Tra musical e operetta: My fair lady al Carcano

Stefano Vanelli - 21.02.2010 testo grande testo normale

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Tags: fair, lady, Loewe, Broadway

Abbati riporta al Carcano un grande classico firmato Frederick Loewe, in cui cantare, sognare, danzare e amare divengono le parole d’ordine.

Al Carcano fa ritorno un grande classico, in cui cantare, sognare, danzare e amare divengono le parole d’ordine. Dal capolavoro di Frederick Loewe una messa in scena frizzante e vivissima, dove a farla da padrona è la grande abilità vocale degli interpreti. Da vedere per trascorrere una serata magica.

My fair lady è in scena al Teatro Carcano dal 18 al 21 febbraio, per la regia e l’adattamento di Corrado Abbati, che con la propria compagnia ne ripropone un nuovo allestimento in esclusiva per l’Italia, su licenza delle Edizioni Tams-Witmark di New York.

Il più “operettistico” dei compositori di musical nasce a Vienna ed è figlio di un cantante d’operetta. Lo spettacolo, una delle massime produzioni di Broadway, debuttò ufficialmente al Mark Hellinger Theatre di New York il 15 marzo 1956. Dietro al suo successo, una felice e fortuita intuizione: Gabriel Pascal, produttore e regista rumeno trapiantato in Gran Bretagna, conquistatosi la fiducia dell’irascibile George Bernard Shaw, nel 1938 si era visto da lui stesso affidare la commedia Pigmalione per trarne un film.

L’opera, prodotta dallo stesso Pascal, con protagonisti Leslie Howard e Wendy Miller, ebbe un tale successo di critica che Shaw cedette i diritti cinematografici anche per altri suoi due testi (Il maggiore Barbara e Cesare e Cleopatra), diretti da Pascal nel 1941 e nel 1945. Sull’onda del trionfo ottenuto, il regista iniziò a pensare il Pigmalione in chiave di musical. La leggenda vuole che Alan Jay Lerner e Frederick Loewe fossero i primi cui venne proposto il progetto, benché in realtà Pascal contattò numerosi altri autori.
Dopo diverse peripezie, nel 1954 il progetto Pigmalione prese forma (il titolo My fair lady verrà trovato al momento di stampare i manifesti per il primo giro di recite) e Lerner riesce ad assicurarsi il protagonista ideale nella persona di Rex Harrison e a contattare per il ruolo della diciottenne Eliza Doolittle la quarantunenne Mary Martin. Il materiale non piacque però all’attrice, e gli autori, alla ricerca di una nuova protagonista, incrociarono fortunosamente il cammino di un’incantevole diciannovenne inglese che stava trionfando a Broadway nel musical The boyfriend: Julie Andrews. La compagnia si riunì per le prove - che saranno lunghe, faticose e soprattutto tempestose - sotto il controllo del regista Moss Hart. Già alla seconda canzone lo spettacolo si ferma per gli applausi, e altre interruzioni entusiaste costelleranno la recita. Alla fine, una delle più lunghe ovazioni finali della storia del musical, e a New York l’entusiasmo sarà ancora maggiore.
My fair lady vincerà i Tony Awards dell’anno per il Miglior Musical, Miglior Libretto (Lerner), Musica (Loewe), Regia (Hart), Coreografie (Hanya Holm), Produzione (Herman Levin), Scenografie (Oliver Smith), Costumi (Cecil Beaton), Attore Protagonista (Harrison); avrà 2717 repliche a New York e l’edizione londinese, con gli stessi interpreti, ne avrà 2281.

Nella prefazione al Pigmalione, come spiega Abbati, Shaw la presenta come una commedia didattica sull'esistenza e l'importanza della fonetica. Pigmalione però è parola, My fair lady è musica ed allora l'attenzione, il baricentro di questo adattamento si sposta e si interessa non tanto ai conflitti dialettici bensì a quelli dei personaggi. Certo, si prende atto dell'esistenza della fonetica e della possibilità di far parlare una fioraia come una gran dama, ma per dimenticarsene ben presto e potersi così abbandonare alla "favola possibile" di Eliza, tifare per lei ed attendere il lieto fine. Il ritmo si fa allora più serrato, il dialogo brillante, ricco di aforismi e battute spiritose, i costumi ricchi, eleganti, raffinati, i movimenti corografici energici e corali, capaci di amplificare ora i momenti burleschi ora quelli romantici. E su tutto, la musica di Frederick Loewe, sentimentale e romantica, briosa e trascinante, sempre vitale.



Dal 18 al 21 febbraio 2010
MY FAIR LADY
di Frederick Loewe
Compagnia Corrado Abbati

TEATRO CARCANO
Corso di Porta Romana, 63
MM3 Crocetta
Tram 16/24, bus 77/94

ORARI
Tutti i giorni: ore 20.30
Domenica: ore 15.30

ACQUISTO E PRENOTAZIONI
Tel: 02.55.18.13.77

BIGLIETTI
Poltronissima intero: Euro 34
Balconata intero: Euro 25
Poltronissima ridotto (over 65, CRAL, residenti fuori Milano, gruppi, biblioteche, insegnanti) : Euro 22
Poltronissima ridotto over 65 residenti a Milano e insegnanti con gruppo studenti: Euro 17
Poltronissima ridotto studenti: Euro 15
Balconata ridotto (over 65, CRAL, residenti fuori Milano, gruppi, biblioteche, insegnanti) : Euro 17
Balconata ridotto over 65 residenti a Milano e insegnanti con gruppo studenti: Euro 14
Balconata ridotto studenti: Euro 13

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