EgumTeatro in Aspettando Godot...
Lucia Mieli - 10.04.2010

Tags: Aspettando Godot, Beckett, Egumteatro
Fino all'11 Aprile al Teatro Out Off laLut/Egumteatro porta in scena Aspettando Godot in un allestimento che programmaticamente intende tentare di svecchiare la messa in scena del classico beckettiano.

Dal 6 all'11 Aprile al Teatro Out Off laLut/Egumteatro porta in scena Aspettando Godot in un allestimento che programmaticamente intende tentare di svecchiare la messa in scena del classico beckettiano.
Aspettando Godot - si legge nelle note di regia - di Samuel Beckett è un'icona della storia del teatro.
Un testo di rottura, di rischio artistico, di alto valore morale, con un immaginario che negli anni 50 ha indicato la strada da seguire e molti lhanno percorsa. Ma quella strada non è più percorribile. Sono passati 60 anni da quando è stato scritto (...)e quelle parole hanno perso la loro dirompente forza, la loro iniziale freschezza.
Tutto è stato gravato dalla monotonia di messe in scena, anno dopo anno, sempre uguali, a causa della decisione dellautore e dei suoi eredi di controllare non soltanto lintegrità delle frasi ma anche le ormai vetuste idee registiche presenti nelle didascalie. Questa comprensibile autodifesa (..) ha trasformato la novità in una noia sempre uguale e la vitalità di un tempo in morte museale.
Ecco la beckettiana rottura con la tradizione diventata negli anni una tradizione della rottura e a volte unautentica rottura tradizionale
Aspettando Godot si è trasformato in una mummia artistica (...)
Il nostro Aspettando Godot nasce da queste considerazioni. Non è detto che riusciremo a realizzare un buono spettacolo ma faremo del nostro meglio, nel rispetto delle norme contrattuali, per diminuire lo stato vegetativo in cui si trova da anni.
A partire da questo auspicio di infondere un alito vitale al testo mummificato di Beckett, i registi Annalisa Bianco e Virginio Alberti mettono in scena uno dei migliori Aspettando Godot degli ultimi anni, segnato da un ritmo rapido, sicuro e sferzante.
I due celeberrimi atti in cui non succede niente, per due volte scorrono fluidi e, insolitamente, rapidi, nel serrato botta e risposta tra un Vladimiro e un Estragone ( i davvero straordinari Martino Biagi e Francesco Pennacchia) che, una volta tanto, portano in scena la noia senza annoiare a morte il pubblico.
Nonostante la situazione paradossale dei protagonisti, la recitazione si distingue per la sua piena logicità in un naturalismo non di forma ma di sostanza che ci avvicina umanamente ai personaggi. Concorrono inoltre in modo determinante al ritmo della messinscena l'impostazione di una prossemica studiatamente dinamica ma mai illogica, e, soprattutto, il continuo cambio di prospettiva, grazie all'invasione frequente della platea (addirittura col ribaltamento nel secondo atto tra pubblico, seduto sul palco, e l'azione spostata di 180°).
Senza contravvenire le note registiche di Beckett, ma in qualche modo insinuandosi nelle parche zone d'ombra suscettibili di cambiamento, Lalut/Egumteatro riesce a insinuare qualche vento di interpretazione creativa: invece del tradizionale alberello smunto e scheletrico, ad esempio, troviamo una specie di montacarichi (strumento di una impossibile, quanto vana, aspirazione di ascensione al cielo, destinata a portare a nulla?); Pozzo (Francesco Pennacchia) ci travolge con un'istrionicità circense nel primo atto per poi stupirci nel secondo con un interpretazione di inquietante, reale, drammaticità, senza scadere, come è d'uso, nel grottesco; Angelo Romagnoli, contrariamente alla tradizione, pronuncia il monologo di Lucky in maniera perfettamente comprensibile e, pertanto, riesce a portare alla luce il segno della sua acuta e modernissima tragicità, la quale di solito va interamente perduta.
Tuttavia questa ricerca accorata, disperata a tratti, di modi per scardinare la morte cerebrale di questo testo, per quanto possa vantare dei risultati pregevolissimi, non riesce totalmente nel suo intento, e non per demerito di regia o scarso impegno.
Forse non si può davvero resuscitare un cadavere e Aspettando Godot è, tristemente, un testo di cui l'autore ha decretato la morte con l'imposizione di una vita sempre uguale.
In sessant'anni il mondo è cambiato radicalmente, come pure la sensibilità del pubblico e dell'umanità in generale: altri sono i temi che ci smuovono e altri sono gli strumenti per smuovere cuore e mente degli spettatori.
Il teatro muore, o così ci dicono, perché non è più in grado di parlare alla gente: il futuro è della televisione e del cinema o, addirittura, dei loro eredi di nuova generazione (tv interattiva?).
C sarebbe forse da domandarsi se la morte commerciale di questo mezzo non sia anche da imputare alla continua riproposizione (e in maniera allarmantemente sempre uguale) degli stessi testi, degli stessi classici, che ci ostiniamo a voler resuscitare, quasi che il teatro debba necessariamente essere rievocazione museale del teatro che fu.
Forse dovremmo deciderci a consumare il lutto e andare avanti.
Un allestimento da non lasciarsi scappare.
TEATRO OUT OFF
6 > 11 aprile
ASPETTANDO GODOT
di Samuel Beckett
laLut/Egumteatro
traduzione Carlo Fruttero
regia Annalisa Bianco e Virginio Liberti
con Martino Biagi, Sergio Licatalosi, Francesco Pennacchia, Massimiliano Poli , Angelo Romagnoli
regista assistente Amandio Pinheiro
produzione Egumteatro, laLut Centro di Ricerca e Produzione Teatrale, Festival Voci di Fonte
con il sostegno di Regione Toscana - Sistema Regionale dello Spettacolo
INFORMAZIONI
Prenotel. 02.34532140 - da lunedì a venerdì, dalle ore 10 alle 20
Botteghino aperto da lunedì a venerdì dalle 11alle 13 e nei giorni di spettacolo anche dalle 19.30;
il sabato dalle 11 alle 13 e dalle 16 (solo produzioni) oppure dalle 17
Prevendita: Ticketone info 02.392261; www.ticketone.it , www.happyticket.it
Biglietti: 16,00 Euro - costo prevendita e prenotazione 1,50 /1,00 Euro
Riduzioni: 30% under 25; 50% over 60 (Convenzione con il Comune di Milano)
Orari spettacoli: da martedì a sabato ore 20.45, domenica ore 16
Trasporti pubblici: tram 12/14
Accesso disabili: con aiuto
Teatro OUT OFF v. Mac Mahon , 16 - 20155 Milano
E-Mail: info@teatrooutoff.it; www.teatrooutoff.it


