Simbolismo di un sogno al Teatro Strehler

Maddalena Peluso - 10.03.2010 testo grande testo normale

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Tags: Sogno di una notte di mezza estate, Teatro Strehler, Luca Ronconi, Fausto Russo Alesi

Un Sogno in cui “non c’è spazio per sospiri o languori”, in cui l’amore non è più sentimento, affinità elettiva o corrispondenza di amorosi sensi ma istintiva causalità...

Un Sogno in cui “non c’è spazio per sospiri o languori”, in cui l’amore non è più sentimento, affinità elettiva o corrispondenza di amorosi sensi ma istintiva causalità, passione irragionevole e imprevedibile per la prima persona vista sotto la percezione alterata di gocce capaci di amplificare gli stati di coscienza.

Ritorna al Piccolo Teatro fino al 21 marzo il coinvolgente allestimento di “Sogno di una notte di mezza estate” con la regia di Luca Ronconi, abilissimo nell’evidenziare al pubblico i diversi livelli di lettura della commedia shakespeariana, ricca di simboli, allegorie, risvolti psicanalitici”: ci sono tempi e piani – spiega il regista 75enne - che si sovrappongono e incoerenze temporali: c'è un tempo per il mito, un tempo per il presente, il piano della realtà e quello dell'irrealtà e in teatro tutto ciò è possibile perché passato e presente, realtà e irrealtà possono coincidere. Le possibilità della sintassi teatrale sono estremamente libere”.

Tra la suggestiva “scenografia al neon” che è valsa a Margherita Palli il Premio Ubu 2009, in cui giganti e massicce lettere da computer, illuminate da A.J. Weissbard, non stanno soltanto ad indicare didascalicamente - si potrebbe dire “alla Brecth” - luoghi e simboli della vicende – ATENE, LUNA, FORESTA - ma “sono” la città, la luna e la foresta, diventando funzionali e reali al testo.

Un’opera, interpretata appunto da “un gruppo di giovani che scoprono i trucchi del teatro così come i loro personaggi quelli dell’amore”, capace di appassionare tutti: dai critici più severi ai giovani studenti che, fin dalla prima di venerdì 5 marzo, affollano vocianti e elettrizzati il foyer dello Strehler, intimoriti e spaventati da uno spettacolo lungo tre ore e venti, con un solo intervallo.
Ma tra fate dark e acrobatici folletti punk – splendidi i costumi dello stilista sardo Antonio Marras – e gli impacciati carpentieri, che mantengono le cadenze della regione d’origine degli attori, tutti ugualmente bravi, impegnati nella “tediosa tragedia” delle nozze di Piramo e Tisbe, resa in realtà esilarante dalla goffiggine degli interpreti (ha strappato l'applauso la performance di Fausto Russo Alesi, premiata con l'Ubu come migliore attore non protagonista) quel teatro nel teatro tanto caro a Shakespeare che fa della commedia un “capolavoro di equilibri, tra magia e realtà, amore e tradimento, aristocratici e popolo”.

Lo spettacolo, insignito del Premio Eti Gli Olimpici del Teatro 2009 come miglior spettacolo della stagione, ignora le epoche ed evidenzia la parola (agile la traduzione di Agostino Lombardo e Nadia Fusini) con luci di A.J. Weissbard, abilissimo a definire il contrasto tra il giorno, luminoso e reale, e la notte oscura e scintillante.
Sembra infatti sia proprio il tema del sogno, già affrontato con Calderon e Strindberg, ad interessare Ronconi, inteso quasi come luogo fisico in cui vivere esperienze segnanti (da qui le sovrapposizioni, utilizzate nel teatro elisabettiano, Teseo/Oberon, interpretati da Raffaele Esposito, e Ippolita/Titania capaci di agire nello spazio del sogno concretizzando le loro azioni nella vita reale nell’atto finale).

Da vedere senza esitazione, in attesa della primavera...

Teatro Strehler
dal 5 al 21 marzo 2010
Sogno di una notte di mezza estate
di William Shakespeare
traduzione Agostino Lombardo e Nadia Fusini
regia Luca Ronconi
scene Margherita Palli
costumi Antonio Marras
luci A. J. Weissbard
musiche a cura di Paolo Terni
con (in ordine di locandina) Raffaele Esposito, Elena Ghiaurov, Sergio Leone, Silvia Pernarella, Francesco Colella, Andrea Luini, Melania Giglio, Riccardo Bini, Francesca Ciocchetti, Giovanni Crippa, Fausto Russo Alesi, Gabriele Falsetta, Gianluigi Fogacci, Andrea Germani, Marco Grossi, Clio Cipolletta, Stella Piccioni, Sandro Pivotti
e con Jacopo Crovella, Mario Fedeli, Antonio Gargiulo
produzione Piccolo Teatro di Milano - Teatro d'Europa
Informazioni e prenotazioni
Servizio telefonico 848.800.304
(max 1 scatto urbano da telefono fisso)


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