Sara Trecate - 10.03.2010
Niente politica, niente polemiche. L'aborto nelle parole sincere di una giovane donna del Sud, costretta a prendere una penosa decisione, dopo una vita di sofferenze. Una storia intima, personale e interamente femminile che solo lei, Vittoria, conosce e può raccontare. La femminilità pervade la scena, si insinua fra le parole, i suoni, i gesti; si fa prepotente e tinge di rosa anche il titolo, quella parola scomoda che non ha nessun motivo per essere maschile, e che qui diventa donna: La borto, al Crt dal 9 al 21 marzo.
Vittoria vive in un paesino della Calabria e da quando si è fatta signorina ha cominciato ad avere addosso gli sguardi avidi degli uomini del paese, di tutte le età, che le 'facevano le radiografie' con gli occhi. Per volere dei genitori si è sposata a 13 anni, con un mostro, un uomo 'brutto e sciancato' che l'ha resa madre sette volte prima dei trent'anni. Stufa di vivere anni che durano nove mesi, all'ottava gravidanza ha pensato di abortire.
Scena Verticale produce lo spettacolo, scritto e interpretato da Saverio La Ruina, attore di grande sensibilità, nuovamente in abiti femminili dopo il fortunato Dissonorata (Premio Ubu 2007 come miglior attore e miglior novità italiana). Un'altra storia del Sud, di un Sud maschilista e arretrato, in cui a dettar legge sono gli uomini e i loro desideri egoisti. Noncuranti di ciò che provano le loro mogli o semplicemente le donne che osservano stando seduti al bar, umiliano e opprimono, feriscono e reprimono. "Non è solo la storia di un aborto. [...] L'aborto ne è solo una delle tante conseguenze. Ma ne è la conseguenza più estrema."
Un monologo classico, di quelli con solamente una sedia di legno al centro del palco, di quelli che senza una solida tecnica e un'incisiva presenza scenica non puoi fare. Saverio La Ruina può.
Non sbaglia nulla nell'interpretazione: è una donna senza fronzoli, senza vocina acuta, ancora molto maschile nell'aspetto, ma basta un gesto delicato con la mano per farcelo dimenticare. La sua Vittoria ha una grande dignità, non si perde in inutili pianti, parla di sé con una trattenuta sofferenza, e con un pizzico di ingenuità che fa sorridere.
Nei racconti ci sono anche le sue amiche del paese, donne che condividono lo stesso destino, altrettanto disperate. E lo sguardo si amplia, la vicenda si fa corale, il racconto si fa più vivo. Il dialetto traccia i contorni di un mondo, l'interpretazione di La Ruina li riempie di colore.
Toccante il testo, che soffre però di alcuni squilibri: la vicenda conclusiva, ad esempio, con protagonista una nipote di Vittoria portata ad abortire nella insensibile Milano, occupa pochi minuti e rimane più uno spunto di riflessione, che una conclusione ragionata.
Ma La borto resta uno spettacolo da vedere: per riflettere, per commuoversi, per assistere meravigliati ad un'interpretazione garbata e soave.
Dal 9 al 21 marzo 2010
LA BORTO
di e con Saverio La Ruina
musiche composte ed eseguite dal vivo da Gianfranco De Franco
disegno luci Dario De Luca
produzione Scena Verticale
CRT SALONE
Via Ulisse Dini 7 - 20141 Milano
MM 2 Abbiategrasso
bus 79/88 - tram 15/3
ORARI SPETTACOLI
mar-mer-gio: h 21
ven h 21.30
sab h19.30
dom h 16
BIGLIETTI
Intero € 12
Ridotto giovani max 25 anni € 8
Ridotto convenzionati € 10
Ridotto anziani oltre 60 anni € 6
Tel. biglietteria: 02-89011644
Mail biglietteria: promozione@teatrocrt.it