Rewind: distruzione e ricostruzione al Teatroi
Giulia Capodieci - 09.04.2010

Tags: pina bausch, daria deflorian, antonio tagliarini, giulia capodieci
Un ritratto ironico e tagliente della cultura made in Youtube. Una performance sugli inizi, le fini, e gli intrecci tra i ricordi realmente vissuti e quelli di cui si sente parlare.

Danae Festival si sposta al Teatro i con una performance dellattrice e regista Daria Deflorian e il performer Antonio Tagliarini.
Rewind è una scena spoglia: due attori, la "sedia" di Pina Bausch e un intreccio di memorie e ricordi. Uno spettacolo in cui, con umorismo e naturalezza dissacrante, si cercano e si smontano le sacre macerie, quei grandi maestri cristallizzati in forme che non sempre rispecchiano i loro insegnamenti ma di cui tutti hanno qualcosa da dire o un souvenir da condividere.
Nellera della cultura made in Youtube e Wikipedia, in un mondo stanco dal troppo aver visto, dopo tanti discorsi, pur se appasionati e coinvolti, viene da chiedersi Ma tu, Caffè Muller lhai mai visto dal vivo?.
Il sottile gioco dello spettacolo sta nel raccontare Caffè Muller, uno degli spettacoli di Pina Bausch che ha profondamente scosso il mondo della danza contemporanea, dai due attori che, guardandolo al computer, cercano di trasmetterne la forza. Una telecronaca drammaticizzata di passi e coreografie, così semplici da risultate, se raccontate e non viste, banali.
La danza diventa unidea, un argomento di conversazione da cui prendono il via divagazioni più o meno attinenti, autobigrafiche o storiche. Si alternano frasi come Ma tu doveri l11 settmbre?, alle parole di Pasolini cercate in rete, fino ai tentativi di ricordare sequenze di 2001: Odissea nello Spazio, con unironia fine, rinforzata da una recitazione così naturalistica da rendere esattamente latmosfera delle quattro chiacchere tra amici.
I due performer (Daria Deflorian e Antonio Tagliarini) creano un sapiente potpourri culturale che fa pensare al libro di Branciardi Non leggete i libri, fateveli raccontare, satirico ritratto della cultura da bar e della mistificazione dei nomi rispetto ai contenuti.
Ai dialoghi, rompendo il clima generalmente ironico e comico, si alternano toccanti coreografie alla ricerca di forme che intreccino corpi e oggetti, che spesso restituiscono uno spiazzante impatto visivo, e la coreografia di danza classica eseguita da Vanessa Michielon, in tutù bianco e punte.
Rewind Omaggio a Caffè Muller di Pina Bausch è una performance brillante e sottile, che lascia un sapore amaro in bocca, la cui unica pecca è probabilmente la durata: i 70 minuti, anziché rafforzare la ripetizione, indeboliscono il messaggio.
Forse la scarsa alternanza di ritmi, che porta ad una sensazione di monotonia, è una scelta registica; tuttavia risulta molto difficile per uno spettatore seguire lo spettacolo fino alla fine restando concentrato. Ed è un vero peccato perdere un quadro così attuale e umano della nostra cultura. Del fragile equilibrio tra il fanatismo e la genuina riverenza per uomini, donne e fatti storici che superano le chiacchere e richiamano il valore dellessere realmente testimone di un evento, che, nella vita come in teatro, è la parte più profonda dellesperienza.



