Storie di immigrazione nel quartiere Niguarda
Sara Trecate - 05.03.2010

Tags: servi, teatro della cooperativa, mohamed ba, marco rovelli
Essere clandestino in Italia: cinque storie di quotidiana sofferenza. Servi al Teatro della cooperativa dal 3 al 14 marzo.

Cinque episodi. Protagonisti sono altrettanti immigrati clandestini ritratti nella loro quotidianità. Una quotidianità che significa lavoro nero, sfruttamento, ricattabilità, incertezza sul futuro, mancanza di riconoscimento sociale.
C'è una sola parola per definire questa 'normalità': servi
Marco Rovelli, giornalista e cantautore, ne ha incontrati tanti di questi servi prima di pubblicare le testimonianze raccolte in un libro e prima di scriverne, con Renato Sarti, la versione teatrale. Al Teatro della Cooperativa, due giorni dopo lo sciopero degli stranieri che il primo marzo ha coinvolto numerose città italiane, debutta Servi, uno spettacolo a metà tra il teatro di narrazione e il teatro-canzone che condanna senza mezzi termini il comportamento xenofobo di molti italiani e l'intolleranza nei confronti degli immigrati da parte delle istituzioni del Belpaese.
Nonostante la saggia scelta di non strumentalizzare le storie (tragiche) raccontate per muovere a compassione, stando seduti in platea non si può non avvertire una morsa allo stomaco e un crescente senso di vergogna.
In scena, insieme a Rovelli, c'è Mohamed Ba: educatore, mediatore culturale e, particolare non secondario, valido attore, incaricato di esporre vicende a lui molto familiari (avendo vissuto la condizione di clandestinità sulla sua pelle), operazione che aveva già sperimentato nel suo monologo Invisibili.
Con evidente commozione, Ba entra nei panni di cinque immigrati e ci racconta le loro storie, prima di aggiungerne una sesta, quella che lo riguarda in prima persona, e anche quella che espone con maggior serietà: nel maggio del 2009 l'attore è stato accoltellato a Milano da un ignoto aggressore. Più delle coltellate, dice Ba, ciò che lo ha ferito è stata l'indifferenza di una città che lo ha lasciato per un'ora sanguinante in mezzo alla strada.
E la vergogna sale.
Prezioso nei contenuti, ma teatralmente povero, Servi ha un sapore troppo artigianale.
Gli episodi narrati si alternano alle canzoni di Rovelli in una successione meccanica con i tempi tutti da aggiustare. La presenza di Rovelli anche in qualità di attore, giustificata dal desiderio di sottolineare la paternità dell'opera, lascia molti dubbi, soprattutto alla luce della sua traballante prova attorale.
Di poca sostanza è anche la regia di Renato Sarti, che in uno spazio semi-vuoto lascia gli attori quasi immobili e non si sforza, se non nell'episodio Le macerie, di trovare soluzioni visive coinvolgenti per arricchire la messinscena.
Dal 3 al 14 marzo 2010
SERVI
Di Marco Rovelli e Renato Sarti
Con Marco Rovelli, Mohamed Ba
Musiche in scena di Marco Rovelli (chitarra e voce), Lara Vecoli (violoncello) e Davide Giromini (tastiere e fisarmonica)
Regia Renato Sarti
con il sostegno di Lunatica
Si ringrazia lAssessorato alla Cultura di Pontremoli
TEATRO DELLA COOPERATIVA
via Hermada, 8
Tel. 02 64749997
Fax 02 6420761
info@teatrodellacooperativa.it
ORARI
Martedì sabato ore 20.45
Domenica ore 16.00
Lunedì riposo
PREZZI
Intero 15
Ridotti/convenzioni da 12 a 8
Ridotto under 26 e scuole di teatro 8
Ridotto over 60 e card 9 7.50



