Kauneus al Teatro della Contraddizione

Maddalena Peluso - 13.02.2010 testo grande testo normale

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Tags: maddalena peluso, Kauneus, Teatro della Contraddizione, Valeria Mazza

Una "partitura di carne e ossa per donna inquieta", un lieve e delicato insieme di performance che destruttura e ricostruisce il concetto di bellezza, analizzandone le sue esasperazioni.

Una "partitura di carne e ossa per donna inquieta", un lieve e delicato insieme di performance che destruttura e ricostruisce il concetto di bellezza, analizzandone le sue esasperazioni.
Con semplicità e senza clamore, la genovese Francesca Caso, della Compagnia Frakkasso, al Teatro della Contraddizione fino al 21 febbraio 2010 – in coppia con un altro eccellente spettacolo completamente differente – mette in scena “Kauneus”, devozione alla bellezza da un testo di Valeria Mazza.

Un lavoro che parte chiaramente da una serie di sperimentazioni attorno ad un comune argomento: la “devozione alla bellezza” sottotitolo allo spettacolo di cui la Compagnia Frakkasso ha realizzato negli anni numerose performance per “illustrare un viaggio lungo le identità che vestono la pelle, un gioco a rincorrere le maschere e le ossessioni nel tentativo di neutralizzarle, il risveglio dopo un’assenza da se stessi”.

Da qui prende vita il gioco di improvvisazioni fisiche, sonore, testuali che attingono al “vissuto quotidiano di donne” in cui la fisica Francesca Caso si muove al ritmo di “suoni della chirurgia estetica”, alterando il corpo e l’anima in un folle climax di insicurezze, un tremendo “valzer in compagnia delle proprie paure”.
Nascono così i suoi personaggi, simili alle visioni di un folle in un vaneggiamento frenetico e inquietante. Un nano compito e orgoglioso, una barbona e la sua insaziabile fame di caramelle, un clown soffocato dal suo stesso naso rosso, un corpo smanioso di apparire che si trasforma in uno spaventapasseri urlante e delirante fino alla catarsi finale, in cui il corpo liberato da ogni stereotipo e ansia di apparire si trasforma in ciò che è: incanto e grazia senza condizioni o condizionamenti.

Senza dubbio un lavoro interessante, con molti spunti di riflessione e discussione e un particolare ed ingarbugliato utilizzo dei linguaggi teatrali, al di là dell’ovvietà di certe scene o dei messaggi che intende comunicare.
E nonostante più di un passaggio non renda al pubblico l’effetto desiderato, colpisce per l’immediatezza e per la genuinità della performance, per quell’invisibile filo argentato che sembra legare l’azione fino alla liberazione finale, quando i fili si spezzano e il corpo riprende la sua originaria bellezza, quella primordiale, quella dell’anima, invocata appunto con l’evocativa traduzione in finlandese “kauneus”, bellezza nel suo pieno misticiscmo.

Delicato e toccante esperimento accostato ad una colonna sonora affascinante ma forse fin troppo abusata di questi tempi - rischiando probabilmente di confondere il pubblico, trasformando lo spettacolo in qualcosa che non è.

Senza dubbio alcuno, la scelta del piccolo ma attivo Teatro della Contraddizione di accostare due spettacoli – l’altro è Primo Amore di Letizia Russo messo in scena da una straordinaria Laura Nardi – è davvero interessante, capace di creare quell’informale e rarefatta atmosfera da “festival teatrale” davvero inusuale in città. Al pubblico sicuramente bisognerà dare il tempo necessario per comprenderlo.


Kauneus
di e con Francesca Caso
regia Valeria Mazza e Francesca Caso
testo Valeria Mazza
voce Mirko Revoyera
DA GIOVEDÌ 11 A DOMENICA 14 FEBBRAIO ORE 22.30
DA GIOVEDI 18 A DOMENICA 21 FEBBRAIO ORE 20,30
TDC – Teatro della Contraddizione
Via della Braida, 6
20122 - MILANO
www.teatrodellacontraddizione.it


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