Valentina Castellano Chiodo - 19.02.2010
Cyrano de Bergeraq sta a Parigi, come Cirano D'Elia sta a Milano.
Il rapporto funziona da ben 13 edizioni ed è diventato un successo consolidato per il Teatro Libero e per il suo regista e protagonista Corrado d'Elia.
Oltre 150 mila spettatori, più di mille repliche in tutta Italia in circuiti istituzionali e indipendenti, 12 attori in scena (giovani e meno giovani) che funzionano caricando di enfasi la commedia-tragedia. E per questa edizione 2010 oltre 130 minuti di spettacolo e non uno, ma ben 2 teatri per le rappresentazioni: dal 18 Febbraio al Teatro Libero e dal 4 Marzo al Teatro Franco Parenti.
Il personaggio creato da Edmond Rostand rivive, ma senza le sue immancabili rime, grazie al testo e alla riscrittura in prosa di Franco Cuomo e naturalmente di Corrado D'Elia.
La storia è sempre la stessa, l'intensa e struggente storia d'amore che lega tre cuori: un bel moschettiere senza lirica, la dolce Rossana, libera e incantata e un poeta di versi e di spada, che soffre la solitudine e la derisione per un aspetto poco aggraziato.
Questo Cirano de Bergeraq, perde la y e i costumi d'epoca e guadagna in ironia e modernità, coinvolgendo il pubblico e le quattro mura del teatro.
Corale, dinamico, coreografico, incalzante se parliamo per aggettivi, come quelli che Cyrano va ricercando per il suo nasone da record.
"Perché mi guardate il naso? E' davvero così fenomenale? E allora perché non guardarlo?", queste le parole che vuole la tradizione del guascone. Arriva però quella ventata di progresso, con un bacio coronato dalle note di Rod Stewart, con le risa gridate e amare che sospendono certi significati, con una scena che si smonta e rimonta come il gioco d'incastri che lega uno strano triangolo di lettere e credenze, di segreti e catastrofiche verità.
Il poeta D'Elia, abile spadaccino e affabulatore crea la ballata nel duello; il suo naso di lattice, ora proboscide odiata di Cyrano, ora simbolo di bruttezza e diversità, diventa leggero come le piume che scrivono su fogli di carta i 7 consigli per violare l'azzurro, leggero come bolle di sapone.
In scena ci sono anche Monica Faggiani, Andrea Coppone, Alessandro Castellucci, Gustavo La Volpe, Marco Brambilla, Stefania Di Martino, Dario Leone, Antonio Giovinetto, Stefano Pirovano, Marco Caporale, Valentina Grancini: in sintonia e con i ritmi sostenuti, energici e armonici.
"Anteporre i doveri mondani alla poesia? No grazie! Grazie, NO!" e nemmeno dimenticare il teatro Libero che si fa sperimentazione continua e passione costante, anticonformismo e possibilità concreta di reagire aggrappandosi alle proprie scelte e verità.
In tutta sincerità viene voglia di unirsi al gruppo e indossare un bel naso grande.
Dal 18 febbraio al 7 marzo 2010 (dal 4 al 7 marzo al Teatro Franco Parenti)
Compagnia Teatri Possibili
CIRANO DI BERGERAC
di E. Rostand
regia di Corrado d'Elia
Assistente alla regia Luca Ligato
Scene Fabrizio Palla
Luci Alessandro Tinelli
Fonica Fabrizio Fini