sguardo al femminile, e non solo, nelle arti performative: Danae Festival 2010
Giovanni Bertuccio - 23.03.2010

Tags: danae festival, teatro outoff, giovanni bertuccio, teatro i
Chi guarda è guardato. Chi guarda non sempre sa cosa vede. Chi guarda lo fa per la prima volta. Seguiteci tra le "dune"...
La riflessione sui linguaggi del corpo e la sua rappresentazione, l’interazione con il linguaggio del video e le più recenti tendenze della danza sono le poetiche che nella tradizione di Danae parlano soprattutto al femminile. Arrivato ormai alla dodicesima edizione il festival indaga e pone come filo conduttore la riflessione sullo sguardo: quello degli spettatori, chiamati di volta in volta ad ampliare e mettere in discussione la propria percezione e quello degli artisti in un gioco continuo di rimandi e rivelazioni.
Dal 25 marzo al 30 aprile il Teatro delle Moire, con il sostegno dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano, presenta un palinsesto vastissimo che durante questi dodici anni ha saputo evolversi indirizzando l’iniziale attenzione alla creatività femminile a un ambito poetico ed espressivo più ampio rivolgendosi alle diverse tendenze della danza e portando in scena nuovi linguaggi del corpo e le contaminazioni con altre forme d’arte. Da un linguaggio ad un altro, dunque, generando voluti spaesamenti: per primi quelli degli artisti disposti ancora a correre sul filo per aprire a nuovi orizzonti. Un discorso non solo sulla rappresentazione del corpo femminile, ma sulla invisibilità di categorie di persone, popoli, facce. Torna anche a farsi urgente la dimensione testuale quanto quella corporea alla ricerca di un intima relazione tra gesto e parola. Cosi facendo Danae vuole contribuire alla costruzione di un vuoto non di senso ma di spazio per una creazione che ha bisogno di ampio respiro.
Il cartellone è caratterizzato da molte prime nazionali e dalla presenza di artisti internazionali del calibro di Steven Cohen, artista di origine sudafricana ma di adozione francese. Performer straordinario che ha impegnato tutta la sua vita a fare luce lì dove le nostre coscienze non vengono mai condotte, creando una pittura digitale della vita sociale, a metà immaginaria e a metà orribilmente vera. Per la prima volta in Italia, presenterà a Milano due video (Cleaning time e Maid in South Africa) e una performance (Chandelier).
Un’altra prima nazionale è lo spettacolo del francese David Wampach, Auto, che mette a fianco un danzatore che non si muove a tempo di musica e un pianista che non accompagna una danza, isolati in scena come dal resto del mondo.
La sezione italiana affianca artisti conosciuti come Michele Di Stefano e la sua compagnia MK (che inaugura la rassegna con la prima milanese Speak Spanish) a compagnie giovani come Opera di Vincenzo Schino nata da una costola del Teatro della Valdoca, oppure spettacoli nati da incontri eclettici come quello avvenuto tra Daria Deflorian e Antonio Tagliarini che con grande ironia ci raccontano il capolavoro assoluto di Pina Bausch Cafè Müller.
Le produzioni di Danae per il festival vedono in scena il gruppo Garten di Giorgia Maretta e Andrea Cavallari cresciuto all’ombra del Festival e prodotto nel laboratorio LachesiLab oltre ai nuovi protagonisti del Progetto Ares i giovanissimi di Effetto Larsen.
LUOGHI
TEATRO OUT OFF Via Mac Mahon 16 [tram 12, 14]
TEATRO i Via Gaudenzio Ferrari 11 [MM2 P.ta Genova, Sant’Agostino – tram 2, 14 – bus 94]
LACHESILAB Via Porpora 43/47 [MM1/MM2 Loreto – tram 33]
COLONNE DI SAN LORENZO Corso di Porta Ticinese [tram 2, 3, 14 – bus 94]
sguardo al femminile, e non solo, nelle arti performative: Danae Festival 2010
sguardo al femminile, e non solo, nelle arti performative: Danae Festival 2010

