Aperto per Mafia: Giulio Cavalli e la “catastrofe benvenuta”

Lucia Mieli - 14.02.2010 testo grande testo normale

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Tags: Giulio Cavalli, Dari Fo, 23 pallottole, mafia

Dopo il ritrovamento di 23 pallottole intimidatorie Giulio Cavalli continua ad intermittenza lo spettacolo di Giulio Cavalli al Teatro Oscar...

Dopo il ritrovamento di 23 pallottole intimidatorie continua ad intermittenza al Teatro Oscar lo spettacolo di Giulio Cavalli: soltanto altre 4 repliche (il 28 e il 29 febbraio e il 2 e 3 marzo 2010) per chi proprio non se lo vuole perdere...


Fa piacere vedere la sala, se non gremita, senz'altro piena al piccolo Teatro Oscar.
“Apocalisse rimandata, ovvero benvenuta catastrofe” dopo un inizio difficile tra le nevicate e la cancellazione di alcune repliche a causa delle minacce di stampo mafioso, riparte con slancio, circondato dalla solidarietà del mondo teatrale milanese.
Lo spettacolo è tornato in scena martedì 9 Febbraio, con una serata speciale contro ogni intimidazione, affollata di ospiti illustri (Paolo Rossi, Dario Fo, Eugenio Finardi, Enzo Iacchetti, Marco Balbi, Maddalena Crippa, Flavio Oreglio, Walter Leonardi, Renato Sarti, Gian Carlo Dettori, Massimo De Vita, Andrèe Ruth Shammah e l’Assessore alla Cultura del Comune di Milano, Massimiamo Finazzer Flory) ma anche di anonimo pubblico, partecipativo e solidale.


Giulio Cavalli, classe 1977, incomincia a farsi notare nelle sale milanesi qualche anno fa con uno spettacolo inchiesta sulla strage di Linate dell'8 Ottobre 2001.
La sua visione del teatro “partigiano”come luogo di un impegno civile dove poter indagare e smascherare le trame del potere, le nefandezze della politica e dell'attualità sociale lo portano tre anni fa ad infastidire le mafie con lo spettacolo “Do ut Des, spettacolo teatrale su riti e conviti mafiosi” sulle infiltrazioni dell'andrangheta in Lombardia e quindi, sugli stessi temi, con “A cento passi dal Duomo”, andato in scena questo autunno al Teatro della Cooperativa.
A causa delle pressanti minacce e intimidazioni verso la sua persona e la sua famiglia, Giulio Cavalli da tre anni vive sotto scorta, ad evidente testimonianza che al nord, come vuole la versione ufficiale, “la mafia non esiste”...


“Apocalisse rimandata, ovvero benvenuta catastrofe” parte da un testo di Dario Fo, pubblicato nel 2006 sotto forma di saggio. L'autore immagina cosa succederà nelle nostre tecnologiche città quando, a breve, finirà il petrolio e tutto inevitabilmente si fermerà. Con un certo ottimismo ingenuo, l'autore prevede un ritorno a ritmi e modi di una società più a misura d'uomo e un investimento in energie verdi e pulite. Perciò: “benvenuta catastrofe!”. Le tesi di Fo partono dalle ricerche scientifiche più pessimistiche riguardo a rivolgimenti climatici e conseguenze ambientali dell'inquinamento, approdando d'altra parte a una visione francamente naïve della società post-apocalittica.


Giulio Cavalli corre ad un ritmo forsennato inciampando a volte nella granguignolesca parola del premio Nobel; si aggira senza fiato sul piccolo palco affollato da una imponente scenografia di macchinari misteriosi che non trovano alcun utilizzo durante lo spettacolo. Su uno schermo scorrono i disegni di Fo che, nel libro, accompagnano la dissertazione, ma sembra quasi un affanno per l'attore lodigiano seguire lil susseguirsi delle immagini.
Molto divertenti, ancorché amari, sono i continui riferimenti all'attualità politica, ed è triste pensare di vivere in un paese dove per sentire una realistica e caustica critica della gestione del potere bisogna andare a teatro e sentire i comici.
Tuttavia Cavalli non convince nel tentare di rifare Fo alla maniera di Fo, mentre i momenti più riusciti sono quelli in cui improvvisa in un reale contatto e scambio con il pubblico


. Dopo gli applausi, in una sorta di bis Cavalli recita un brano che, già parte dello spettacolo “A cento passi dal Duomo”, ripercorre con rabbiosa poeticità la notte dell'assassinio dimenticato di Bruno Caccia, magistrato torinese ucciso da sicari di Domenico Belfiore, boss della 'ndrangheta.
Un'altra figura di uomo lasciato solo dalle istituzioni e ucciso nel buio, a tradimento,da vigliacchi mafiosi proprio in virtù del suo isolamento: come Falcone, Borsellino, Dalla Chiesa, Ambrosoli, Antonino Scopelliti e tanti, troppi altri.

Il brano, bellissimo e recitato in maniera sublime da Cavalli nel suo scorso spettacolo, trova qui una triste collocazione, schiacciato dalle troppe parole pronunciate prima e su di un argomento completamente diverso, recitato di corsa e col fiatone, senza lasciar tempo al silenzio di calare la sua mannaia e di investire il pubblico con il senso della tragedia raccontata.

Resta da dire che è quando parla di mafia che Cavalli da' il meglio, forse per ciò che ha patito e patisce in prima persona, forse perché sono parole sue e non di altri, forse perché è argomento che sente più suo di quello ambientale, ma quando fa nomi e cognomi dei nostri vicini boss, quando cita le famiglie, quando indica con sicurezza responsabilità e connivenze, allora la sua forza è davvero trascinante, palpabile, sia come attore che come essere umano.


Teatro Oscar
via Lattanzio 60
28 e 29 febbraio/ 2 e 3 marzo 2010
L'APOCALISSE RIMANDATA OVVERO BENVENUTA CATASTROFE
Versione teatrale di Dario Fo e Franca Rame dal libro di Dario Fo
"L'apocalisse rimandata ovvero Benvenuta catastrofe"
adattamento, regia e interpretazione di Giulio Cavalli
prodotto da TIEFFE TEATRO e BOTTEGA DEI MESTIERI TEATRALI


per informazioni:
info@tieffeteatro.it
tel. Teatro Oscar 02/36503740
www.tieffeteatro.it

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