Quello che rende lo spettacolo in questi giorni al Teatro Studio deludente è innanzitutto la recitazione, poichè trattandosi di una lettura scenica, tutto è necessariamente ipotecato sulla bravura dell'attore a farsi tramite del messaggio attraverso l'emozione.

Certo è che la scelta della lettura scenica non rappresenta necessariamente un limite affinché ciò accada: basti pensare a letture sceniche in grado di smuovere profondamente (Il Vicario, regia di Rosario Tedesco, per dirne una) o a monologhi rappresentati in situazione di totale staticità (La borto, di Saverio La Ruina) in cui la sola voce di un bravo attore sapeva farsi materia; fisica, dinamica, viva.

Lo Monaco, attore di grossa esperienza, finisce per perdersi in virtuosismo tecnico-vocale dando alla recitazione una marcata connotazione manieristica, dalla costruzione del dolore, al ritmo, ai toni fino alle smorfie e ai gesti teatrali.

A risollevare le sorti dello spettacolo sono senza dubbio gli stacchetti musicali dal vivo, eseguiti dall'ottimo Quartetto Archimede, pur echeggiante dei temi musicali di Troy, il film. br/>

Poca reazione da parte del pubblico del teatro Studio, impassibile e composta, sicuramebnte poco incline alla critica.

Che l'élite culturale italiana abbia perso la facoltà di sentire, oppure gli spettatori si aspettano che il teatro debba essere noioso?


Sin dalle prime uscite scolastiche (quando si ha la fortuna di avere un insegnante illuminato che porta le classi a teatro) si costringe i ragazzi a vedere messinscene di testi vecchi, fatti in modo vecchio: li si abitua alla noia. I pochi che proseguiranno a frequentare i teatri lo faranno per narcisismo culturale, mentre la più parte (giustamente) fuggirà da una forma spettacolare che hanno scoperto lontanissima dal loro sentire, e pertanto non interessante.

E su questo una critica dovrebbe interessare proprio la gente di teatro: non è solo la mancanza di finanziamenti che decreta la morte del teatro, ma anche questo tipo di direzione artistica che, specialmente nei grandi teatri stabili, lascia imperversare (guidati da non so quale logica, visto che la commercialità non li premia affatto) con produzioni muffe e stantie.
Lontane anni luce dalla sensibilità attuale. Sterili.


E' così che il teatro muore: perché il teatro fatto bene, quello che sa emozionare e comunicare all'uomo contemporaneo, affrontando i suoi temi con i suoi linguaggi, troppo spesso rimane relegato nelle salette di periferia. mentre al Piccolo spadroneggia Lo Monaco.


Teatro Studio
7 - 18 aprile 2010
Iliade da Omero a Omero
testo originale e montaggio Monica Centanni
con Sebastiano Lo Monaco
quartetto Archimede
laptop Dario Arcidiacono
musiche Dario Arcidiacono
produzione SiciliaTeatro


Il Servizio di biglietteria telefonica del Piccolo Teatro risponde all'848800304 (chiamata ad addebito ripartito) tutti i giorni feriali con orario continuato dalle 10.00 alle 18.45; la domenica dalle 13 alle 18.30 . Nelle festività il servizio è attivo dalle 10 alle 17 se è previsto uno spettacolo in giornata.

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