PRESENZE2.0: il Filodrammatici fa spazio ai giovani
Silvia Pizzi - 24.03.2010

Tags: filodrammatici, notti bianche, dostoevskij, piccolo teatro
Due anime affini che nell'arco di quattro notti si incontrano, si avvicinano e sembrano riconoscersi: "Notti Bianche", il progetto dei Filodrammatici dedicato ai giovani diplomati delle accademie milanesi.
Tre coppie in scena, tre versioni dello stesso uomo e della stessa donna che si incontrano per la prima volta. Ecco come comincia Notti Bianche, 3 studi per una storia di 4 notti, al Teatro Filodrammatici fino al 28 marzo: sei attori che si lanciano domande e risposte da ogni angolo della sala, sezionando e ricomponendo alle orecchie del pubblico il primo dialogo avvenuto tra due anime dominate dalla forza della propria natura: lui quella del sogno, lei quella dellamore. Due anime per molti versi affini, che nell'arco di quattro notti, si incontrano, si avvicinano e sembrano - per un attimo - poter sfiorare insieme la felicità.
Quest'uomo e questa donna sono il Sognatore e Nasten'ka, protagonisti del celebre romanzo Le notti bianche di Dostoevskij, oggetto del bando di concorso PRESENZE2.0 concepito dal Teatro stesso per creare uno spazio da dedicare ad alcuni giovani talenti, diplomati nelle principali Accademie milanesi. Partiti dunque da uno stesso testo, i tre gruppi vincitori del progetto sono arrivati a realizzare uno spettacolo della durata complessiva di un'ora, ma suddiviso in tre parti di venti minuti ciascuna, lavorate separatamente e liberamente, ognuna secondo la propria metodologia, la propria tecnica, il proprio gusto, la propria poetica. E così, dopo il prologo di una prima notte corale, la messinscena prosegue con la seconda notte della regista Francesca Cavallo (proveniente dalla Paolo Grassi), interpretata da Paolo Ferraù e Giulia Viana (entrambi usciti dall'Accademia dei Filodrammatici), la terza notte, lavorata da Antonio Mingarelli insieme agli attori Marco Brinzi e Silvia Pietta (tutti e tre diplomati al Piccolo Teatro di Milano) ed infine la quarta notte, affidata al gruppo più eterogeneo, diretta da Alberto Oliva (Paolo Grassi) e recitata da Stefano Cordella (Filodrammatici) e Vanessa Korn (Teatro Arsenale).
"Nella seconda notte afferma Francesca Cavallo, il sognatore e Nastenka si raccontano e le storie narrate sono profondamente diverse l'una dall'altra: la biografia del sognatore è scandita dai suoi sogni e dalle sue sensazioni. La storia di Nastenka è invece una storia di vita vera, di una persona che vuole ad ogni costo proiettarsi in un futuro ragionevole e migliore.
Ma la scelta di far leva sulle debolezze e le vulnerabilità dei personaggi, analizzando le loro parole per trovare una chiave di accesso al testo e, in seguito, poterlo riportare nella maniera più fedele, non basta, a livello registico, per restituire il risultato sperato: gli attori, seduti per quasi venti minuti su una panchina, con movimenti ridotti quasi a zero, potendo contare solo sulle parole finiscono per sovraccaricarle di senso, addobbandole con troppo pathos e qualche sospiro di troppo.
"La terza notte spiega Mingarelli, è raccontata dal protagonista allinterno della notte successiva, una quarta notte fatta di angoscia, solitudine, disillusione. Fuori piove. Lormai consueto incontro fra i due protagonisti stavolta non può avere luogo. Cè una frattura da raccontare, uninterruzione forzata del sogno.
Seguono, dunque, venti minuti che si contrappongono ai precedenti con un effetto di segno opposto, ponendo meno enfasi sull'interpretazione attorale e lasciando più spazio alla costruzione registica: mentre gli attori parlano, una voce fuori campo agisce come una sorta di narratore onnisciente e numerosi bui sono usati per frammentare il normale flusso del racconto. Entrambi gli espedienti registici, però, che contribuiscono positivamente a ricreare questa frattura temporale, a lungo andare disturbano lo spettatore, impedendogli di percepire qualsiasi parola (sia quelle pronunciate dagli attori in scena che quelle registrate) e stancandolo con una serie di bui davvero troppo numerosi e ravvicinati.
La quarta ed ultima notte, infine, è costruita attraverso il concetto di gioco, intervenuto già in fase di lavorazione, mediante una serie di improvvisazioni volte a raggiungere la giusta spontaneità tra gli attori. Il gioco è infatti ritenuto dal regista Alberto Oliva una valida chiave daccesso a due anime che assomigliano a giovani artisti come noi, quando sognano, con giovanile ingenuità, di essere salvate dalla bellezza, quella bellezza che appare allimprovviso dura un attimo e poi svanisce". E in effetti, aiutati anche dal testo, che nella sua parte finale offre una serie di cambiamenti più interessanti, gli ultimi venti minuti di questo spettacolo sono quelli che sembrano girare meglio e che riescono a catturare maggiormente il pubblico (tanto che, nel momento in cui Nasten'ka deciderà di abbandonare il Sognatore per tornare dall'uomo che ama, qualche spettatrice commenterà sbuffando stizzita, un po' come si farebbe davanti a un film romantico senza lieto fine).
Frutto di un progetto estremamente apprezzabile, Notti Bianche, 3 studi per una storia di 4 notti si presenta tuttavia con un risultato difficilmente valutabile nel suo complesso, che lascia in bocca - più che il gusto di un vero e proprio spettacolo - il sapore, un po' acerbo, di tre compiti in classe che tentano di eseguire diligentemente la consegna.
Dal 20 al 28 marzo
PRIMA NAZIONALE
NOTTI BIANCHE
3 studi per una storia di 4 giorni.
da Fedor Dostoevskij
con Marco Brinzi, Stefano Cordella, Giacomo Ferraù, Vanessa Korn, Silvia Pietta, Giulia Viana
regia di Francesca Cavallo, Antonio Mingarelli, Alberto Oliva
TEATRO FILODRAMMATICI
via Filodrammatici, 1
tram 1 e 2
INFO
Tel 02-36595671
mail: info@teatrofilodrammatici.com
ORARI
Da Martedì a Sabato ore 21.00
Mercoledì ore 19.30
Domenica ore 16.00
Lunedì riposo
BIGLIETTI
Unico Mar/Mer/Gio 10,00
Intero Ven/Sab/Dom 15,00
Ridotto Ven/Sab/Dom 10,00
Under 18 6,00

