Sara Trecate - 25.02.2010
Una Locandiera tra passato e presente. Le Belle Bandiere presentano al Teatro Carcano una versione del celebre testo goldoniano in cui è indubbiamente presente il Settecento (nei costumi, negli arredi scenici, oltre che nella trama e nei caratteri), ma in cui si percepisce anche un distacco critico, un occhio moderno attraverso il quale è filtrato il mondo di Mirandolina e degli avventori della locanda.
Lo spettatore di oggi inevitabilmente vede i personaggi goldoniani come immagini irreali e stereotipate, non riconoscendole più come quotidiane: la messinscena è quindi ricca di accorgimenti che svelano la doppia natura dei protagonisti, reali presenze nella Firenze settecentesca e immagini riprodotte (e caricaturate) di se stessi. L'impianto scenico va in questa direzione, generando l'impressione di guardare la vicenda come se fosse il soggetto di un quadro: le quinte ben in vista incorniciano la scena e il fondale, su cui sono proiettati giochi di luce, evoca elementi paesaggistici quali cieli, mari, tramonti. Le luci e i colori sono certamente uno dei pregi di questo spettacolo sempre in bilico tra naturalismo e astrattismo, in un mix efficace e di grande finezza.
Degno di nota è poi il gioco sui generi teatrali, che sfrutta la danza, il teatro di figura (ombre e marionette in particolare) e la pantomima per creare immagini e proporre nuove interpretazioni.
L'introduzione dello spettacolo, ad esempio, con le ombre che emergono dal buio e gli attori in carne ed ossa che pian piano si sostituiscono alle ombre, è un meraviglioso viaggio a ritroso attraverso il quale si vanno a ripescare immagini di un mondo lontano.
Una musicalità quasi impercettibile guida lo spettacolo dall'inizio alla fine, ed è uno degli aspetti più sorprendenti: è ovunque, nel ritmo, nel gioco di sguardi, nei movimenti (talora morbidi, talora meccanici), nella creazione di tableaux immobili, nel suono dei dialetti, nel cigolio di una nave immaginaria, che si porta alla deriva nobili e servitori, fragili figure che restano ormai in vita solo nel nostro immaginario.
A preservare la freschezza e l'ironia del testo pensano soprattutto il Marchese di Forlipopoli (Gaetano Colella) e Fabrizio (Roberto Marinelli), figure simpatiche e ben costruite, mentre gli altri ospiti restano non approfonditi a sufficienza. Purtroppo lascia a desiderare anche la Mirandolina di Elena Bucci, la quale, se nel ruolo di regista ha raggiunto risultati lodevoli, nella recitazione non sceglie la strada migliore: la sua locandiera dalla vocina acuta è troppo svampita e perde quella consapevolezza e maturità che si era guadagnata grazie ai preziosi studi goldoniani novecenteschi.
Volendo essere pignoli si notano anche diverse astuzie fastidiose utilizzate per chiamare una risata facile sfruttando il registro del ridicolo, e alcune scelte musicali non proprio azzeccate (l'utilizzo dell'opera lirica è decisamente stridente: nonostante la sua popolarità nel Settecento, appartiene ad un universo teatrale molto lontano dalla Locandiera). Particolari perdonabili, lo spettacolo merita di essere visto.
Dal 24 febbraio al 7 marzo 2010
LA LOCANDIERA
di Carlo Goldoni
progetto di Elena Bucci e Marco Sgrosso
regia di Elena Bucci
con Elena Bucci, Marco Sgrosso, Daniela Alfonso, Maurizio Cardillo, Gaetano Colella, Nicoletta Fabbri, Roberto Marinelli
disegno luci Maurizio Viani
datore luci Matteo Nanni
suono Raffaele Bassetti
CTB - Teatro Stabile di Brescia
Le Belle Bandiere
con il sostegno del Comune di Russi
TEATRO CARCANO
Corso di Porta Romana 63
Metropolitana Linea 3: Crocetta
Autobus: 77 e 94
Tram: 16 e 24
ORARIO SPETTACOLI
Feriali: 20,30
Domenica: 15,00
Lunedì riposo
BIGLIETTI
Intero: € 34, € 25
Ridotto studenti: € 15, € 13
Ridotto over 65: €17, € 14